NOTICIÁRIO MENSAL DOS MISSIONÁRIOS COMBONIANOS DO CORAÇÃO DE JESUS

DIREZIONE GENERALE

NOTE GENERALI DELLA 41a CONSULTA GENERALE - 31.1.2026

Laici Missionari Comboniani

Il Consiglio generale vuole chiarire a tutto l’Istituto che i Laici Missionari Comboniani (LMC) sono ormai un’associazione autonoma, con propri statuti, canonicamente riconosciuta in un Paese e verosimilmente in futuro anche altrove. Per questo motivo, quando si parla di esperienze di laici nelle varie comunità o circoscrizioni dell’Istituto, bisogna usare con attenzione il termine “LMC”. Prima di chiamare un gruppo “LMC”, è necessario verificare con il Coordinamento nazionale o internazionale dei LMC che ciò sia corretto. Questa verifica serve a evitare di dare il nome “LMC” a gruppi di laici amici dei comboniani che non fanno parte del coordinamento ufficiale dei LMC.

Processo di riconfigurazione e accorpamento delle circoscrizioni

Dopo un lungo percorso di riflessione svoltasi a più livelli nell’Istituto, in ottemperanza al mandato ricevuto dal XIX Capitolo Generale e ripreso dalla Assemblea Intercapitolare 2025, il Consiglio Generale lancia ora il processo di riconfigurazione e accorpamento dell’Istituto con una lettera indirizzata a tutti i confratelli in cui viene presentato il percorso storico di questa improcrastinabile necessità.

Nella lettera si percorre l’evoluzione concettuale del processo dal Capitolo generale del 1985, si espongono le motivazioni del processo e si indica il cammino da percorrere, con gli scenari di assetto che sembrano possibili in questo momento, e si indicano le pietre miliari del processo che ci porterà al Capitolo generale del 2028, quando le opzioni identificate, con le relative implicazioni operative di messa in atto dei nuovi assetti circoscrizionali, saranno presentate al discernimento e decisione del Capitolo. Il Consiglio generale invita tutti i confratelli ad accogliere con attenzione la lettera e chiede a tutti una generosa e costruttiva collaborazione per raccogliere con fiducia e speranza la sfida di questa riconfigurazione dettata dalla passione per la missione.

Nomina dei vice provinciali

Durante la Consulta (straordinaria) di gennaio, il Consiglio generale ha esaminato il risultato delle elezioni dei vice-superiori di circoscrizione pervenuti e ne ha confermato la nomina a ogni circoscrizione. La pubblicazione completa dei nomi sarà pubblicata su Familia Comboniana di marzo 2026.

Programma dei viaggi dei membri del Consiglio generale

Fratel Alberto Lamana Consola

  • 7-13 febbraio – Nairobi – Assemblea Provinciale Kenya
  • 16.21 febbraio – Nairobi – Assemblea APDESAM

Padre Luigi Codianni e padre Elias Sindjalim

  • 6-16 febbraio – Repubblica Centrafricana

Prossime Consulte

Le prossime Consulte Generali avranno luogo

  • dal 9 al 27 marzo 2026
  • dall’8 al 25 giugno 2026.

Si ricorda a tutti i superiori di circoscrizione che i verbali delle riunioni dei rispettivi consigli – che devono essere presi in considerazione dalla Consulta – devono pervenire entro il giorno precedente l’inizio della consulta stessa. Questioni presentate al di fuori di questo strumento di comunicazione in corso di consulta – a meno che si tratti di emergenze critiche – non saranno prese in considerazione.

Professioni perpetue

Sc. Gum Santino Mawan Guor

Juba/SS

11.01.2026

Sc. Wanyama Musungu Mark

Marsabit/KE

15.01.2026

Sc. Sc. Mwaba Mathews

Lima/PE

30.01.2026


Ordinazioni

Eklo Honyo Kossi V. Celestin

Kohé/T

17.01.2026

Zida Koffi Magloire

Kohé/T

17.01.2026

Adaklumegah Mamertus

New Achimota/G

24.01.2026


Opera del Redentore

Febbraio          01 – 15 C             16 – 28 EGSD
Marzo              01 – 07 CO          08 – 15 E

Intenzioni di preghiera

Febbraio: Perché tutti gli istituti di vita consacrata crescano nella comunione e nella collaborazione, riconoscendo la forza che nasce dalla comune vocazione e dalla diversità dei carismi. Preghiamo.

Marzo: Perché, come Famiglia Comboniana, sappiamo cercare chi è lontano dalla fede ed essere strumenti di incontro con il Signore Gesù e con il Vangelo della vita, in ogni parte del mondo. Preghiamo.

Calendario liturgico comboniano

FEBBRAIO

8

Santa Giuseppina Bakhita, vergine

Memoria


Ricorrenze significative

FEBBRAIO

4

San Giovanni de Brito, martire

Portogallo

6

Santi Martiri Giapponesi

Asia

23

Kidane Mehret, Corredentrice

Eritrea


MARZO

17

San Patrizio, vescovo

LP (London Province)

19

San Giuseppe,
sposo della Beata Vergine Maria

Centrafrica


Pubblicazioni

Giampaolo Romanato, L’Africa di Daniele Comboni (1831-1881) – Missione, esplorazione, avventura, Edizioni Studium, Roma, 2026, pp. 391.

Pubblicato per la prima volta nel 1998, con il titolo Daniele Comboni. LAfrica degli esploratori e dei missionari, Rusconi, e ripubblicato nel 2003 [L’Africa nera fra Cristianesimo e Islam. L’esperienza di Daniele Comboni (1831-1881)], con numerose aggiunte, il libro viene oggi riproposto, con i necessari aggiornamenti, perché nel frattempo Comboni è stato proclamato santo (2003). Annota l’autore: «Per decenni i censori ecclesiastici hanno esaminato il suo operato, le testimonianze su di lui, i suoi scritti, dove non mancano opinioni sulla curia romana, duri giudizi su eminenti prelati del tempo, senza trovare nulla che ne impedisse la canonizzazione. Questo significa che la sua vita fuori da tutti i canoni della normalità e delle routine ecclesiastica – quella vita che aveva impressionato e appassionato il suo biografo ma anche molti lettori del libro – è considerata oggi dalla Chiesa esemplare, meritevole di essere onorata universalmente».

Ma l’autore ripropone il libro anche per un’altra ragione: «Come si leggerà più avanti, la missione nella quale operò Comboni, il cui centro fu Khartoum, sulle rive del Nilo, ebbe parte attiva nella scoperta delle sorgenti del fiume – la maggior epopea geografica ottocentesca – e in tutte le complesse, drammatiche vicende storiche che portarono alla nascita del moderno Sudan. Oggi questo Paese è teatro di una guerra civile devastante che ha provocato milioni di vittime tra morti, profughi, fuggiaschi, dispersi, non senza la pratica infame dei bambini-soldato, addestrati ad uccidere. […] Ma la catastrofe odierna viene da molto lontano, trae origine dalle vicende ottocentesche sintetizzate nelle pagine che seguono, quando la penetrazione, prima egiziana e poi europea, della quale fu parte la missione cattolica, iniziò la destabilizzazione degli equilibri tradizionali di tutte la regione nilotica».

Comboni e i suoi missionari «furono testimoni, cronisti, protagonisti inconsapevoli e poi vittime designate, di una tragedia storica di enorme portata», cioè la rivoluzione guidata da Muhammad Ahmad, noto come il Madhi, “l’inviato da Dio”. I missionari comboniani furono fatti prigionieri dal Madhi, liberati solo nel 1898 dall’intervento militare britannico, cui seguì la nascita del “condominio anglo-egiziano, che costituì una tappa fondamentale del colonialismo britannico in Africa.

È opinione dell’autore che «la rivolta del Madhi era il prodotto di un disfacimento della società locale iniziato molto prima, del quale le relazioni di Comboni e dei suoi missionari […] costituiscono l’unica impressionante testimonianza. […] Un capo indigeno augurò “ogni male” agli stranieri che erano “la rovina del suo paese”. L’attuale dramma sudanese, che nel 2011 ha provocato la divisione del territorio in due stati distinti, il Sudan e il Sudan del Sud, è dunque la conseguenza lontana di uno sconvolgimento del mondo tribale nilotico iniziato allora, sotto gli occhi di Daniele Comboni e dei suoi missionari». Da qui la conclusione del prof. Romanato: «Spero non sia inutile, perciò, ripubblicare questo libro».

BRASILE

Padre Alfonso Cigarini – 100 anni di vita e missione

Il 7 gennaio 2026 padre Alfonso Cigarini, missionario comboniano, ha compiuto cent’anni di vita e 70 di dedizione alla missione del Regno. Nato il 7 gennaio 1926 a Bagno, diocesi di Reggio Emilia, nel centro-nord dell’Italia, entrò giovanissimo nel Seminario Vescovile Urbano di Reggio Emilia, dove rimase fino alla fine della terza liceo, coltivando sempre nel proprio cuore il desiderio di diventare missionario.

Nel novembre del 1952 entrò nel noviziato comboniano di Firenze, durante il quale frequentò il primo corso di teologia nel Seminario di Fiesole. Il 9 settembre 1954 fece i primi voti temporanei e fu destinato allo scolasticato di Venegono Superiore per concludere gli studi di teologia. Il 9 settembre 1956 fece la professione perpetua e fu ordinato sacerdote il 15 giugno 1957 nel duomo di Milano dall’arcivescovo Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI.

Dopo l’ordinazione, padre Alfonso ha svolto il suo ministero missionario in tre continenti: Europa, Africa e America.

Dal 1957 al 1962 lavorò in Mozambico. Dal 1963 al 1976 fu in Portogallo. Dal 1976 al 1978 in Italia; dal 1978 al 1984 in Brasile. Dopo due anni trascorsi in patria, nel 1985 tornò di nuovo in Brasile fino al 2000, quando rientrò in Italia per un anno. Nel 2001 fu destinato ancora al Brasile, dove risiede tuttora.

In Brasile, padre Alfonso ha lavorato a Uruçuí, nello Stato del Piauí, diocesi di Floriano; a Sucupira e Tasso Fragoso, nello Stato del Maranhão, diocesi di Balsas; a Santa Rita, nello Stato della Paraíba, arcidiocesi di Paraíba; e Timon, nello Stato del Maranhão, diocesi di Caxias). Oggi vive nella Casa Comboni, che accoglie missionari anziani e malati, a São José do Rio Preto, nella diocesi omonima, nel sud-est del Brasile.

Padre Alfonso – o “Funsein”, come viene chiamato nella sua terra natale – è una testimonianza di vita e di missione. È giunto a 100 anni con grande energia ed entusiasmo missionario, pur con una salute fragile. Per lui, la fede continua a essere il principale carburante della longevità.

«Ciò che mi motiva è la presenza di Gesù, che ci invita a sperare in un cielo nuovo e in una terra nuova. Ciò che lascio alle persone è l’invito a condurre una vita serena, cercando di essere buoni esempi, valorizzando il prossimo e mantenendo la speranza in un futuro migliore», ha sottolineato padre Alfonso nel giorno del suo centenario.

Lodiamo Dio per il dono della sua vita e della sua vocazione missionaria. (Padre Raimundo Nonato Rocha dos Santos, provinciale).

ESPAÑA

38° Incontro Africa 2026 e Premio Mundo Negro alla Fraternità 2025

Sabato 31 gennaio, si è tenuto a Madrid il 38° Incontro Africa sul tema “Migrare o restare. La fuga dei cervelli dell’Africa”. Nel corso dell’evento, è stato consegnato il “Premio Mundo Negro alla Fraternità 2025” al dottor Cédric Ouanékponé, medico nefrologo della Repubblica Centrafricana, per il suo impegno a favore dell’accesso a cure sanitarie dignitose nel suo Paese.

Nel contesto del problema “fuga dei talenti dal continente africano”, è risultato molto significativo il premo consegnato al dottor Ouanékponé, che rientrò in patria subito dopo la specializzazione in Francia, rinunciando a un contratto vantaggioso, per assumere la direzione del Centro Nazionale di Emodialisi di Bangui, rimasto inattivo per anni per mancanza di specialisti. Grazie al suo intervento, il centro ha potuto avviare le attività e salvare numerose vite.

Nato a Bangui nel 1986 e laureatosi anche grazie al sostegno della parrocchia di Nostra Signora di Fatima, Ouanékponé ha svolto un ruolo fondamentale durante i periodi più drammatici della guerra civile, assicurando assistenza sanitaria in condizioni estremamente difficili e rifiutando compensi per il suo servizio. Il responsabile dei profughi, l’ugandese padre Moses Alir Otii, ordinato sacerdote da poco, si appoggiò a Cédric e ad altri giovani operatori sanitari della parrocchia per far fronte a quella emergenza sanitaria fino all’arrivo delle Ong. Cédric assistette, quasi senza mezzi, anziani e bambini e aiutò decine di donne a partorire.

Nel 2014, in piena crisi, la Ong francese Cercle de Haute Réflexion sur la Jeunesse arrivò nel Paese con un carico di medicinali e Cédric si occupò di curare innumerevoli persone, comprese quelle dei quartieri musulmani della zona nota come PK5. Dovette farlo quasi di nascosto per evitare di essere accusato di “aiutare il nemico” in un conflitto che erroneamente fu definito “interreligioso”. Quando la Ong volle pagarlo secondo gli standard europei, il dottor Ouanékponé si rifiutò, affermando che si trattava del suo umile contributo ai suoi fratelli e alle sue sorelle.

Oltre al lavoro ospedaliero, il medico è oggi promotore del complesso sanitario Mama Ti Fatima, che comprende farmacia, laboratorio analisi e ambulatorio di emergenza, con progetti per l’apertura di una maternità e lo sviluppo di cliniche mobili nelle zone più povere. È inoltre docente presso la Facoltà di Scienze della Salute di Bangui e impegnato nella formazione delle nuove generazioni di medici.

Con questo premio, Mundo Negro intende valorizzare l’esempio di chi sceglie di mettere le proprie competenze al servizio del proprio Paese, contribuendo concretamente allo sviluppo umano e sanitario dell’Africa.

MALAWI-ZAMBIA

Dal 12 al 18 gennaio 2026, il noviziato di Bauleni-Lusaka ha accolto padre Opargiw John Baptist Keraryo, missionario comboniano ugandese, superiore provinciale del Sudafrica e coordinatore dell’APDESAM.

La comunità del noviziato è composta da 17 novizi di otto nazionalità diverse, accompagnati da due formatori: padre Kiwanuka Achilles Kasozi, maestro dei novizi, e padre Fene-Fene Santime Augustin, formatore e socius.

La visita di padre Opargiw si inserisce nel processo di formazione integrale in corso nella provincia, volto ad approfondire la comprensione del carisma comboniano e a rafforzare la conoscenza del Codice Deontologico quale strumento fondamentale per la vita missionaria odierna.

La visita è stata strutturata attorno a tre momenti formativi principali – un ritiro spirituale, una riflessione sul carisma comboniano e un workshop sul Codice Deontologico – integrati da momenti di incontro e dialogo con la comunità di formazione.

Ritiro incentrato sulla consapevolezza e sulla verità interiore – La mattina di martedì 13 gennaio, nel noviziato di Bauleni-Lusaka, padre Opargiw ha animato un ritiro spirituale, invitando i novizi a un processo di autocoscienza e verità interiore, sottolineando che l’autentica crescita spirituale inizia con l’onestà davanti a Dio e a sé stessi. È stata prestata attenzione ai sentimenti personali, ai moti interiori, alle motivazioni, alle relazioni e agli atteggiamenti apostolici. Attraverso una riflessione guidata, i novizi sono stati incoraggiati a esaminare il loro stato interiore, la qualità della loro preghiera, la maturità emotiva, l’uso del tempo, il comportamento interpersonale e la capacità di vivere responsabilmente in comunità.

Due testi biblici hanno fatto da cornice al ritiro: l'invito di Gesù ai discepoli: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo solitario, e riposatevi un po'» (Mc 6,31-32), e la domanda di Dio ad Adamo: «Dove sei?» (Gen 3,9b). Questi testi sono diventati inviti al silenzio, all’interiorità e alla disponibilità alla presenza trasformante di Dio.

Padre Opargiw ha sottolineato che la vita spirituale non è plasmata da esperienze straordinarie, ma dalla fedeltà quotidiana, dall'attenzione alla presenza di Dio e da una crescente passione per Cristo e per le persone. Il ritiro è stato accolto con apertura e gratitudine, come uno spazio di radicamento, discernimento e rinnovata consapevolezza vocazionale.

Approfondimento dell’assimilazione del carisma comboniano – Il pomeriggio dello stesso giorno è stato dedicato a una condivisione sul carisma comboniano. Presentato come un dono vivo dello Spirito, il carisma è stato descritto come un'esperienza vissuta prima da San Daniele Comboni e continuamente incarnata nella storia. Il noviziato è stato definito come uno spazio teologico e spirituale privilegiato durante il quale questo carisma deve essere profondamente radicato e interiorizzato.

Padre Opargiw ha ricordato gli elementi essenziali del carisma comboniano: la dedizione totale a Dio; l’orientamento missionario ad gentes, ad pauperes e ad vitam; e l’esperienza del Cenacolo di Apostoli, inteso come scuola di fraternità, preghiera, responsabilità condivisa e disponibilità alla missione. Al centro di tutto ciò c'è la dimensione cristologica del carisma, radicata nell'apertura contemplativa a Dio ed espressa nell'impegno missionario attivo. Il Cuore di Gesù è stato presentato come fonte di compassione, disponibilità e amore donato.

Particolare enfasi è stata posta sulla dimensione relazionale dell'identità missionaria. Riferendosi all’esperienza del “Cenacolo di Apostoli”, padre Opargiw ha sottolineato il passaggio dal cartesiano Cogito, ergo sum (“penso, quindi sono”) alla saggezza africana Cognatus, ergo sum (“sono imparentato, quindi sono”). Ha sottolineato che l’identità missionaria è fondamentalmente relazionale, vissuta in comunione con Dio, la comunità e le persone alle quali si è inviati, in particolare quelle che vivono nelle frontiere e nelle periferie esistenziali.

I novizi hanno accolto con interesse questa riflessione, riconoscendo la sfida e la ricchezza di vivere il carisma comboniano come vocazione comunitaria, interculturale e missionaria.

Il Codice Deontologico come percorso di conversione e credibilità missionaria – Mercoledì 14 gennaio è stato dedicato a un workshop sul Codice Deontologico, con la partecipazione sia dei novizi che dei confratelli della zona di Lusaka. Padre Opargiw ha presentato lo sviluppo storico del Codice, sottolineando come la sua evoluzione dal 1997 alla revisione del 2025 rifletta la crescente consapevolezza dell’Istituto della responsabilità etica, pastorale e istituzionale.

Ha tenuto a precisare che la composizione del documento non è mai stato un semplice mettere assieme delle norme, bensì un percorso di conversione, fedeltà al Vangelo e integrità nel ministero. I suoi obiettivi mirano a promuovere una cultura missionaria responsabile, a favorire la cura reciproca e a garantire risposte giuste e trasparenti a situazioni di abuso, cattiva condotta o scandalo.

Il workshop ha messo in evidenza i fondamenti teologici, spirituali e canonici del Codice, radicati nel Vangelo, nel Diritto Canonico e nella nostra Regola di Vita. È stata prestata attenzione alle relazioni come missione, alle politiche di salvaguardia, alle misure disciplinari e ai valori di integrità, responsabilità, onestà e trasparenza.

Sia i novizi che i confratelli hanno espresso apprezzamento per la chiarezza e il realismo della presentazione, riconoscendo il Codice Deontologico come uno strumento essenziale per la responsabilità personale, una vita comunitaria sana e una testimonianza missionaria credibile oggi.

Al termine del seminario, i quattro missionari comboniani presenti (i padri Achilles Kiwanuka, Augustin Fene-Fene, Simon Agede e lo scolastico Phiri Charles) hanno formalmente firmato il modulo di accettazione del Codice Deontologico. I documenti firmati sono stati consegnati a padre Simon Agede, consigliere provinciale responsabile della zona di Lusaka, che li trasmetterà eventualmente al superiore provinciale, affinché siano inseriti nei rispettivi fascicoli personali di ciascun confratello, secondo le procedure dell’Istituto. (Padre Fene-Fene Santime Augustin, mccj)

PROVINCIA DE CENTRO AMÉRICA

Assemblea provinciale

Ritrovarci in assemblea provinciale è stato un motivo di grande gioia: ci siamo rivisti dopo un certo tempo – per alcuni, dopo mesi, se non addirittura anni –, ci siamo parlati e ascoltati, e abbiamo “valorizzato” ciò che siamo e ciò che abbiamo.

C’è stata, innanzitutto, la riunione degli economi delle nostre comunità (il 4 gennaio), che hanno condiviso il loro lavoro di un anno e discusso temi concernenti il loro servizio.

Dal 6 all’8 gennaio, si è svolta l’assemblea provinciale, nella “Casa Sacerdotal” di Mixco, presso Guatemala City, con la partecipazione dei membri della nostra provincia, provenienti da Costa Rica, El Salvador e Guatemala.

Abbiamo dato uno sguardo alla nostra vita missionaria e riattivato il fuoco della nostra vocazione. Si è parlato del ruolo dell’autorità tra di noi e dell’importanza della nostra formazione, e ci si è occupati di temi di economia, aiutati e stimolati dai vari segretariati di settore.

Abbiamo valutato con onestà il cammino compiuto durante il 2025 e ci siamo posti di fronte le sfide che ci attendono nei vari contesti in cui operiamo. Si è parlato di vita religiosa e del cammino compiuto dal nostro Istituto.

Durante il primo giorno, padre Sergio Osorio, dei Missionari dello Spirito Santo, ci ha spronati a guardare con coraggio la realtà che ci circonda, facendo ciò da “religiosi”, camminando cioè sempre alla luce della Parola di Dio e del dettato dei nostri documenti capitolari, con occhi capaci di riconoscere le sfide, con cuori pronti a lottare con tutta la costanza di cui siamo capaci, senza mai perdere la nostra “passione” per la missione.

Nei giorni successivi, c’è stata una seria condivisione sui vari punti che il nostro Istituto sottopone alla nostra attenzione come temi principali su cui riflettere nell’anno 2026. Tra questi, la questione dell’accorpamento delle circoscrizioni, il Codice Deontologico aggiornato e la Linee Guida per la tutela dei minori e adulti vulnerabili, l’impegno per le “pastorali specifiche”, il tema della Missione (vedi la Lettera sulla Missione del consiglio generale – “Andare oltre”) e della ministerialità.

Durante l’ultimo giorno, padre David Domingues, membro del consiglio generale responsabile della macroregione America-Asia, ci ha accompagnato, tramite Zoom, instillando nuovo spirito nelle nostre attività e nei vari impegni da noi svolti in provincia.

L’Assemblea ci ha posti nella prospettiva di diventare sempre più “costruttori di comunità”, sia a livello di provincia che di Istituto, ciascuno vigilando attentamente sulla nostra casa, sulla nostra Famiglia e sulla nostra missione.

Pronti a nuovi passi sul nostro cammino comune, abbiamo celebrato “il passaggio” al nuovo padre provinciale, padre Enrique Sánchez, e ai nuovi consiglieri provinciali. È stato come un vero e proprio “rito di passaggio”, vissuto in un clima di preghiera, fraternità e comunione, celebrando l’Eucaristia come “rendimento di grazie” e di supplica al Signore, perché li accompagni.

Al termine dell’assemblea, nella gioia che nasce nello stare insieme, abbiamo organizzato un pellegrinaggio a San Juan Obispo, luogo della casa di mons. Francisco Marroquín, primo vescovo del Guatemala, risalente all’epoca coloniale. Nell’antica cappella episcopale abbiamo celebrato l’Eucaristia, presieduta dai padri Baltazar Zárate, che in marzo festeggerà i 60 anni di sacerdozio, e Luis Filiberto López, che celebrerà i 20 anni in ottobre. (Padre Juan Diego Calderón Vargas, mccj)

SOUTH SUDAN

Voti perpetui di Santino Mawan

L’11 gennaio 2026, festa del Battesimo del Signore, la casa provinciale di Juba si è riempita di gioia, quando lo scolastico Gum Santino Mawan Guor ha emesso i voti perpetui durante l’assemblea provinciale annuale. Alla celebrazione hanno partecipato numerosi confratelli comboniani, tra cui mons. Tesfaye Tadesse, già superiore generale e ora vescovo ausiliare di Addis Abeba, che ha presieduto la messa.

Erano presenti anche fratel Alberto Lamana, diverse religiose e la famiglia di Santino. Padre Gregor, superiore provinciale del Sud Sudan, ha ricevuto i voti e ha lodato Santino per il suo coraggio nel dire il suo “sì” a Dio e nel donarsi alla Famiglia comboniana.

Nato e cresciuto in una famiglia cattolica, Santino ha iniziato la sua formazione comboniana nel pre-postulato a Lomin, in Sud Sudan. Ha studiato filosofia a Nairobi, in Kenya, per tre anni, poi ha frequentato il biennio di noviziato a Bauleni-Lusaka, in Zambia, dove ha emesso la prima professione religiosa il 15 maggio 2021. Ha poi proseguito gli studi teologici a Pietermaritzburg, in Sudafrica, e quindi è tornato in Sud Sudan per un anno di servizio missionario nella parrocchia di Mapourdit, nella diocesi di Rumbek.

La sua ordinazione diaconale è prevista per l’8 febbraio 2026, festa di Santa Giuseppina Bakhita. Accompagniamo Santino con le nostre preghiere, mentre prosegue il suo cammino vocazionale.

PREGHIAMO PER I NOSTRI DEFUNTI

IL PADRE: Guillermo Sipión, di mons. Barrera Pacheco L. Alberto (PE)

IL FRATELLO: Arnulfo, di fratel Enriquez Sanchez (M)

LA SORELLA: suor Maria Gerarda, di padre Giuseppe Ambrosi (†), Elina Bianca, di padre Luciano Perina (I); Dolores, del Card. Miguel Ángel Ayuso (†)

SUORE COMBONIANE: Sr. Fumagalli Alessandra (I); Sr. M. Lucia Cavalli (I); Sr. Adeliana M. Locatelli (I)