Domenica 28 giugno 2026
L’abbiamo conosciuta tre anni fa. Una piccola bambina beduina in un villaggio del deserto. Estremamente timida. Sempre in disparte. Quasi non parlava. Sembrava vivere dietro un muro invisibile. Questa settimana, durante il campo estivo nel suo villaggio, stentavamo a credere ai nostri occhi.

Oggi ha sei anni. Ed è un’altra bambina. È cresciuta accanto a una sorellina di appena un anno più grande, spontanea, sicura di sé ed estroversa. Fin dal primo giorno abbiamo ripetuto più volte il messaggio del campo: «Sono speciale. Sono unica. Grazie per essere come sono».

Al ritmo dell’inno che ci ha accompagnati in questi giorni, l’abbiamo vista sorridere, giocare, partecipare, parlare e avvicinarsi agli altri. La bambina che un tempo si nascondeva ora corre incontro a noi. Cerca gli altri bambini, condivide, collabora e regala abbracci pieni di fiducia.

Questa trasformazione non è nata in un istante. È il frutto di anni di presenza, vicinanza e affetto. È il frutto del sentirsi amata, accolta e valorizzata. È il frutto di un cammino percorso insieme a lei, a sua madre e a tutta la sua famiglia.

Durante questi quattro giorni abbiamo visto prendere vita ciascuno dei temi del campo.

Il primo giorno: «Io sono speciale». E lei ha iniziato a crederci.

Il secondo giorno: «Posso cambiare e fare la differenza». La sua stessa storia ne è stata la testimonianza più bella.

Il terzo giorno: «Non sono sola, ho tanti amici». E lei era lì, circondata da altri bambini, felice di vivere un’amicizia che un tempo sembrava impossibile.

Il quarto giorno: «Voglio seminare la pace». Ed è proprio ciò che sta facendo: guarendo ferite, vincendo paure, aprendo il cuore e costruendo ponti.

Sono stati quattro giorni intensi in due villaggi del deserto. I bambini arrivavano prestissimo, impazienti di stare insieme e di giocare. La maggior parte di loro non frequenta la scuola: quella più vicina si trova a Gerico, a molti chilometri dal villaggio.

Arrivavano puliti, pieni di energia, desiderosi di imparare, pronti ai giochi e con il cuore colmo di speranza. Sotto il sole ardente del deserto, mitigato quest’anno da una brezza fresca che abbiamo accolto come un dono di Dio.

Questa piccola bambina ci ricorda che l’amore trasforma. Che la vicinanza guarisce.

Oggi sorride mentre canta: «Sono speciale».

E vedendola, lo crediamo anche noi.

Qui, nel cuore del deserto, in Terra Santa, questa piccola bambina beduina, con la sua straordinaria capacità di trasformazione, sta già seminando la pace.

Sr. Cecilia Sierra
Missionaria comboniana nel Deserto della Giudea

Jirenna