Lunedì, 1° giugno 2026
Lo scorso 23 maggio, quasi 78 anni dopo l’arrivo dei missionari comboniani a Carapira, nella provincia di Nampula, nel nord del Mozambico, il diacono Fidélio Artur, 31 anni, è stato ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani di mons. Alberto Vera Arejula, vescovo della diocesi di Nacala. Fidélio è il primo sacerdote comboniano originario della parrocchia di Carapira.

La parrocchia di Carapira, dedicata al Cuore Immacolato di Maria, fu fondata dai missionari comboniani il 29 novembre 1948. A quel tempo, apparteneva alla diocesi di Nampula, elevata ad arcidiocesi nel giugno 1984. Nel 1991 Carapira entrò a far parte della nuova diocesi di Nacala. Oggi è una delle 23 parrocchie di questa Chiesa locale e ospita il Centro pastorale diocesano e l’Istituto tecnico industriale di Carapira (ITIC), entrambi gestiti dai comboniani.

Fidélio Artur è nato il 4 marzo 1995 a Micolene, una delle località del comune di Nacala-a-Velha. Ha studiato teologia a Kinshasa dal 2020 al 2024. Ha emesso i voti perpetui nel luglio 2025 e, cinque mesi dopo, è stato ordinato diacono. La sua ordinazione sacerdotale assume oggi un significato particolare, poiché è il primo sacerdote comboniano nato nel territorio parrocchiale di Carapira.

Per questo motivo, il 23 maggio la chiesa parrocchiale si è rivelata troppo piccola per accogliere i numerosi fedeli che hanno voluto partecipare alla festa dell’ordinazione di Fidélio Artur.

Ordinazione sacerdotale di Fidélio Artur il 23 maggio 2026, nella chiesa parrocchiale di Carapira.

La celebrazione è stata presieduta da mons. Alberto Vera Arejula. Tra i concelebranti figuravano padre José Joaquim Luís Pedro, superiore provinciale, e padre Zębik Krzysztof Adam, economo provinciale del Sud Sudan, dove Fidélio sarà presto inviato in missione.

Nell’omelia, il vescovo ha definito l’evento una grande festa di comunione, frutto del lavoro instancabile di tanti sacerdoti e religiose che hanno donato la propria vita alla causa del Vangelo. Richiamandosi alle letture del giorno, ha sottolineato il significato del sacerdozio come chiamata e scelta divina, e ha invitato sacerdoti, religiosi, fedeli e autorità civili a essere autentici testimoni di Gesù e della sua risurrezione.

Rivolgendosi all’ordinando, ha affermato che il ministero sacerdotale è un cammino di servizio e di amore: «Tutti noi siamo amici e amiche di Dio, ma questo non basta. Il buon cristiano deve imparare a servire e ad amare; il buon sacerdote deve imparare a servire e ad amare; il buon vescovo deve imparare a servire e ad amare. Questa è la cosa più importante». Ha inoltre evidenziato l’importanza della preghiera, della vita comunitaria e dello zelo apostolico.

Ai genitori, e in particolare alla madre, il vescovo ha detto: «La madre di un sacerdote è una delle colonne che sostengono la vita sacerdotale del proprio figlio; perciò, mamma di Fidélio, prega affinché questo tuo figlio sia fedele alla sua vocazione».

L’intera celebrazione è stata un meraviglioso momento di grazia, gioia e animazione missionaria. I familiari del neo ordinato hanno sottolineato che questa ordinazione non deve essere vista come una conquista personale, ma come un dono di Dio e un onore per la comunità e per la Chiesa. «È nella famiglia che tutto comincia e si rafforza giorno dopo giorno», hanno ricordato, aggiungendo però che «il sacerdote è consacrato per servire tutto il santo popolo di Dio; questa è sempre una missione nobile e bella, nonostante le difficoltà e i rischi che comporta».

Alla celebrazione era presente anche l’amministratore di Monapo, Emanuel Impissa, che ha intonato il canto in lingua macua Nyuwo muthanliwa (“Tu sei il prescelto”). Ha poi espresso la propria soddisfazione nel vedere la Chiesa crescere e ha rinnovato l’appello affinché continui a sostenere l’educazione dei giovani, oggi confrontati con molte forme di violenza, attraverso momenti di preghiera e incontri formativi.

Da parte sua, padre José Joaquim ha manifestato la propria gioia cantando Nohakalala Apwiya nohakalala, / notteliwa murima notteliwa (“Siamo felici, Signore, / il nostro cuore è colmo di gioia”). Ha ricordato all’ordinando e ai presenti che il luogo della celebrazione, vicino al cimitero di Carapira, è una terra sacra dove riposano alcuni missionari e missionarie pionieri di questa missione. Ha dato anche dato quattro consigli al nuovo sacerdote: padroneggiare la lingua; disciplinare il cuore; evitare una vita nascosta o doppia; dare buona testimonianza al popolo di Dio. Ha infine annunciato che la prima destinazione missionaria di Fidélio sarà il Sud Sudan.

Invitato a prendere la parola, padre Krzysztof si è detto grato ai superiori maggiori per aver destinato padre Fidélio al Sud Sudan, un paese che sta attraversando momenti molto difficili. È proprio in questo contesto, ha detto, che i missionari sono chiamati a evangelizzare e a testimoniare il Vangelo. Ha aggiunto: «Già il solo nome Sud Sudan può incutere timore, ma la mia presenza qui deve essere vista come un segno della vitalità della missione che esiste laggiù». Ha inoltre assicurato che «padre Fidélio sarà in buone mani» ed ha esortato il confratello a essere «coraggioso, paziente, umile e ad amare fin da subito il popolo con cui lavorerà».

Visibilmente emozionato, il neo-sacerdote ha concluso: «Il mio cuore è pieno di gioia e sono molto grato a tutti coloro che mi hanno sostenuto durante il percorso formativo con la preghiera, l’amicizia e tanti gesti di generosità».

Padre Sérgio Mário Vilanculo, mccj