Martedì 24 febbraio 2026
La Chiesa portoghese sta accogliendo più missionari di quanti ne invii, e il numero di missionari portoghesi all’estero è diminuito. È quanto emerge dai risultati di un’indagine condotta dalle Pontificie Opere Missionarie (POM) nel 2025. La Chiesa che ha portato il Vangelo con le caravelle in Africa, Asia e America è oggi servita anche da battezzati di quelle stesse Chiese. Le caravelle sono tornate e il ciclo dell’evangelizzazione si è chiuso attraverso la comunione tra Chiese che inviano e accolgono simultaneamente. [Padre José Vieira, MCCJ]
I dati raccolti ed elaborati dalle POM indicano che l’anno scorso vi erano 243 missionari portoghesi all’estero e 197 missionari stranieri in Portogallo. Aggiungendo a questi i 37 parroci diocesani portoghesi, il numero totale all’estero sale a 280. Sommando ai missionari stranieri in terra lusitana i 248 parroci diocesani, si ottiene un totale di 445 immigrati al servizio della Chiesa portoghese.
I missionari e le missionarie portoghesi operano in Africa (54 donne e 53 uomini), in Europa (45 donne e 23 uomini), in America (25 donne e 19 uomini) e in Asia (16 donne e 8 uomini).
Per quanto riguarda le destinazioni, il maggior numero di missionari si trova in Mozambico (20), mentre quello di missionarie in Brasile (21).
Va notato che dei 16 istituti missionari maschili che hanno risposto all’indagine, con un totale di 721 missionari, solo il 14,28 per cento si trova in missione ad gentes. I 24 istituti femminili contano 1.598 missionarie, e le 140 impegnate in missione corrispondono all’8,76 per cento.
I 91 missionari stranieri al servizio della Chiesa in Portogallo provengono dall’Africa (35), dall’Asia (34), dall’Europa (15) e dall’America (7). Le 106 missionarie provengono dall’Africa (58), dall’Asia (31), dall’Europa (10) e dall’America (7).
Per nazionalità, Timor – con 30 missionarie – è al primo posto per le donne, mentre l’Indonesia – con 12 missionari – per gli uomini.
I 37 diocesani portoghesi all’estero si trovano in Europa (27), in Africa (6) e in America (4). L’Italia ne ha accolti una dozzina.
I 248 diocesani stranieri al servizio delle diocesi portoghesi provengono dall’Africa (96), dall’Europa (71), dall’America (63) e dall’Asia (18). Per paesi di origine, il gruppo più numeroso proviene dall’Angola (69), dal Brasile (48) e dall’Italia (24).
Le diocesi portoghesi in cui prestano servizio sono: Lisbona (91), Évora (33), Coimbra (21), Porto (19), Setúbal (17), Leiria (11), Braga e Viseu (10 ciascuna), Portalegre (7), Aveiro (6), Bragança e Guarda (5 ciascuna), Beja (4), Algarve (3), Santarém e Vila Real (2) e Angra e Viana do Castelo (1 ciascuna).
I numeri si prestano a letture diverse. Evidenzio quattro dati:
(1) la percentuale dei missionari portoghesi che servono Chiese fuori dal Portogallo è residuale (14,48 per cento dei religiosi e 8,76 per cento delle religiose);
(2) includendo i diocesani, il numero di portoghesi al servizio di Chiese straniere è uguale (140 ciascuno);
(3) l’Africa e l’Asia sono i continenti che inviano più missionari e missionarie in Portogallo;
(4) l’Annuario Cattolico indica che in Portogallo vi sono 2.533 parroci diocesani, dei quali 248 sono stranieri (10,86 per cento).
La Chiesa che ha portato il Vangelo con le caravelle in Africa, Asia e America è oggi servita anche da battezzati di quelle stesse Chiese. Le caravelle sono tornate e il ciclo dell’evangelizzazione si è chiuso attraverso la comunione tra Chiese che inviano e accolgono simultaneamente.