Mercoledì 24 giugno 2026
Il brano evangelico di domenica 21 giugno, imperniato sul triplice invito di Gesù a “non aver paura” (cfr Mt 10,26-33) –, «è un incoraggiamento che Gesù dà ai suoi discepoli», scrive padre Eliseo Tacchella, missionario comboniano a Isiro, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Aggiunge: «E la forza per non aver paura viene dalla certezza della presenza e dell’amore di Dio». Dal 30 maggio scorso, la regione di Isiro vive giorni di grande paura, insicurezza e terrore, provocati da un gruppo di uomini armati il cui obiettivo è uccidere, derubare e distruggere le case delle popolazioni locali. (Per saperne di più, clicca qui)
Lunedì, 22 giugno – Qualche buona notizia sta arrivando dalle zone di conflitto
Ieri un giovane di Ndubala è partito in moto per verificare la situazione del suo villaggio. È rientrato oggi riferendo che nel villaggio sono presenti circa 20-30 militari. La situazione è calma e, da quando i militari sono arrivati, non si sono verificati nuovi attacchi da parte dei ribelli. I soldati ora chiedono alla popolazione di rientrare, mentre alcune settimane fa invitavano tutti a fuggire. Secondo questo giovane, i militari dispongono di poche risorse e non possono recarsi nei campi per procurarsi viveri. Anche per questo motivo incoraggiano la popolazione a tornare.
Ma la gente si sentirà davvero al sicuro? Gli sfollati che sono con noi non mostrano grande entusiasmo all’idea di rientrare: vogliono essere certi che i ribelli abbiano abbandonato definitivamente la zona.
Ma dove si trovano questi banditi? Si sa poco. L’unica informazione certa è che ci sono stati scontri nell’area a sud di Bakiri. Significa forse che i ribelli si sono ritirati laggiù?
Tra gli sfollati, alcuni uomini si stanno organizzando per raggiungere i propri villaggi, non certo per restarvi, ma per recuperare qualcosa da mangiare e altri beni necessari. I militari consentono questi spostamenti, ma soltanto durante il giorno. Dopo il tramonto nessuno può circolare. Altri, provenienti da villaggi situati fino a 60 chilometri da Isiro, si stanno preparando a rientrare con le loro famiglie.
Gli ospiti accolti nella nostra parrocchia provengono in gran parte dalla cappella di Ndubala e dai villaggi vicini. La loro permanenza tra noi si prolungherà ancora per qualche tempo. Per questo stiamo cercando di coinvolgerli sempre più nella vita della parrocchia e nelle diverse attività comunitarie.
Nel frattempo, continuiamo a pregare e a sperare. Nel Vangelo di domani Gesù incoraggerà i suoi discepoli ad avere fiducia: per superare la paura serve la certezza della costante e amorosa presenza di Dio.
Martedì, 23 giugno – Per quanto riguarda la situazione a Ndubala e dintorni, niente trapela
Questa sera condivido con voi la gioia vissuta con la gente della comunità di St Laurent, una delle quindici comunità di base della parrocchia centro. Hanno terminato la costruzione della cappella, grazie anche a fratel Duilio Plazzotta, che tra l’altro ha dipinto la grande parete dietro all’altare, martirio di san Lorenzo. Grande festa. È una comunità vivace, guidata da una donna (nella foto sotto con il parroco, padre Anatole Mughendi Mwengulo), maman Antoinette. Già tre preti diocesani sono originari di questa comunità. E oggi per l’eucarestia e la festa la partecipazione è stata massiva.
Per quanto riguarda la situazione a Ndubala e dintorni, niente trapela. Domani il nostro parroco, padre Mughendi Mwengulo Anatole assieme al responsabile di quel settore andranno in moto a fare un sopralluogo. I militari assicurano che la strada è percorribile. Vi chiedo un ricordo particolare nella preghiera per questa missione.
Sembra invece che la situazione dell’ebola sia ancora complicata, in particolare a Bunia e dintorni. Gli organismi incaricati si lamentano che certa gente non collabora, non capisce la gravità della situazione. Fortunatamente nella nostra diocesi di Isiro non è stato registrato nessun caso. Grazie per la vostra preghiera.
Mercoledì, 24 giugno – Visita alle zone vandalizzate dai ribelli a Ndubala
Ringraziamo il Signore per il viaggio del parroco, padre Anatole Mughendi, in visita alle zone vandalizzate dai ribelli. Partito stamattina presto in moto, accompagnato dal responsabile del settore di Ndubala, con un’altra moto, si è fermato nelle varie cappelle che sono sulla strada. Alcune completamente abbandonate.
Arrivati a Ndubala, si sono trovati davanti a una situazione di desolazione. Case bruciate, magazzini distrutti. Solo la cappella e le scuole non sono state toccate, forse perché costruite con mattoni e cimento.
Lì ha celebrato l’eucarestia con solo sei fedeli, quelli che erano rimasti nascosti nei loro campi e sono rientrati dopo il passaggio dei ribelli.