Martedì 5 maggio 2026
Lo scolastico mozambicano Ronaldo Mateus Mulima ha emesso i voti perpetui il 26 aprile, IV domenica di Pasqua, detta “domenica del buon Pastore”, giorno in cui Chiesa celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. La cerimonia ha avuto luogo nella la parrocchia di San Giovanni XXIII, a Chitima, diocesi di Tete. Mulima [nella foto, il quinto da sinistra] è originario di Meti, una delle comunità della parrocchia di Lalaua, assistita dai comboniani, nell’arcidiocesi di Nampula.

L’Eucaristia domenicale è stata presieduta dal padre José Joaquim Luís Pedro, superiore provinciale dei comboniani in Mozambico. Alla cerimonia hanno partecipato anche i padri Juan Arenas, parroco di “San Giovanni XXIII”, James Kasitomu, Moisés Daniel, Crespim Baraja, Jonasse Seventine e Josef Abebayehu, nonché lo scolastico Felizardo Azevedo.

Nell’omelia, padre José Joaquim ha sottolineato l’importanza e l’esigenza della consacrazione perpetua, evidenziando che si tratta di una decisione libera, frutto di un lungo discernimento, che impegna il religioso missionario a vivere con fedeltà i voti di povertà, castità e obbedienza per tutta la vita. Ha inoltre ricordato che questo incarico non può essere compiuto con ipocrisia, ma con responsabilità e serietà davanti a Dio e all’Istituto.

Il celebrante ha anche evidenziato il valore testimoniale della professione perpetua, che sfida i giovani e gli adolescenti a considerare la vita consacrata e missionaria come una scelta di vita. Ispirandosi a San Daniele Comboni, ha ricordato che la missione si realizza anche in mezzo a sofferenze e incomprensioni, e che il consacrato è chiamato a guidare le pecore verso l’unica porta che è Cristo.

La celebrazione ha assunto un significato speciale dal fatto che si è svolta nell'anno in cui i Comboniani festeggiano gli 80 anni di presenza in Mozambico, una tappa storica che rafforza l’impegno dell’Istituto nell’opera di evangelizzazione e di servizio missionario alle comunità cristiane locali.

«Questa professione perpetua del nostro confratello Mulima ci mostra come la consacrazione a Dio sia un dono e, allo stesso tempo, un segno di speranza, perché garantisce la continuità della nostra missione comboniana in Mozambico», ha concluso il superiore provinciale.