Lunedì 2 novembre 2026
È iniziato oggi a Roma, presso la Casa Generalizia, un corso di formazione di due settimane rivolto agli economi dell’Istituto comboniano. I 12 partecipanti provengono da comunità comboniane in Africa, America, Asia ed Europa. La formazione, guidata da quattro membri del Segretariado Generale per l’Economia, è stata inaugurata dal Superiore generale, p. Luigi Codianni, che ha accolto i partecipanti sottolineando il ruolo essenziale della gestione economica nella realizzazione della missione dell’Istituto.
Desidero innanzitutto rivolgervi un cordiale benvenuto e ringraziarvi per la vostra presenza. Un ringraziamento particolare va a ciascuno di voi per aver accettato il servizio di economo, un incarico impegnativo che richiede competenza, dedizione, precisione e senso di responsabilità.
Il vostro contributo è prezioso perché aiuta i superiori e i rispettivi Consigli a prendere decisioni consapevoli, individuare le priorità e amministrare correttamente i beni che ci sono affidati.
Il nostro incontro vuole essere non soltanto un momento di aggiornamento tecnico, ma anche un’occasione per condividere una visione del ruolo dell’economo e rinnovare l’impegno verso una gestione etica, trasparente e sostenibile, sempre al servizio della missione dell’Istituto.
Vorrei partire da una convinzione fondamentale: l’economia non è una dimensione separata dalla missione dell’Istituto, ma una componente essenziale della sua realizzazione.
Le risorse economiche e patrimoniali non sono un fine in sé, ma strumenti al servizio della vita dell’Istituto, delle comunità, della formazione, delle attività pastorali e missionarie. Sono inoltre il frutto della generosità e della fiducia di tante persone. Il modo in cui le amministriamo esprime quindi le nostre priorità e la responsabilità che abbiamo nei confronti della missione.
La dimensione etica della gestione economica
Ogni scelta economica deve essere valutata non soltanto in base alla sua correttezza contabile o formale, ma anche considerando la sua necessità, proporzionalità, sostenibilità e coerenza con le priorità dell’Istituto.
Siamo chiamati a evitare gestioni arbitrarie o personali dei beni, spese non sufficientemente giustificate e decisioni che non rispettino le procedure previste. Particolare attenzione va riservata ai possibili conflitti di interesse, ai rapporti con fornitori e collaboratori e alla tracciabilità delle operazioni.
La correttezza amministrativa non può dipendere soltanto dalla buona volontà individuale: richiede criteri chiari, procedure condivise e responsabilità definite.
Come consacrati, siamo inoltre chiamati a vivere un rapporto libero, responsabile e trasparente con i beni materiali, in coerenza con la povertà evangelica che professiamo.
La nostra credibilità passa anche attraverso il modo in cui amministriamo il denaro e custodiamo il patrimonio che ci è stato affidato.
La trasparenza come cultura istituzionale
La trasparenza non consiste soltanto nel presentare bilanci corretti o rispettare gli adempimenti amministrativi. Significa documentare le operazioni, rendere comprensibili le decisioni, condividere le informazioni e garantire che le scelte economiche possano essere motivate e verificate.
È importante che ogni provincia disponga di informazioni aggiornate sulla propria situazione finanziaria e patrimoniale, sui debiti e crediti, sugli impegni assunti e sulla sostenibilità delle attività in corso.
Altrettanto importante è che le informazioni circolino regolarmente e tempestivamente tra l’economo, il superiore provinciale, il Consiglio e gli organismi competenti del governo generale. Una comunicazione incompleta o tardiva può impedire di individuare per tempo le difficoltà e intervenire adeguatamente.
La trasparenza deve diventare una cultura condivisa, nella quale le informazioni siano affidabili, le decisioni documentate e le responsabilità riconoscibili.
La sostenibilità economica: responsabilità verso il presente e il futuro
Non possiamo limitarci a verificare se oggi disponiamo delle risorse necessarie per sostenere le nostre attività. Dobbiamo anche chiederci se le scelte compiute siano sostenibili nel tempo e quali conseguenze possano avere sul futuro delle comunità e della missione.
Prima di avviare un progetto o assumere un nuovo impegno economico, occorre considerarne non soltanto il costo iniziale, ma anche le spese di gestione, le risorse necessarie per garantirne la continuità e l’impatto sui bilanci futuri.
Sostenibilità non significa semplicemente spendere meno o rinunciare a nuove iniziative, ma utilizzare responsabilmente le risorse, stabilire priorità e distinguere ciò che è necessario da ciò che è soltanto desiderabile.
Dobbiamo inoltre avere il coraggio di riconoscere quando un’attività, una struttura o un investimento non sono più sostenibili e richiedono una revisione. Affrontare queste situazioni con realismo significa cercare le condizioni migliori per garantire la continuità della missione.
In questo ambito, il ruolo dell’economo è fondamentale: attraverso l’analisi dei bilanci, la previsione dei flussi finanziari e la valutazione degli investimenti, deve aiutare il governo provinciale a comprendere non soltanto ciò che è possibile fare oggi, ma anche ciò che sarà possibile sostenere domani.
Una gestione responsabile custodisce le condizioni economiche necessarie per garantire la continuità della missione anche nel futuro.
Il ruolo e la responsabilità dell’economo provinciale
L’economo provinciale non è soltanto colui che registra entrate e uscite, prepara bilanci o esegue le decisioni del governo della circoscrizione. È chiamato a offrire una lettura competente della realtà economica, individuare tempestivamente le criticità e contribuire a decisioni realistiche e sostenibili.
Questo richiede competenza tecnica, integrità personale, prudenza, autonomia di giudizio e capacità di dialogo.
L’economo deve poter segnalare quando una spesa non è sostenibile, un investimento presenta rischi eccessivi o una decisione necessita di ulteriori approfondimenti. La sua responsabilità non è sostituirsi al superiore o al Consiglio, ma metterli nelle condizioni di decidere con consapevolezza, sulla base di dati affidabili.
Allo stesso tempo, il superiore provinciale e il suo Consiglio devono valorizzare il contributo dell’economo, coinvolgendolo adeguatamente nei processi decisionali e considerando seriamente le sue valutazioni.
È quindi necessario costruire un rapporto di collaborazione fondato sulla fiducia, sulla chiarezza dei ruoli e sulla condivisione delle responsabilità. L’economo non deve essere lasciato solo di fronte alle difficoltà, né considerato l’unico responsabile della gestione economica della provincia.
Il monitoraggio: prevenire, verificare e intervenire
Il monitoraggio deve diventare uno strumento ordinario di governo, capace di accompagnare le decisioni, verificarne l’attuazione e individuare tempestivamente eventuali difficoltà.
È necessario superare una gestione che interviene soltanto quando emergono problemi, sviluppando invece una capacità di prevenzione fondata su dati aggiornati e verifiche regolari.
Ciò comporta il controllo dei bilanci preventivi e consuntivi, degli scostamenti, delle principali voci di spesa, degli investimenti e degli impegni assunti nel medio e lungo periodo. Particolare attenzione va riservata anche al patrimonio immobiliare, alla sua conservazione, utilizzazione e ai costi che comporta.
Non è sufficiente richiamare la correttezza personale. Occorre rafforzare i sistemi di controllo, assicurando che le operazioni siano documentate, le autorizzazioni rispettate e, ove possibile, la gestione e la verifica non siano affidate alla stessa persona. Sono inoltre necessari controlli periodici e verifiche indipendenti quando opportuno.
Eventuali anomalie, rendicontazioni incomplete o giustificazioni poco convincenti non devono essere ignorate, ma approfondite tempestivamente nel rispetto delle persone e delle procedure istituzionali.
Vorrei ribadire un principio essenziale: la fiducia non esclude il controllo, così come il controllo non significa mancanza di fiducia.
Ogni confratello che riceve, utilizza o amministra risorse dell’Istituto deve essere consapevole del dovere di rendere conto del loro impiego. La responsabilità personale non può essere sostituita dal semplice affidamento delle risorse.
Il monitoraggio ha quindi una duplice funzione: prevenire abusi e irregolarità, ma anche migliorare la gestione delle risorse e consolidare buone pratiche amministrative. Per questo è indispensabile un flusso regolare, completo e tempestivo di informazioni tra economi provinciali, rispettivi Consigli e Consiglio Generale.
Il cammino di riqualificazione: un cambiamento da rendere concreto
Il cammino di riqualificazione dell’Istituto non può essere considerato un semplice adeguamento delle procedure amministrative o della contabilità. È un processo più ampio, che riguarda il modo in cui conosciamo, amministriamo e valorizziamo le risorse che ci sono affidate.
Richiede un cambiamento di mentalità: passare da una gestione prevalentemente reattiva a una gestione programmata, da decisioni isolate a criteri condivisi e da una conoscenza parziale della situazione economica a una visione complessiva e realistica delle risorse e degli impegni.
Questo comporta conoscere con precisione la situazione economica e patrimoniale delle circoscrizioni, valutare la sostenibilità delle attività, individuare le priorità e migliorare la qualità della documentazione e delle procedure.
Ogni circoscrizione è chiamata a tradurre questo percorso in obiettivi concreti, responsabilità definite, tempi di attuazione e verifiche periodiche.
Il contributo degli economi provinciali è determinante: attraverso la conoscenza diretta delle situazioni, potete individuare le priorità, segnalare le difficoltà e verificare l’attuazione delle decisioni.
È importante che ciascuna circoscrizione sappia presentare con chiarezza lo stato di avanzamento del proprio percorso, indicando quanto è stato realizzato, ciò che rimane da fare e le eventuali difficoltà che richiedono l’accompagnamento degli organismi competenti.
Il Consiglio Generale, da parte sua, è chiamato ad accompagnare questo processo, offrire orientamenti, favorire criteri comuni e verificare l’attuazione degli impegni.
L’obiettivo non è uniformare tutte le realtà, ma assicurare che ciascuna operi secondo principi condivisi di responsabilità, trasparenza, sostenibilità e correttezza.
Dalle indicazioni agli impegni verificabili
Vorrei concludere richiamando la necessità di tradurre queste riflessioni in impegni concreti. Sarebbe importante che ciascuno tornasse nella propria circoscrizione con alcune priorità chiare:
A questi impegni aggiungerei un’attenzione particolare alla formazione dei confratelli. La correttezza amministrativa non può essere affidata esclusivamente all’economo: ogni confratello che riceve, utilizza o amministra risorse dell’Istituto deve essere consapevole della propria responsabilità e del dovere di rendere conto del loro impiego.
È quindi importante promuovere, insieme ai superiori provinciali, una cultura condivisa della responsabilità, sostenuta da procedure chiare e da un’adeguata formazione.
Infine, sarebbe utile che ogni circoscrizione individuasse le principali criticità ancora aperte nel proprio percorso di riqualificazione e definisse le azioni necessarie, stabilendo modalità e tempi di verifica.
In questo modo, il nostro incontro potrà tradursi in un cammino concreto, accompagnato da responsabilità condivise e risultati verificabili.
Grazie a tutti.
P. Luigi Codianni, mccj
Superiore generale