Lunedì 3 agosto 2026
Padre Joseph Mumbere Musanga accompagna le comunità cristiane che si impegnano per la tutela dell’ambiente. Una lotta continua in Brasile, più precisamente nel sobborgo di Piquiá de Baixo della città di Açailândia, nello Stato del Maranhão.
Sono congolese e lavoro da quasi cinque anni in Brasile, più precisamente nel sobborgo di Piquiá de Baixo della città di Açailândia, nello Stato del Maranhão. Al mio arrivo, ho capito che la sofferenza più grande della nostra popolazione è causata dall’inquinamento atmosferico delle acciaierie e dall’uso di pesticidi tossici nella coltivazione di soia ed eucalipto. La mia gioia più grande è stata conoscere uomini e donne che lottano per i loro diritti umani fondamentali e che, come il piccolo Davide, affrontano i Golia dell’industria estrattiva e agroindustriale, responsabili della deforestazione del territorio della nostra missione.
Sono stato testimone del parziale successo degli abitanti di Piquiá de Baixo, che da anni soffrono per l’inquinamento industriale e le sue conseguenze. Queste persone hanno iniziato nel 2005, accompagnate dall’associazione “Justiça nos Trilhos”, che noi Missionari Comboniani avevamo fondato, a rivendicare i propri diritti. Hanno chiesto risarcimenti sia alle industrie inquinanti sia allo Stato, colpevole di averne autorizzato le attività. Ciò ha portato al trasferimento dell’intero quartiere e alla costruzione di nuove case per le 312 famiglie che vi abitavano. Il 25 ottobre 2024 sono state consegnate le chiavi delle nuove case nel quartiere di “Piquiá da Conquista”.
La cerimonia di inaugurazione ha segnato la conclusione di una lotta durata due decenni e ha restituito dignità a una comunità che, di fronte agli effetti devastanti dell’inquinamento ambientale, ha opposto una grande resistenza e dimostrato un’enorme resilienza. In quel giorno ho condiviso con la gente un’emozione travolgente. Lacrime e abbracci si sono mescolati alla forza di coloro che non si sono mai arresi di fronte alle avversità. I volti dei beneficiari brillavano di speranza per una vita più giusta e dignitosa per questi figli e figlie di Dio. Eppure, questo è stato solo un successo parziale. La lotta continua e, purtroppo, ad Açailândia manca la collaborazione tra i dirigenti e i sacerdoti delle parrocchie cittadine per affrontare insieme queste sfide, nello spirito della Dottrina Sociale della Chiesa e delle numerose Campagne della Fraternità promosse dalla Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile.
Noi Missionari Comboniani organizziamo ogni anno la “Festa da Colheita” [Festa della Raccolta], una festa popolare il cui obiettivo è difendere e promuovere l’agricoltura familiare ecologica degli agricoltori locali, che con il loro lavoro producono e vendono nei mercati gli alimenti che consumiamo. Purtroppo, solo pochi laici impegnati si uniscono a noi per organizzare questa azione di resistenza contro progetti su vasta scala, predatori e nocivi per l’ambiente. Questa situazione mi rattrista, perché se tutte le parrocchie si impegnassero insieme per la protezione della nostra casa comune, la nostra testimonianza sarebbe più forte e potremmo ottenere risultati maggiori in questo lavoro pastorale di ecologia integrale.
Nonostante ciò, portiamo avanti le nostre attività missionarie, nella consapevolezza che tutto è interconnesso e che, come ci ha insegnato Papa Francesco nella Laudato si’, non stiamo vivendo diverse crisi, ma un’unica crisi socio-ecologica.
Padre Joseph Mumbere, mccj
Comboni-Missionare