Lunedì 11 maggio 2026
Ieri, L’Œuvre d’Orient (Opera d’Oriente) ha celebrato i 170 anni dalla sua fondazione, invitando presso la sua sede di Parigi rappresentanti di tutte le Chiese orientali che sostiene, tra cui diversi Patriarchi. Alle celebrazioni erano presenti anche i seguenti vescovi comboniani: mons. Claudio Lurati (Egitto), mons. Menghesteab Tesfamariam (Eritrea), e mons. Tesfaye Tadesse (Etiopia).
L’ Œuvre d’Orient fu fondata nel 1856 in un contesto storico cruciale: la fine della Guerra di Crimea e la firma del Trattato di Parigi, che riconosceva il ruolo della Francia nella protezione dei cristiani nell’Impero ottomano. All’epoca aveva il nome di L’Œuvre des Écoles d’Orient (Opera delle Scuole d’Oriente) e nacque su iniziativa di professori laici della Sorbona, riuniti attorno al barone Augustin-Louis Cauchy (1789-1857), celebre matematico francese e cattolici fervente, con lo scopo di sostenere la creazione di scuole in Libano, convinti che l’istruzione fosse essenziale per il futuro di ogni società.
Nel 1860, in seguito ai massacri di cristiani perpetrati dai drusi, Charles Lavigerie, suo primo direttore – poi cardinale, arcivescovo di Algeri e fondatore dei Missionari d’Africa, conosciuti come Padri Bianchi per il loro abito religioso, e delle Suore di Nostra Signora degli Apostoli, le Suore Bianche – raccomandò di ampliarne il raggio d’azione. Questo segnò l’inizio di una lunga storia di solidarietà.
Già nel 1895, il vescovo Félix Charmetant, allora direttore dell’organizzazione, fu tra le figure più attive in Francia nel denunciare i massacri e i crimini subiti dagli armeni e nel raccogliere fondi in loro favore.
Presente oggi in 23 Paesi, dal Medio Oriente all’Europa orientale, dal Corno d’Africa all’India meridionale, l’Opera sostiene le comunità cristiane che operano sul territorio, attraverso l’istruzione, la sanità, gli aiuti sociali e umanitari, la cultura e la tutela del patrimonio.