Vernerdì, 15 febbraio 2019
Il Corso Comboniano di Rinnovamento (CCR) è un periodo sabbatico che l’Istituto comboniano offre ai confratelli di età fra i 45 e i 65 anni. Quest’anno, sono 17 i missionari che lo frequentano, presso la Casa Generalizia a Roma, da gennaio a maggio, interrompendo le loro attività per fare una rilettura sapienziale della propria vita e ritornare poi in missione.

I partecipanti al CCR di quest’anno provengono da 13 paesi e da ministeri diversi dei vari settori della pastorale missionaria. Per età, vanno dai 48 ai 68 anni. Il CCR, che si svolge ogni due anni, è coordinato da P. Siro Stocchetti, Fr. Guillermo Casas Rosell e P. Elias Sindjalim Essognimam, un’équipe che ha una lunga esperienza nel settore della formazione permanente e dell’accompagnamento dei confratelli in questa fase della vita.

I missionari dedicano buona parte del loro tempo all’incontro con sé stessi e con Dio. Come i primi Apostoli, anche questi comboniani hanno risposto affermativamente all’invito di Gesù: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’” (Mc 6,31).

Durante il CCR, si dà molta importanza alla vita comunitaria e alla riflessione e alla preghiera in piccoli gruppi, il che consente a ciascuno di condividere più liberamente e facilmente le proprie esperienze di vita personale e di missione. A questa condivisione, che favorisce la conoscenza reciproca, viene dedicata una settimana.

Di solito, ogni mattina viene presentato un tema di formazione, con l’obiettivo di aiutare i confratelli a rivedere le varie dimensioni della vita personale, comunitaria, religiosa e missionaria. Per questo, settimana per settimana, si susseguono diversi temi che includono le diverse dimensioni della vita e che aiutano ogni missionario a fare una rilettura della propria vita individuale e comunitaria, a rinnovarsi dal punto di vista spirituale e vocazionale, a ricordare la vita e gli Scritti di Comboni, a rivedere lo stile di vita, l’aspetto economico, la salute... In tutto questo processo, i partecipanti sono accompagnati, individualmente, da professionisti esperti, appartenenti, per la maggior parte, ad altri istituti religiosi e missionari.

Il CCR include anche diverse visite di studio e di convivenza, al fine di creare uno spirito comunitario. Il gruppo è già stato ad Assisi – terra di San Francesco, grande ispiratore della vita semplice e della missione –, e ha già visitato e partecipato a diverse celebrazioni nella Basilica di San Pietro (Vaticano) e nella zona delle “Tre Fontane”, dove il gruppo risiede. In programma, ci sono ancora due visite molto speciali e lunghe, che creano in tutti grandi aspettative: a Limone sul Garda, terra del Padre e Fondatore san Daniele Comboni, e, le ultime tre settimane, in Terra Santa, per conoscere i luoghi biblici e le strade dove Gesù ha compiuto la sua missione.

Il gruppo ha celebrato la Santa Messa presso la tomba di san Pietro in Vaticano.

P. Carlos Alberto Nunes ci racconta come sta procedendo il corso e come lo sta vivendo personalmente: “Lo spirito del gruppo dei partecipanti al Corso 2019 è decisamente positivo, con le sfumature dovute alle diverse origini ed esperienze che compongono un quadro ricco di doni e grazie. La vita della comunità è sempre rispettosa e aperta e c’è gioia, condivisione e aiuto reciproco. La preghiera personale e quella comunitaria oltre che le celebrazioni sono state ben preparate e vissute, diventando fonte di vita spirituale per tutti. I temi degli incontri aiutano a prendere coscienza e ad approfondire aspetti della nostra vita umana, religiosa e missionaria che in questa fase riteniamo molto utili e necessari.

La comunità cresce in spirito e vita. Siamo tutti sempre in missione. Il cammino si fa camminando, ascoltando, condividendo e valutando la realtà personale e comunitaria di ciascuno. Solo così possiamo prepararci assieme e ripartire in missione. Questa è la nostra vita e vocazione.

Penso di esprimere un sentimento comune se dico che rendo grazie a Dio per questa opportunità che mi ha concesso. Mi sento felice di essere qui. Spero, e ne sono già sicuro, che questa vita nuova mi aiuterà a vivere rinnovato la nuova missione alla quale sarò inviato”.