Lunedì 24 agosto 2026
Il comboniano padre Marco Innocenti celebra il 25o anniversario della sua ordinazione sacerdotale il prossimo 19 settembre a San Miniato a Montebonello – Rufina (Italia), sua terra natale, con nel cuore il popolo Gumuz dell’Etiopia che ha servito per 23 anni. «Non voglio regali per me, ma che doniate almeno un mattone per la nuova scuola dei bambini di Gilgel Beles. Siate generosi!», si legge sul volantino che invita gli amici, parenti e benefattori a partecipare alla festa del suo giubileo sacerdotale.

Carissimi amici, amiche, parenti e benefattori tutti,
Mi è stato dato di festeggiare questo mio giubileo d’argento d’ordinazione presbiterale, non in mezzo al popolo che ho servito per 23 anni in Etiopia e che ho imparato ad amare, ma tra di voi (a cui pure voglio tanto bene), qui in Italia, nel paese e nella chiesetta dove tutto è iniziato ed ho ricevuto i sacramenti della vita cristiana (battesimo, 1a comunione, cresima e ordinazione) e la mia fede e vocazione presbiterale e missionaria sono sbocciate e cresciute.

Perciò sono lieto di invitarvi a pregare con me e per me nella Messa di Ringraziamento per il mio 25° Anniversario di Presbiterato nella chiesa di San Miniato a Montebonello – Rufina (FI), sabato 19 Settembre 2026 alle ore 18.

Sono contento della mia vita e del Signore che mi ha attirato a sé fin da bambino, mettendomi nel cuore il desiderio di servirlo come prete, ma la mia gioia è aumentata quando ho capito che mi voleva anche missionario.

San Daniele Comboni mi ha poi guidato alla consapevolezza che donare la vita per Dio non si fa a parole, ma condividendola con i più poveri ed abbandonati della terra, che egli allora aveva trovato nelle popolazioni nere del Sudan (la Nigrizia). Io li ho trovati in Etiopia, sempre ai confini con il Sudan, nel Benishangul-Gumuz, dove vive una popolazione nilotica di cacciatori e raccoglitori, i Gumuz.

Una delle priorità della nostra opera missionaria è l’educazione dei bambini e dei giovani, che sono il futuro di un popolo. Per questo vi invito a pensare a loro e a contribuire alla costruzione di una grande scuola elementare e media, doppia sezione, nella cittadina di Gilgel Beles: questo sarà il regalo a me gradito, in occasione del mio anniversario. Il progetto si svilupperà in due fasi.

Nonostante, per obbedienza, sia dovuto tornare in Italia nella comunità di Firenze, il mio cuore è sempre tra i Gumuz, dove i bisogni sono tantissimi e noi tutti dovremmo impegnarci di più per sostenerli nella loro crescita e sviluppo secondo l’enunciato comboniano di “Salvare l’Africa con l’Africa”.

Non so di preciso quanto dovrò rimanere in Italia: molti mi hanno garantito che la separazione dall’Etiopia non sarà lunga, ma nessuno ha quantificato il tempo. Che l’abbiano fatto solo per consolarmi?

Intanto sosteniamo la missione tra i Gumuz da qui e i giovani confratelli che ci lavorano. Purtroppo gli scontri tra l’esercito e i ribelli sono ripresi nel Metekel Zone e in Gilgel Beles hanno combattuto anche fuori del recinto della missione.

Gran parte dell’Etiopia è ancora in subbuglio e molte sono le guerre civili combattute contro il governo centrale: nello Stato regione amara e in gran parte del Tigray e dell’Oromia. Mancano pace e concordia. Preghiamo anche per queste.

Grazie per il dono prezioso che siete voi per me e per la gente bisognosa del Benishangul Gumuz. Vi aspetto a Montebonello…

Iddio vi benedica,

Abba Marco Innocenti, mccj