Venerdì 27 febbraio 2026
Si svolgerà dal 13 al 23 aprile 2026 il viaggio di papa Leone XIV in Africa. Il pontefice ha accolto l’invito dei governi e dei responsabili ecclesiali di Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale per la sua prima visita papale nel continente. Il papa in realtà conosceva già molto bene l’Africa che aveva potuto visitare da nord a sud prima del pontificato, quando papa Francesco lo aveva nominato Prefetto del Dicastero per i vescovi.

Benché non si conoscano ancora i dettagli del viaggio, il Vaticano ha già comunicato che il papa Leone visiterà Algeri e Annaba in Algeria (13-15 aprile); Yaoundé, Bamenda e Douala in Camerun (15-18 aprile); Luanda, Muxima e Saurimo in Angola (18-21 aprile); Malabo, Mongomo e Bata in Guinea Equatoriale (21-23 aprile).

Secondo quanto comunicato dai media del Vaticano, il viaggio rappresenta un appuntamento di forte valore pastorale e simbolico, destinato a rafforzare i legami tra la Santa Sede e le Chiese africane, in un continente che rappresenta oggi una delle realtà in maggiore sviluppo e dinamismo del cattolicesimo mondiale, dove si conta ormai il 20% dei battezzati.

L’Algeria lo porterà sulle tracce di Sant’Agostino, dal quale è nato l’ordine degli Agostiniani di cui è membro papa Prevost. «Spero di andare in Algeria per visitare i luoghi di Sant’Agostino, ma anche per poter continuare il discorso di dialogo, di costruzione di ponti fra il mondo cristiano e il mondo musulmano», aveva dichiarato papa Leone, intervistato durante il volo di ritorno dal suo viaggio di inizio novembre in Libano.

«Visitando come “apostolo di pace” questa terra – hanno detto i vescovi di Algeria – dove celebriamo il trentesimo anno dal martirio dei monaci di Tibhirine -, il papa porta con il messaggio di Cristo anche un incoraggiamento affinché al di là di ogni attrito passato o presente, di relazioni difficili o incomprensioni, possiamo prima di tutto essere pervasi dal sincero desiderio di vivere insieme in pace».

Dopo l’annuncio della visita del papa in Angola, il presidente João Lourenço aveva dichiarato: «Ci auguriamo che la visita del Santo Padre sia un’opportunità per riscoprire i valori che hanno plasmato il popolo angolano e per condividerli con le diverse comunità che vivono e lavorano in tutto il mondo».

Il nunzio cattolico in Camerun, monsignor Evelino Bettencourt, dal canto suo, ha detto: «In un contesto di continue sfide politiche e di sicurezza, consideriamo la visita del papa in Camerun un segnale di speranza come Chiesa e come camerunesi». E ha aggiunto che il governo si adopera per garantire la migliore riuscita di questa visita che «avrà come finalità il rafforzamento della fede dei cattolici del Camerun, la promozione della pace e la collaborazione nell’affrontare la crisi umanitaria del paese».

Annunciando che l’ultima visita di un papa in Guinea Equatoriale avvenne 44 anni or sono, quando fu Giovanni Paolo II, unico papa a mettere piede nel paese, Juan Domingo-Beka Esono Ayang, vescovo di Mongomo e presidente della Conferenza episcopale, ha dichiarato che sarà un’occasione di grazia e di gioia per tutti.

Mentre il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo – 83 anni, al potere ininterrottamente dal 1979 – ha commentato: «La Guinea Equatoriale è pronta ad accogliere il Santo Padre garantendo un’accoglienza entusiastica come sempre fa con grandi personalità che visitano il paese».

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