Mercoledì 2 settembre 2026
I superiori e delegati delle circoscrizioni comboniane dell’Africa francofona si sono riuniti dal 27 agosto al 1° settembre, nella capitale del Togo, per approfondire le questioni legate al processo in corso di riconfigurazione dell’Istituto. All’incontro hanno partecipato anche i padri Luigi Codianni, superiore generale, ed Elias Sindjalim, assistente generale.
Dal 27 agosto al 1° settembre 2026, la casa provinciale di Cacaveli, a Lomé (Togo), ha ospitato i superiori e delegati delle circoscrizioni comboniane dell’Africa francofona – due della Repubblica Democratica del Congo, due del Ciad, due della Repubblica Centrafricana e tre della provincia ospitante Togo-Ghana-Benin – per riflettere assieme sul processo di unificazione e riconfigurazione delle province di questa regione africana.
La presenza di padre Luigi Codianni, superiore generale, e di padre Elias Sindjalim, assistente generale, segna l’importanza di questo evento nella vita dell’Istituto.
«Rinascere nello Spirito»
L’incontro si è aperto con una celebrazione eucaristica presieduta da padre Fidèle Katsan, superiore provinciale della provincia ospitante, che, già nel suo discorso di benvenuto, ha invitato i partecipanti a contemplare l’icona evangelica dell’incontro tra Gesù e Nicodemo, lanciando un appello a lasciarsi «rinascere nello Spirito».
Per padre Fidèle, non è più tempo di sterili esitazioni né di dibattiti sull’opportunità o meno del progetto di riconfigurazione. Invece è giunto il momento di avere il coraggio di andare avanti e di camminare più insieme.
Nel corso di queste giornate di scambio, i missionari si sono concentrati attorno ai pilastri fondamentali della vita dell’Istituto: la missione, la formazione, l’economia e la vita comunitaria e provinciale.
Le domande fondamentali sono state: che cosa bisogna abbandonare, che cosa bisogna proteggere e che cosa bisogna ricreare affinché il carisma comboniano continui a essere un dono fecondo per la Chiesa.
Superare le frontiere per riscoprire l’essenziale
Al centro dell’intervento di padre Luigi Codianni vi era la forte convinzione dell’urgenza nell’Istituto di si superare le barriere territoriali per riscoprirsi piuttosto ciò che può riqualificare o unificare le attività dei Comboniani in quella regione dell’Africa.
Interrogandosi sulla pertinenza delle strutture, il superiore generale ha invitato ciascuno a discernere ciò che è opportuno conservare prima di decidere ciò che deve essere trasformato o abbandonato.
Parlando della governance, padre Codianni ha auspicato una leadership capace di decidere e di guardare lontano, libera dalla sola preoccupazione del controllo. In questa prospettiva, la riunificazione deve permettere di mettere le strutture al servizio della missione, e non il contrario. La diversità culturale dei confratelli, lungi dall’essere un ostacolo, deve essere vista come un prezioso dono di Dio.
Ha ricordato ancora una verità essenziale: noi non siamo proprietari del carisma, ma semplici custodi, chiamati a trasmetterlo vivo alle generazioni future. Così inteso, questo percorso di unificazione deve apparire come una grazia e un’opportunità per tornare all’essenziale della nostra missione comboniana.
Per questo la rivitalizzazione provinciale passa anche attraverso una rigorosa formazione permanente e una pastorale esigente, incentrata sulla maturità delle vocazioni e su un maggiore coinvolgimento dei laici nella missione.
Ponendo la fraternità al centro della riqualificazione, ha insistito sulla necessità di un’assistenza sanitaria equa e strutturata per tutti i confratelli.
Infine, ha ricordato che la circoscrizione è chiamata a diventare una «casa comune» accogliente, centrata sulla preghiera e sul discernimento comunitario. Lungi dal rinchiudersi, la comunità deve trovare la forza necessaria per reinventarsi e ripartire con audacia sulle strade del mondo.
Pian piano si delineano i contorni di un cammino comune
I diversi rapporti dei partecipanti testimoniano una reale apertura e una volontà di impegno da parte della maggioranza dei confratelli, anche se persiste qualche incertezza di fronte alle sfide da affrontare.
Prima di concludere i lavori, si ha parlato delle priorità strategiche della possibile nuova provincia comboniana francofona.
È in questo clima di fiducia, trasparenza e ascolto reciproco che si è concluso l’incontro di Lomé. Pian piano si delineano i contorni di un cammino comune, portatore di un nuovo slancio missionario e profetico per i Comboniani nell’Africa francofona.
Padre Romain Tollet, mccj