Sabato 23 maggio 2026
“Condanniamo inequivocabilmente e senza ambiguità gli atti di violenza, intimidazione e rimozione forzata contro migranti e rifugiati. …La violenza contro i migranti non può mai essere giustificata, tollerata o accettata”, denunciano i vescovi della Conferenza Episcopale dell’Africa Meridionale (SACBC) nella lettera pastorale del 20 maggio firmata dal loro presidente, il Cardinale Steve Brislin, arcivescovo della diocesi di Johannesburg.
La lettera dei vescovi fa seguito a violenti attacchi xenofobi nelle ultime settimane compiuti da gruppi di vigilantes contro cittadini stranieri africani e asiatici, in diverse parti del paese, in particolare nelle Province del KwaZulu-Natal e del Gauteng.
Nella loro lettera, i vescovi riconoscono che tali reazioni violente emergono da un contesto più ampio di frustrazione sociale, difficoltà economiche e fallimenti nella governance. La persistente disoccupazione – giunta al 43% –, la disuguaglianza, la scarsa qualità dei servizi, la corruzione e le carenze nella gestione dell’immigrazione sono i fattori che alimentano il risentimento nelle comunità vulnerabili, dichiarano i vescovi.
Che non risparmiano critiche a chi detiene il potere: “Desideriamo parlare francamente: i fallimenti nella governance, nella responsabilità e nella leadership sono al centro dell’attuale crisi. …Per troppo tempo, il grido dei poveri è rimasto inascoltato”. E mettono in guardia i partiti dallo “sfruttare la situazione migratoria o la sofferenza delle comunità per ottenere vantaggi politici”, in vista delle elezioni amministrative che si terranno in tutto il paese il 4 novembre prossimo.
I vescovi sono anche consapevoli dei problemi “relativi alla permeabilità delle frontiere, alla corruzione all’interno del Ministero degli Interni, allo sfruttamento della manodopera migrante, alle attività criminali che coinvolgono alcuni migranti e all’assenza di una reale integrazione in alcune comunità”. Tuttavia, sostengono i pastori della chiesa in Sudafrica, nessuna di queste realtà potrà “mai giustificare la violenza contro un altro essere umano”.
“Come persone di fede – concludono gli autori della lettera pastorale – abbiamo bisogno di tornare alla verità fondamentale che ogni persona è creata a immagine e somiglianza di Dio…Non possiamo costruire una società pacifica attraverso l’odio, la ricerca di capri espiatori o la violenza».
Alla presa di posizione dei vescovi fa eco l’organizzazione sudafricana Human Rights Watch (HRW) che nel comunicato del 20 maggio dichiara che “nell’aprile e nel maggio del 2026, un movimento di cittadini, March and March, che promuove un’applicazione più rigorosa delle leggi sull’immigrazione in Sudafrica, ha organizzato manifestazioni contro i migranti irregolari nelle principali città, tra cui Pretoria, Johannesburg e Durban, sfociate nella violenza, talvolta con esiti mortali”.
Nel suo comunicato, lo HRW lamenta anche che la reazione della polizia e delle autorità competenti alle aggressioni perpetrate da gruppi di vigilantes contro immigrati e alle loro attività commerciali è stata “scarsa o insufficiente”.
La ripresa degli attacchi xenofobi, esplosi per la prima volta nel 2008 e proseguiti poi a intermittenza dal 2019 ad oggi, hanno generato un clima di paura e insicurezza nelle comunità degli immigrati, con un impatto psicologico anche sui nostri confratelli provenienti da vari paesi africani che operano nel paese.
Efrem Tresoldi, MCCJ
In Johannesburg