NOTIZIARIO MENSILE DEI MISSIONARI COMBONIANI DEL CUORE DI GESÙ

DIREZIONE GENERALE

NOTE GENERALI DELLA 25a Consulta (marzo-aprile)

Nomina del nuovo Arcivescovo di Gulu

Il 22 marzo 2024 il Santo Padre ha nominato il nostro confratello Mons. Raphael p’Mony Wokorach Arcivescovo Metropolitano di Gulu; Mons. Wokorach succede a Mons. John Baptist Odama che ha retto la Sede Metropolitana di Gulu dal 1999. Il CG e tutti i confratelli esprimono il loro ringraziamento a Mons. Odama per i lunghi anni di ministero episcopale in una Diocesi così legata alla nostra storia. Esprimono inoltre a Mons. Wokorach l’assicurazione della loro preghiera per lui e per il popolo cristiano di Gulu.

Lavoro delle Commissioni su due aspetti del mandato capitolare

Regola di Vita

La Commissione per la redazione finale della Regola di Vita – composta da padre Fernando Domingues, padre Victor Hugo Castillo Matarrita e fratel Alberto Degan – si è riunita a Roma dal 4 all’8 marzo. Durante la settimana la Commissione ha confrontato il testo delle modifiche approvate dal Capitolo con i verbali corrispondenti e ne ha fatto una prima revisione grammaticale-linguistica. Ha quindi applicato tutti i cambiamenti di terminologia approvati dal Capitolo (ad esempio, l’uso del termine ‘circoscrizione’, e delle espressioni ‘voto di consenso’ e ‘voto di parere’). Ha poi aggiornato tutte le note che si riferiscono alle lettere del nostro fondatore, sostituendo i riferimenti ai libri “Carte di Evangelizzazione per l’Africa” e “Il messaggio di Daniele Comboni” con quelli relativi agli “Scritti”. Infine, ha dato indicazioni per aggiornare e arricchire tutte le altre note con riferimenti ai testi più recenti del Magistero e ha proposto alcune nuove note. Il giorno 8 marzo la Commissione si è incontrata con padre Elias Sindjalim Essognimam, Assistente Generale, per presentare ciò che è stato fatto e per vedere insieme le prossime tappe del lavoro della Commissione: una revisione finale dal punto vista ortografico e grammaticale; la scelta di citazioni precise del Magistero più recente; la revisione e cernita delle citazioni degli Scritti. La commissione si incontrerà via zoom dal 27 al 29 maggio. Da questo incontro uscirà la proposta finale della commissione, che sarà poi rivista dal consulente esterno, padre Fabio Baldan. È previsto, dunque, che la Commissione consegni al Consiglio Generale la versione finale della ‘nuova’ Regola di Vita, al più tardi, all’inizio di settembre. A questo punto, il Consiglio Generale contatterà un canonista perché riveda la nuova edizione della RV, prima di consegnarla all’esame del Dicastero competente del Vaticano.

Codice deontologico

I membri della Commissione Centrale del Codice Deontologico, padre Rafael González Ponce, padre Jeremias dos Santos Martins e padre Markus Lorenz Körber, si sono incontrati a Roma dal 4 al 9 marzo 2024, per la prima volta in presenza, mentre padre Fidèle Katsan Fodagni era collegato da Kinshasa per via telematica. Martedì 5 marzo, il gruppo è stato ricevuto dal Consiglio Generale per condividere alcune idee, aspettative e indicazioni sulla tempistica e sul lavoro da svolgere. Per il resto del tempo a disposizione, la Commissione si è concentrata sulla lettura del testo attuale del Codice Deontologico, entrato in vigore il 10 ottobre 2019, cercando di aggiornarlo sulla base delle varie indicazioni suggerite dai recenti documenti della Chiesa: (1) Motu proprio “Vos estis lux mundi”, del 25 marzo 2023, (2) “Vademecum su alcuni punti di procedura nel trattamento dei casi di abuso sessuale di minori commessi da chierici”, del 5 giugno 2022, e (3) “Nuovo Libro VI del Codice di Diritto Canonico”, del 1 giugno 2021. In generale, i compiti dei membri della Commissione – nominati nella consulta di dicembre 2023 in linea con il dettato degli Atti Capitolari 45.3 – saranno, oltre all’aggiornamento dell’attuale versione del Codice Deontologico, l’elaborazione della proposta di una “Guida per l’approccio istituzionale alla tutela dei minori e degli adulti vulnerabili” e l’elaborazione di uno schema riassuntivo di procedura pratica per i vari casi di abuso, secondo le nuove norme.

Durante l’ultima sessione (9 marzo), alla presenza del referente del CG per la Commissione, padre David Costa Domingues, Vicario Generale, il gruppo ha fissato la data del prossimo incontro (5 luglio 2024) che si terrà per via telematica.

Il Consiglio Generale chiede che chi avesse suggerimenti e/o correzioni da apportare al codice, attualmente in fase di revisione, li invii al più presto al Vicario Generale che li trasmetterà alla commissione.

Laici Missionari Comboniani (LMC)

I Laici Missionari Comboniani stanno organizzando la loro VII Assemblea generale che si terrà dal 9 al 15 dicembre 2024, presso la casa dei Comboniani a Maia (Porto), in Portogallo, e ringraziano P. Fernando Domingues, superiore provinciale del Portogallo, la provincia e la comunità di Maia, per il supporto logistico e per l’accoglienza offerta.

Documentazione degli atti ufficiali e delle procedure con implicazioni canoniche

Il CG ricorda a tutti i superiori di circoscrizione alcuni punti importanti riguardo alla documentazione degli atti ufficiali in genere e soprattutto di quelli che hanno implicazioni canoniche. Ricorda che ogni atto ha valore solo quando è debitamente documentato. Questo implica che le decisioni trasmesse solo a parole, non bastano. Per questo ricorda a tutti i superiori di circoscrizione che tutti gli atti – a partire dalla concessione di permessi di assenza, le ammonizioni e altre misure disciplinari, le assegnazioni definitive a una comunità, le nomine, le assegnazioni a un ufficio ecc. –, devono sempre essere fatti con documenti scritti. Inoltre, le copie di questi documenti devono essere debitamente e diligentemente conservate negli archivi della rispettiva circoscrizione; una copia dei documenti riguardanti processi canonici e assenze deve essere inviata per posta elettronica, senza ritardo, al Vicario Generale per conoscenza e per l’archiviazione generale (Cfr. Vademecum del Superiore Provinciale – 2022, 137.2).

Assemblea migranti dell’Europa – mobilità umana fatto globale

Il CG apprezza l’iniziativa del continente europeo che si è ritrovato a Castel Volturno dal 27 febbraio al 2 marzo, per continuare a sviluppare la pastorale migranti in Europa, una delle priorità continentali. Il magistero di papa Francesco vede in questa pastorale uno dei segni dei tempi che caratterizza la nostra epoca a livello globale e una periferia esistenziale da raggiungere come Chiesa in uscita. Il CG auspica che anche altri continenti possano intraprendere un percorso continentale di condivisione, riflessione ed elaborazione di linee guida per la pastorale comboniana con i migranti.

Programmi di viaggio del Consiglio Generale

P. Tesfaye Tadesse Gebresilasie

Dal 13 aprile al 14 maggio: TGB, Visita canonica

Dal 16 al 19 maggio: Italia-Verona, Arena di Pace

Dal 21 al 24 maggio: Italia-Roma, Assemblea Unione dei Superiori Generali

P. David Costa Domingues

Dal 3 al 18 aprile: NAP, Assemblea Provinciale, Comunità formativa e Arcidiocesi di Chicago

Dal 4 al 12 maggio: Messico, Incontro dei Superiori di Circoscrizione

Dal 13 al 28 maggio: Colombia, Visita canonica

P. Elias Sindjalim Essognimam

Dal 10 al 19 aprile: Perù-Lima, Assemblea Continentale della Formazione

Dal 21 aprile al 14 maggio: TGB, Visita canonica

P. Luigi Fernando Codianni

Dall’8 al 16 aprile: Polonia-Cracovia, Incontro provinciali europei, visita

Dal 5 al 12 maggio: Kenya-Nairobi, Incontro economi provinciali APDESAM

Dal 16 al 19 maggio: Italia-Verona, Arena di Pace

Dal 25 al 30 giugno: Spagna-Madrid, Assemblea Provinciale

Fr Alberto Lamana Cónsola

Dal 29 aprile al 1° maggio: Italia-Verona, Incontro Europeo dei Fratelli

Prossima Consulta

La prossima consulta si svolgerà dal 3 al 22 giugno 2024

Professioni perpetue

Sc. Martin Jere (Z)

Lunzu (MZ)

09.02.2024

Ordinazioni

Atara Abebayehu Joseph (ET)

Haro Wato (ET)

16.03.2024

Opera del Redentore

Aprile: 01 – 15 CN; 16 – 30 EC
Maggio: 01 – 15 ET; 16 – 31 I

Intenzioni di preghiera

Aprile – Perché il Signore doni a tutti i missionari di partecipare al mistero pasquale di Cristo, che è mistero della vita più forte della morte, e imparino a spogliarsi dell’uomo vecchio e rivestirsi dei sentimenti di Cristo: tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, magnanimità e prossimità con gli ultimi della storia. Preghiamo.

Maggio – Per le vittime dei molti conflitti armati in corso oggi, soprattutto bambini, donne e famiglie innocenti che soffrono a causa di tanta violenza. Che il Signore della pace tocchi il cuore dei responsabili di tali mali e li fermi. Preghiamo.

Calendario liturgico comboniano

MAGGIO

27

Ultimo sabato del mese, Beata Vergine Maria, Nostra Signora del Sacro Cuore

Memoria

Ricorrenze significative

APRILE

25

San Pedro de San José de Betancur, religioso

PCA (Centroamerica, Costa Rica, Guatemala, El Salvador, Nicaragua)

MAGGIO

2

Sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa

Egitto

Pubblicazioni

A cura dell’Arcidiocesi di Nampula, Commissione di Evangelizzazione e catechesi, Igreja ministerial missionária, Nampula 2024. È un sussidio di formazione mensile per i catechisti della diocesi di Nampula (Mozambico) – ci informa padre Davide de Guidi – valido per tutto il 2024, elaborato anche con la partecipazione dei Comboniani del Noviziato di Nampula. Come si spiega nell’Introduzione, con questo sussidio si è voluto dar seguito a quanto proposto nella IV Assembla Nazionale di Pastorale, celebrata a Nampula nel maggio 2023, sul tema Reavivar o anuncio e o Testemunho da Palavra de Deus hoje (Vivificare l’annuncio e la Testimonianza della Parola di Dio oggi), in particolare offrendo ai catechisti una formazione sul primo tema presentato all’Assemblea, “Essere Chiesa in uscita, decisamente missionaria”, e tenendo conto soprattutto degli orientamenti di Papa Francesco su questo tema.

Tonino Falaguasta Nyabenda, mccj, Bibbia: una parola per noi. Breve introduzione alla Bibbia, Missionari Comboniani, Verona. Il libretto è un utile strumento per conoscere la Sacra Scrittura. «Ogni cristiano – scrive padre Eliseo Tacchella nella Prefazione – deve essere iniziato alla lettura e alla meditazione della Bibbia. È solo in questa “Biblioteca” che noi possiamo incontrare il Cristo e scoprire la via della salvezza e della felicità».

Specializzazioni

Padre Luis Enrique Ibarra Hernández, mccj, messicano, il 6 marzo 2024 ha conseguito il dottorato in Utroque Iure presso la Pontificia Università Lateranense con la massima valutazione, “Summa cum laude”. La sua tesi è intitolata I diritti dei minori quale valore umano universale, tutelati e custoditi dalla Chiesa: punibilità del delitto di abuso contro la dignità del minore tra normativa canonica (c. 1398, §1-2) e statuale messicana. In questo lavoro di ricerca, padre Luis Enrique, partendo anche dalla sua esperienza pastorale, sottolinea come la recente normativa canonica, riguardo alla trattazione di questo delitto, mostra come la Chiesa, dopo un doloroso momento di procrastinazione, si è attivata per far fronte a questa problematica con saggezza e determinazione. L’attenzione della Chiesa, peraltro, non si ferma solo alla punizione del delitto commesso, ma accompagna anche le vittime nel loro percorso di guarigione. Nella tesi, padre Luis Enrique ha scelto di offrire, attraverso una realtà concreta – quella messicana – un’analisi storica sistematica che permetta di fare una lettura aggiornata del fenomeno.

Padre Teddy Keyari Njaya, mccj, ha sostenuto la tesi per il Master presso l’Università Federale di Roraima (Brasile), dipartimento di Società e Frontiera – Studi Comparativi sulle culture dell’Amazzonia. Il titolo della tesi è "Estudo do terricidio a partir dos saberes indígenas da etnoregiao São Marcos em Roraima entre os anos 2000 a 2022” (Studio del terricidio a partire dalle conoscenze indigene dell’etnoregione São Marcos a Roraima negli anni fra il 2000 e il 2022). Si tratta di uno studio di grande complessità sulla cultura dei popoli indigeni macuxi in Amazzonia, nel quale si analizza come le conoscenze indigene rispondono alle sfide del terricidio dal punto di vista dell’epistemologia.

STUDIUM COMBONIANUM

Comboni continua a sorprenderci

La scoperta di una nuova lettera, scritta e pubblicata sul giornale bresciano L’Alba in data 15 gennaio 1858, è per molti motivi straordinaria, prima di tutto perché per 166 anni è rimasta sconosciuta alla ricerca comboniana, pur essendo il primo scritto di Comboni dato alla stampa che fino ad oggi conosciamo. Straordinaria è anche la data della stesura: negli ultimi 30 anni sono state trovate parecchie lettere inedite di Comboni (molte delle quali pubblicate nell’ultimo numero di Archivio Comboniano, Anno LIV, 2024), ma nessuna risalente al periodo della sua prima esperienza missionaria. Ma ciò che rende più straordinaria questa nuova lettera è il suo destinatario: don Filippo Rovetta, parroco di Limone sul Garda dal 3 gennaio 1841 al 18 settembre 1849.

Dunque, don Rovetta fu parroco a Limone durante il primo periodo “veronese” di Comboni. Era suo parroco quando entrò nell’Istituto mazziano, quando scoprì la sua vocazione missionaria, quando morì suo fratello Virgilio e quando giurò di consacrare la sua vita alla missione africana. Tutti momenti importantissimi del cammino di Comboni.

La storiografia comboniana ha sempre dato attenzione ai rapporti di Comboni con il paese e con i parroci di Limone, perché significativi per lo sviluppo della sua vocazione, ma, nei suoi scritti conosciuti, troviamo l’unico cenno di Comboni a don Rovetta in una lettera scritta a suo padre, Luigi Comboni, dal Cairo, il 19 ottobre 1857. Nella pubblicazione critica di questa lettera, nel III numero di Archivio Comboniano, il riferimento a “D. Rovetta” è passato senza una nota che aiutasse il lettore a identificarlo.

Dalla nuova lettera di Comboni apprendiamo che il suo legame con don Filippo rimane anche a distanza di più di otto anni dalla sua partenza da Limone, che questa loro relazione è alimentata da una frequente corrispondenza (Comboni menziona una sua precedente lettera al suo ex-parroco, di poco più di due mesi prima) e che si è estesa al cugino di don Filippo, che diventerà benefattore di Comboni pur non conoscendolo di persona.

CONGO

Padre Tesfaye e padre Codianni visitano la provincia del Congo

Dal 7 al 17 marzo 2024, padre Tesfaye Tadesse, Superiore Generale, e padre Luigi Codianni, Assistente Generale incaricato dell’economia, hanno visitato la provincia del Congo. Durante i dieci giorni, i due membri del Consiglio Generale hanno incontrato individualmente i confratelli delle zone di Kisangani e Kinshasa, come pure le varie comunità e le opere comboniane. Hanno anche partecipato a una parte della riunione del Consiglio Provinciale.

La visita ha avuto luogo cinque mesi dopo quella compiuta da padre Elias Sindjalim, Assistente Generale incaricato dell’Africa francofona, quando era venuto per accompagnarci nel dialogo e nell’ascolto durante il processo di elezione del Superiore provinciale.

Padre Tesfaye e padre Codianni hanno ringraziato i confratelli per la loro testimonianza missionaria e per i sacrifici che essi incontrano nell’evangelizzazione, nella formazione, nell’animazione missionaria, nella salvaguardia del creato… nonostante le sfide che la provincia si trova a dover affrontare in termini di personale e di situazione economica.

Nei colloqui avuti con i due membri del Consiglio Generale, i confratelli hanno menzionato, tra le maggiori sfide, l’eccessiva “nazionalizzazione” della provincia (82 congolesi su 105 membri legali) e una certa difficoltà nel gestirla. Il Superiore generale ha assicurato che il Consiglio generale farà del suo meglio per internazionalizzare maggiormente la provincia. Tuttavia, ha aggiunto: «Avere molti confratelli congolesi non dovrebbe essere avvertito come un problema. Tra voi esiste una realtà multietnica, che va accolta come una vera e propria benedizione. La vostra responsabilità è di gestirla bene ed essere aperti all’accoglienza e alla collaborazione con tutti, indipendentemente dalla loro origine nazionale o etnica».

Padre Tesfaye ha, quindi, esortato i confratelli ad approfondire la loro vita spirituale e comunitaria, a essere pronti a una vera apertura e a cercare sostegno in caso di difficoltà, per poter vivere con gioia la missione.

La Repubblica democratica del Congo (Rd Congo), che quest’anno celebra i 60 anni di presenza comboniana, è la seconda provincia dell’Istituto in termini di membri radicali (132; seconda solo all’Italia). Ha ben dodici comunità situate in zone molto remote.

Padre Tesfaye ha riconosciuto che dieci giorni non sono sufficienti per conoscere in modo adeguato la realtà della provincia. Per questo, ha promesso una visita più prolungata a tutte le comunità, in particolare a quelle “disperse” nella savana.

I confratelli hanno ringraziato di cuore padre Tesfaye e padre Codianni per la loro vicinanza mostrata alla provincia congolese e per il loro incoraggiamento a proseguire e a diffondere la missione comboniana nell’RD Congo.

EGYPT-SUDAN

Sakakini: 25 anni di Scout

Lo scorso 8 marzo il gruppo scout di “Abu el-Houl” ha celebrato i suoi primi 25 anni di vita. Centinaia di persone hanno partecipato alla celebrazione, che ha ripercorso con foto e testimonianze la storia di questo gruppo, che ha mosso i suoi primi passi grazie anche all’iniziativa di padre Cosimo Spadavecchia, che invitò gli scout a Sakakini nel 1999. Il gruppo scout è forse un’esperienza privilegiata di dialogo fra giovani egiziani, sudanesi e sud-sudanesi, in un momento storico in cui l’arrivo dal Sudan di almeno mezzo milione di rifugiati non è accolto con facilità dalla maggior parte della società egiziana. Il gruppo vanta, inoltre, il merito di riunire al suo interno sia cristiani che musulmani, mettendo così in pratica il dialogo della vita e quello dell’azione. Particolarmente toccante la testimonianza di alcuni genitori, che hanno voluto ringraziare personalmente le guide scout per il loro ruolo educativo. La festa è stata allietata da canti, danze, sketch e una lotteria.

Omdurman: segni di ritorno alla normalità

Si sono susseguite, nell’ultimo mese, notizie di un certo ritorno alla normalità di alcune attività nella città di Omdurman. Mentre la situazione a Khartoum rimane alquanto tesa, con notizie di scontri piuttosto forti anche a Khartoum Nord, a Omdurman si parla di banche che riaprono e mercati che riprendono l’attività. Il ministero dell’educazione ha anche fatto sapere che, presto, gli studenti che avrebbero dovuto sostenere l’esame di secondaria lo scorso anno, potranno procedere. Queste notizie arrivano in concomitanza con il mese del Ramadan, che è sempre stato considerato un tempo di tregua, in cui i conflitti si fermavano. Continuano le nostre preghiere per il ritorno della pace, e per un nostro ritorno a Khartoum e Omdurman, magari anche entro la fine dell’anno, in sha Allah.

ETHIOPIA

Ordinazione sacerdotale di Abebayehu Tefera Atara

La comunità cattolica di Haro Wato, nel Vicariato apostolico di Hawassa, nel sud dell’Etiopia, ha offerto il suo primo sacerdote all’Istituto comboniano. Il diacono Abebayehu Tefera Atara, originario del luogo, è stato ordinato sacerdote il 16 marzo 2024, nella parrocchia di Haro Wato, dedicata a Nostra Signora dell’Assunzione. Il vescovo Seyoum Fransua, vicario apostolico di Hosanna, ha presieduto l’Eucaristia e conferito l’ordinazione in lingua guji.

Una grande folla ha sfidato il forte sole e si è riunita nel campo di calcio della missione, cercando sollievo sotto l’ombra degli alberi adiacenti, per assistere alla prima ordinazione sacerdotale celebrata nella parrocchia. La cerimonia è durata più di tre ore.

Due dozzine i sacerdoti concelebranti, tra missionari comboniani, membri del clero locale e di istituti missionari. Presenti anche numerose suore missionarie comboniane, alcune Ancelle della Chiesa (un Istituto locale di Hawassa) e Francescane Missionarie di Maria (FMM). A solennizzare e animare ogni momento ha contribuito il grande coro parrocchiale.

Durante l’omelia, il vescovo Seyoum ha elogiato il lavoro dei missionari comboniani negli ultimi 29 anni a Haro Wato. Ha quindi aggiunto: «L’ordinazione di Abebayehu è uno dei primi frutti di questo lavoro missionario». Grande l’emozione e prolungati i trilli di giubilo che hanno accolto la “consegna” che il padre dell’ordinando, Tefera, e la madre, Alemitu Gedeccho, hanno fatto del figlio, accompagnandolo all’altare per l’ordinazione.

Al termine della celebrazione eucaristica, padre Asfaha Yohanes, superiore provinciale dell’Etiopia, dopo aver ringraziato tutti i presenti, ha annunciato che il neo ordinato si recherà presto in Mozambico, dove è stato assegnato per il suo primo ministero missionario. La celebrazione si è conclusa con un pasto offerto a tutti.

Padre Abebayehu ha 36 anni. È il maggiore di nove fratelli: sei maschi e tre femmine. Ha fatto il noviziato a Namugongo (Uganda), e ha concluso la sua formazione teologica a Nairobi (Kenya). Dopo l’ordinazione diaconale, il 28 agosto 2023, ha esercitato il diaconato nella sua parrocchia di origine.

Ha detto padre Abebayehu: «Essere sacerdote è una vocazione santa e complessa, che richiede forte senso di responsabilità sociale, costante impegno nel proprio sviluppo spirituale e totale disponibilità a donare amore e compassione senza riserve».

Fratel Desu Yisrashe, animatore vocazionale della provincia, ha preparato la prima ordinazione sacerdotale a Haro Wato con una settimana di incontri con i giovani. (Padre José Vieira, mccj)

I Missionari Comboniani riuniti in assemblea provinciale

Dal 26 al 29 marzo, i comboniani impegnati in Etiopia si sono riuniti nella “Comboni House” di Hawassa per la loro assemblea annuale. Diciotto confratelli, provenienti da otto comunità, hanno ripreso il “Piano sessennale” (2022-2028), con le linee-guida e i tempi di attuazione, e steso otto risoluzioni che dovranno essere implementate nel piano, alla luce delle priorità suggerite per i prossimi anni.

Le risoluzioni approvate dall’Assemblea hanno interessato il Centro Comboniano Giovanile di Hawassa, gli impegni da portare avanti nel campo dell’educazione, la ristrutturazione-riqualificazione degli edifici che compongono il complesso della Casa Provinciale di Addis Abeba, la sostenibilità in campo economico, una maggiore presenza della Provincia nel mondo digitale, la collaborazione con la Famiglia comboniana, le liturgie da adottare in occasione dei voti perpetui e delle Ordinazioni, e la Formazione permanente.

Padre Nicolino Di Iorio, a nome dell’Amministratore Apostolico del Vicariato di Hawassa, padre Juan Núñez, impegnato nella Plenaria della Conferenza Episcopale, ha presentato la situazione della Chiesa cattolica tra i gruppi etnici sidama, guji, borana e amara, e altre questioni relative al Vicariato.

Suor Weynshet Tadesse Haile, responsabile delle Suore missionarie comboniane (CMS) in Etiopia, ha presentato il processo di riconfigurazione delle province del loro Istituto e la situazione delle CMS nel paese. Ha anche parlato della collaborazione con i comboniani nei settori della formazione permanente, animazione missionaria e promozione vocazionale.

Il 28 marzo, i lavori si sono conclusi con una “serata sociale”, a cui sono state invitate le consorelle comboniane della comunità di Hawassa. Padre Asfaha Yohannes Weldeghiorghis, Superiore Provinciale, ha presieduto la messa conclusiva.

EUROPA

Incontro dei direttori dei media comboniani dell’Europa

I direttori delle pubblicazioni delle circoscrizioni comboniane dell’Europa si sono riuniti dalla sera del 26 al mattino del 29 febbraio 2024, nella comunità comboniana di Sunningdale, un quartiere residenziale a nord-ovest di Londra. L’incontro aveva due punti principali in agenda: la condivisione delle ultime novità in ciascuna delle testate comboniane europee e l’elaborazione della proposta di un European Media Centre da presentare ai superiori provinciali dell’Europa, che si raduneranno dall’8 al 13 aprile prossimo in Portogallo.

La mattinata del 27 febbraio è stata dedicata al resoconto dei direttori di ogni circoscrizione sulle novità che si sono verificate nelle varie redazioni rappresentate: Verona (Italia), Madrid (Spagna), Londra (London Province), Provincia di lingua tedesca (DSP) e Direzione Generale (Roma).

Alcuni dei partecipanti hanno espresso l’urgente esigenza di disciplinare in modo chiaro la ricerca e l’utilizzo delle foto usate dalle nostre riviste e dai nostri siti web, evitando di violare le norme sul copyright e ricevere multe o sanzioni. Si è fatto presente che la sensibilità sul tema è raddoppiata negli ultimi anni e che, quindi, va raddoppiata anche la nostra attenzione in merito. A questo proposito, c’è stato un richiamo all’articolo pubblicato su MCCJ Bulletin n° 290, gennaio 2022, pp. 57-60, “Considerazioni legali sull’uso e la pubblicazione di immagini”, che potrebbe aiutare i confratelli che lavorano nel settore della comunicazione.

È stato anche detto che da anni stiamo parlando della necessità di creare un archivio digitale di foto – con copyright esclusivo dei comboniani – accessibile a tutte le nostre pubblicazioni. Si è quindi ribadito che una fotolibreria comune a tutti i media comboniani – possibilmente coinvolgendo anche la Direzione Generale – dovrebbe essere una delle iniziative da includere nel progetto dell’European Media Centre.

Si è parlato, inoltre, della difficoltà di trovare persone – confratelli e laici – che possano scrivere con regolarità dalle province e dai paesi in cui siamo presenti.

Riguardo al calo della tiratura delle nostre riviste, si è riconosciuto che una diminuzione degli abbonamenti alla carta stampata è fisiologica e rientra nel più vasto processo di disaffezione alla lettura, che trascende i confini del campo dell’editoria. Ciò detto, si è convenuto sulla possibilità di migliorare la situazione.

Inoltre, in preparazione all’Assemblea di Animazione missionaria per tutto l’Istituto, che si terrà dal 22 al 26 aprile 2024 a Roma, il Segretariato Generale della Missione ha inviato ai partecipanti delle circoscrizioni un questionario le cui risposte serviranno a delineare una panoramica odierna sulla missione comboniana dal punto di vista dell’animazione missionaria, che comprende anche i media. Un secondo testo proposto alla conoscenza dei partecipanti è lo studio intitolato “Lo stato di salute della comunicazione comboniana”, apparso su MCCJ Bulletin n° 293, ottobre 2022, pp. 20-36.

Padre Carmine Curci ha offerto una retrospettiva storica sul percorso del progetto dell’European Media Centre, la cui idea fu presentata la prima volta nel 2012, all’Assemblea europea di Animazione missionaria a Pesaro (Italia).

La giornata di mercoledì 28 febbraio è stata dedicata ad affrontare il punto principale dell’incontro: la stesura del documento del progetto di un European Media Centre. Si è discusso sui vari scopi del Centro, tra cui l’offerta di formazione pratica in giornalismo (in particolare per i confratelli), il fare rete (Networking), lo scambio di materiale fra i nostri media e la sostenibilità delle varie iniziative.

Sono emerse diverse proposte, la cui sintesi ha prodotto il documento che verrà inviato ai superiori provinciali dell’Europa. Il documento, votato e firmato dai direttori presenti, propone per il centro il seguente nome: Comboni European Media Centre (CEMEC), con sede a Dawson Place (Londra), e chiede che si stabilisca una data per l’apertura ufficiale del CEMEC e la nomina formale del suo direttore.

La giornata del 28 si è conclusa con una valutazione positiva dell’incontro da parte dei partecipanti che si sono rallegrati del fatto che la volontà di arrivare a una proposta concreta abbia prevalso sulle divisioni. L’incontro si è concluso la mattina del 29 febbraio con la celebrazione delle Lodi e la Messa.

Hanno partecipato all’incontro: Fr. Tomasz Basiński, referente per i media dei superiori di circoscrizione dell’Europa; P. Rubén Padilla Rocha, provinciale della London Province (i giorni 27-28 febbraio); P. Enrique Bayo, direttore di Mundo Negro (Spagna); P. Giuseppe Cavallini, direttore di Nigrizia (Italia); Brando Ricci, redattore di Nigrizia (Italia); P. Günther Hofmann, in rappresentanza della provincia di lingua tedesca (DSP); P. Carmine Curci, in rappresentanza della London Province (Southworld e siti Web della LP); P. John Downey, in rappresentanza della London Province (Comboni Mission); e P. Arlindo Pinto, in rappresentanza della Direzione Generale (Ufficio Comunicazioni). Assenti (giustificati): i rappresentanti del Portogallo (editoriale Além-Mar) e della Polonia (Misjonarze Kombonianie).

Incontro degli economi delle province europee a Madrid

Dal 19 al 23 febbraio 2024 si è tenuto a Madrid l’incontro continentale degli economi delle provincie comboniane europee. L’evento si situa nel contesto di una serie di incontri che si stanno svolgendo in tutti i continenti dopo il Capitolo Generale del 2022.

I partecipanti hanno innanzitutto mostrato come le indicazioni contenute negli Atti Capitolari riguardanti il settore economico sono state recepite dalle varie province e poi tradotte in decisioni e direttive nei rispettivi piani sessennali da poco elaborati. In particolare, l’attenzione è stata rivolta alla importante questione della sostenibilità.

Di grande attualità per il continente europeo è il problema dell’invecchiamento del “personale di origine” e della urgente necessità di organizzare la presa in carico dei confratelli anziani non autosufficienti e/o malati.

Il dibattito e lo scambio di opinioni su queste due problematiche non si sono limitati al continente europeo, ma si sono ampliati a livello dell’intero Istituto, con l’ascolto di relazioni, riflessioni e condivisioni sulla necessità di avere un “fondo sostenibilità” e un “fondo anzianità”.

Altri argomenti trattati sono stati: la situazione economica dell’Istituto nel suo insieme; gli strumenti per la rendicontazione attualmente usati; il Codice di Condotta nel suo riferimento agli abusi economici, soprattutto in termini di una loro prevenzione, di condivisione di esperienze al riguardo, e di lavoro di ciascun economo; e infine la collaborazione continentale.

Nel corso dell'incontro è emerso chiaramente un dato: gli economi del “vecchio continente” sentono fortemente la responsabilità di trasmettere le conoscenze acquisite in questo settore alle nuove generazioni e ritengono di fondamentale importanza aprire la nostra formazione a questo ambito essenziale per la vita dell'Istituto, accompagnando le nuove leve e introducendole gradualmente nella concretezza della vita quotidiana.

ITALIA

L’Assemblea Europea delle Commissioni Migrantes e GPIC

Si è conclusa il 2 marzo 2024, a Castel Volturno, in provincia di Caserta, l’Assemblea Europea delle Commissioni Migrantes e GPIC. Una trentina di partecipanti della nostra Famiglia comboniana si sono tuffati per quattro giorni, da mercoledì 28 febbraio a sabato 2 marzo, nella realtà di frontiera di Castel Volturno dove siamo presenti, come Missionari Comboniani, da quasi trent’anni per camminare con i fratelli e sorelle migranti.

Nel corso dell’Assemblea si è respirato un bel clima fraterno che ha permesso di mettersi in ascolto delle sfide globali delle migrazioni, strettamente interconnesse con i principali fattori di instabilità mondiale, quali i cambiamenti climatici, le diseguaglianze planetarie, i conflitti. Alcuni interventi hanno permesso di condividere particolari chiavi di lettura per orientarsi nella complessità della mobilità umana.

Lorenzo Prencipe, presidente del Centro Studi sulle Migrazioni dei Missionari Scalabriniani, ha presentato un interessante excursus storico sulle migrazioni e l’impegno della Chiesa secondo il nuovo paradigma di Papa Francesco per affrontare il “segno dei tempi” delle migrazioni, mentre Hillary Sedu, avvocato afro-italiano della Magistratura di Napoli, ha precisato quegli aspetti giuridici e quella cultura di rifiuto e diffidenza verso i migranti che così spesso sono di ostacolo alla convivenza nella terra di approdo. Padre Giulio Albanese, missionario comboniano, ha presentato l’ampio orizzonte della connessione tra conflitti e migrazioni nel contesto europeo con particolare attenzione alla relazione con il continente africano, e ha moderato la conferenza di giovedì sera 29 febbraio, a Capua, dal titolo “Europa, dove vai?”, alla presenza del vescovo di Palermo, Corrado Lorefice, di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, e Filippo Miraglia, coordinatore del Tavolo Immigrazione e Asilo.

Il film Io Capitano, di Matteo Garrone, candidato all’Oscar, proiettato nella serata di mercoledì 29 febbraio, ha permesso all’assemblea e al pubblico partecipante di cogliere e apprezzare il sogno legittimo di tanti giovani che lasciano le loro terre, ma anche gli immensi ostacoli e barriere che ne minacciano il percorso lungo il deserto del Sahara e il Mar Mediterraneo.

L’Assemblea è stata accompagnata da testimonianze molto incisive che hanno scosso le coscienze. Luca Casarini, della ong Mediterranea Saving Humans, ci ha raccontato la sua chiamata, l’urlo interiore “Dobbiamo scendere in mare per salvare vite umane!” con la nave Mediterranea, mentre, nel corso della Via Crucis dei Popoli con le comunità migranti, venerdì 1 marzo, abbiamo ascoltato con emozione la voce di Appiah Kwasi, giovane mediatore culturale ghanese della nostra Associazione Black&White, che ha raccontato il viaggio nel deserto, e le parole di Joy Owen, giovane nigeriana vittima della tratta, e di Mariangela, giovane ucraina rifugiata in Italia.

Ora la palla passa a noi, Famiglia Comboniana. Si tratta di riprendere in mano e nel cuore le provocazioni ascoltate, le informazioni acquisite e le proposte presentate per praticare azioni e segni concreti che rilancino il sogno di Gesù, ben illustrato da Luca Casarini, di “destrutturare le frontiere” per ridare slancio a un’umanità senza barriere. (P. Filippo Ivardi Ganapini, mccj)

Una mostra, due “Via Crucis” e un convegno in ricordo di Ezechiele Ramin

«La vita è bella e sono contento di donarla», scriveva in una delle sue lettere il missionario comboniano Ezechiele Ramin, oggi servo di Dio, assassinato il 24 luglio 1985 in Amazzonia per aver difeso i diritti degli indios surui e dei contadini senza terra.

A pochi giorni dalla 32ª Giornata dei missionari martiri (24 marzo 2024), numerosi sono stati gli appuntamenti organizzati nelle diocesi di Roma e Porto-Santa Rufina per ricordare il sacrificio di Ezechiele, detto Lele, e di quanti hanno abbracciato nella vita la croce del martirio in missione per la Casa Comune.

Si è partiti venerdì 15 marzo con la Via Crucis missionaria “Martiri della Terra”, in diverse lingue, promossa dalla Commissione UISG – USG Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC), dall’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma, Terra e Missione e Movimento Laudato Si’, tenutasi nel Giardino Laudato Si’ delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret (a Roma, sull’Aventino). Per ogni stazione della Via Crucis è stato ricordato uno dei martiri dell’America Latina e uno dei diritti violati in Amazzonia, tanto delle persone quanto dell’ambiente, come deforestazione e sfruttamento petrolifero.

In quell’occasione, alla presenza dei due co-segretari esecutivi della Commissione GPIC USG e UISG, suor Maamalifar M. Poreku e padre Roy Thomas, è stata inaugurata la mostra “Passione Amazzonia”, a cura di Terra e Missione, della famiglia Ramin e della Famiglia comboniana, con i disegni realizzati dal missionario. Sono stati esposti 12 pannelli che alternano le immagini della Passione di Cristo alle scene di vita dei popoli dell’Amazzonia. Un invito a riconoscersi in questa fragilità umana, salendo con Gesù al Calvario a partire dalla realtà dei popoli indigeni, ritratti con gli occhi di padre Ezechiele.

La mostra è stata poi trasferita nella diocesi di Porto-Santa Rufina, dove, venerdì 22 marzo, alle ore 19.30, si è ripetuta la celebrazione della Via Crucis “Martiri della Terra” all’interno del Giardino Laudato Si’ della Parrocchia della Natività di Maria Santissima (in Via Santi Martiri di Selva Candida 7, nel territorio del Comune di Roma). Promosso dalla diocesi, in collaborazione con Terra e Missione, Movimento Laudato Si’ e Missionari Comboniani, il momento di preghiera ha visto la partecipazione dei fratelli di Ezechiele Ramin e di sr. Giovanna Dugo, sfma, a cui padre Lele aveva scritto diverse lettere durante gli anni di missione in Amazzonia. A guidare la celebrazione è stato don Federico Tartaglia, direttore del Centro missionario di Porto-Santa Rufina.

Il sabato 23 marzo, dalle 9.00 alle 13.00, presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, si è svolto il convegno “Custodi del giardino”, incentrato sul tema “I martiri della giustizia ambientale e lo sfruttamento delle risorse”. Vi hanno partecipato: Mons. Gianrico Ruzza, vescovo delle diocesi di Porto-Santa Rufina e Civitavecchia-Tarquinia; suor Piera Ruffinatto, dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (fma), preside della Facoltà “Auxilium”; padre Adelson Araújo dos Santos, sj, teologo e docente di spiritualità alla Pontificia Università Gregoriana, padre Giulio Albanese, mccj, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali e dell’Ufficio missionario della diocesi di Roma; i giornalisti Gianni Beretta, Lucia Capuzzi e Toni Mira; i fratelli di Ezechiele Ramin. La partecipazione all’incontro, promosso in collaborazione con la Caritas di Roma e l’associazione culturale Greenaccord, ha consentito ai giornalisti di ottenere quattro crediti nella loro formazione professionale continua.

Giornata dei familiari dei comboniani a Padova

Domenica 10 marzo 2024 si è vissuta a Padova l’annuale Giornata dei familiari dei comboniani di gran parte del Veneto. Molto sentita la partecipazione e grande è stata la soddisfazione sia per l’incontro fraterno fra tutti, sia per i contenuti e le riflessioni condivise. Era presente padre Fabio Baldan, provinciale d’Italia.

Tra i numerosi presenti, anche i famigliari di ben 25 confratelli, la maggior parte in missione in Africa. Hanno raccontato dei loro figli e fratelli comboniani in missione. A volte il racconto è stato “sofferto”, perché si è parlato di momenti difficili e anche pericolosi, a causa della situazione politica di alcune nazioni africane e latino-americane.

Tre mamme – di padre Diego Dalle Carbonare, di padre Lorenzo Baccin e di padre Alessandro Bedin – hanno raccontato dei loro figli in Sudan, dove, da un anno, si sta combattendo una guerra assurda, per il momento senza spiragli di soluzione pacifica. Hanno parlato di loro con preoccupazione, ma anche con fierezza per il loro coraggio e il dono che fanno della loro vita, restando accanto a un popolo che soffre.

Con profonda emozione, hanno parlato i fratelli e le sorelle di padre Roberto Ardini e dei padri Lorenzo, Elio e Vittorio Farronato, oggi in Congo, il paese delle grandi ricchezze, saccheggiate dall’industria occidentale che lascia dietro di sé morte e miseria.

Con fiducia e speranza i genitori di mons. Christian Carlassare hanno raccontato dell’impegno del loro figlio in Sud Sudan per una vera riconciliazione, cercando, camminando – anche fisicamente – assieme alla sua gente. «Quelle gambe ferite camminano ancora, più forti di prima, per costruire pace!».

Presente con i familiari, c’era anche padre Gino Pastore che, con forte emozione, ha parlato della situazione difficile, complicata e triste del Mozambico. I familiari di padre Lino Morosinotto hanno invitato tutti a non dimenticare l’Uganda, dove padre Lino vive e lavora ormai da decenni.

Un pensiero particolare è andato alle missioni in Ecuador, “rappresentate” dai familiari di padre Ottorino Poletto (anche lui presente alla festa) e da quelli di padre Stefano Zuin; c’era anche fratel Umberto Martinuzzo, in Italia per un breve periodo.

Presenti anche i familiari di padre Daniele Zarantonello (in Colombia), la mamma di fratel Simone Bauce (in Brasile), i familiari di padre Vittorio Moretto (in Messico). Emozione hanno suscitato le parole della signora Gabriella, sorella di padre Giuseppe Santi, che ha ricordato il fratello ucciso in Uganda nel 1979.

Presenti anche i familiari di sei confratelli oggi in Italia: padre Vittorio Barin, padre Girolamo Miante, padre Vincenzo Todesco, padre Franco Noventa, padre Giorgio Padovan e padre Fabio Baldan (felice di incontrare la mamma alla festa).

Padre Fabio è stato l’ospite d’onore e ha intrattenuto gli invitati, presentando una panoramica dell’Istituto comboniano nel mondo, facendo emergere il grande cambiamento in atto, dovuto alla provenienza dei suoi membri. Diminuiscono sempre di più i comboniani italiani e aumentano quelli africani, che rappresentano la parte giovane dell’Istituto. Cambiano anche gli impegni del sempre più piccolo e sempre più anziano gruppo di comboniani europei. Anche le strutture sono costrette a cambiare: per alcune case si prevede la vendita; per altre, invece, una condivisione d’uso, mettendo a disposizione alcuni spazi per persone in difficoltà abitativa, sia italiane che provenienti da altre nazioni.

Un grande cambiamento è in atto anche per la casa e la comunità comboniana di Padova. Gli spazi della comunità saranno ridotti e la casa sarà condivisa con un numeroso gruppo di studenti universitari.

L’intervento di padre Fabio è stato molto apprezzato per le tante e precise informazioni date.

La giornata è continuata con una intensa celebrazione dell’Eucarestia e con un fraterno momento conviviale, da tutti vissuto con gioia. Il commento di molti familiari è stato: «Qui ci sentiamo a casa. Partecipiamo molto volentieri a questa festa!» (padre Gaetano Montresor, mccj).

Verona: Posa della reliquia del Beato Giuseppe Ambrosoli

Il 27 marzo, XXXVII anniversario della morte del B. Giuseppe Ambrosoli, una sua reliquia ossea è stata collocata nella cappella Comboni della Casa Madre di Verona, alla presenza di tutti i confratelli della comunità, di alcune suore e laici comboniani, e di un buon gruppo di altri amici. Il rito della posa della preziosa reliquia è iniziato con la processione dalla cappella Buon Pastore (al primo piano) alla storica cappella Comboni, che conserva l’urna con alcune ossa del Fondatore. P. Eliseo Tacchella ha presieduto l’Eucaristia, e P. Tonino Falaguasta ha illustrato nell’omelia la testimonianza missionaria, spirituale e professionale del beato medico di Kalongo (Uganda); dopo la comunione, alcuni comboniani e suore hanno condiviso i loro ricordi del Beato Giuseppe.

Dopo la benedizione finale, P. Eliseo ha collocato la reliquia nell’urna preparata su una colonna del presbiterio. Nella cerimonia è emerso chiaramente l’auspicio che anche altre colonne possano accogliere in futuro le reliquie di nuovi beati e santi della Famiglia comboniana e che questa cappella diventi sempre più un “santuario comboniano”. (Padre Romeo Ballan, mccj)

MOÇAMBIQUE

Continuano gli attacchi terroristici nel nord del Mozambico

Dal 20 febbraio, a causa della recrudescenza degli attacchi terroristici nella regione ai confini tra le province mozambicane di Nampula e Cabo Delgado, migliaia di persone della zona sud di Cabo Delgado hanno abbandonato le loro case e cominciato a camminare in cerca di un luogo sicuro. Sono state le città di Chiúre (a sud di Cabo Delgado) e Namapa (a nord di Nampula), le più vicine, ad accogliere il maggior numero di sfollati. In un comunicato della Caritas Diocesana di Nacala, si legge: «In meno di 4 giorni, a Namapa il numero degli sfollati ha superato i 33.000. Di questi, più di 20mila hanno meno di 14 anni. Molti sono denutriti, esausti e malati».

Le suore carmelitane e i padri comboniani Benjamin Avoga e Gino Pastore hanno deciso di agire e, attraverso il Centro di nutrizione, sostengono quotidianamente più di cento madri e figli.

La Caritas Diocesana di Nacala e gli istituti religiosi che lavorano in questa zona hanno fatto appello alla solidarietà di tutte le parrocchie e istituti, chiedendo che il denaro della “rinuncia quaresimale” sia destinato a questa causa, per poter raddoppiare il sostegno dato agli sfollati, soprattutto ai bambini.

Stando alle notizie di questi ultimi giorni, diffuse dai media locali, vari gruppi armati, che imperversano a Cabo Delgado dal 2017, hanno attaccato e occupato diverse località del distretto di Quissanga, che dista circa 100 chilometri dalla città di Pemba, capitale della provincia di Cabo Delgado, e l’isola di Quirimba, la più grande dell’arcipelago delle Quirimbas, davanti alla costa mozambicana, nell’oceano Indiano.

Intanto, le tre province settentrionali del Mozambico – Nampula, Niassa e Cabo Delgado – sono colpite da un’altra piaga: un’epidemia di congiuntivite emorragica virale, molto contagiosa.

SOUTH AFRICA

Centenario comboniano a Orange Farm

La seconda celebrazione locale del centenario comboniano in Sudafrica, dopo quella tenuta a Silverton, si è svolta il 16 marzo nella chiesa parrocchiale di San Carlo Lwanga a Orange Farm, popolosa township a sud di Johannesburg, nell’omonima diocesi. I cristiani, venuti in gran numero, hanno voluto manifestare affetto e gratitudine ai nostri confratelli, in particolare a padre Kifle Kirba e a padre Francis Manana, oggi alla guida della parrocchia, affidata ai comboniani dal 2015.

La celebrazione ha avuto inizio alle 9 del mattino con la rappresentazione teatrale di un gruppo di giovanissimi ragazzi e ragazze, che hanno messo in scena la vita di San Daniele Comboni e il suo amore per l’Africa.

Padre John Baptist Keraryo Opargiw, superiore provinciale, nella sua articolata riflessione ha messo in evidenza l’originalità di Comboni, il quale, anticipando i tempi, ha saputo coniugare evangelizzazione e sviluppo umano – tema chiave della celebrazione a Orange Farm – nel suo impegno per la rigenerazione dell’Africa. La cattolicità dell’opera di Comboni, il fare causa comune con gli oppressi, la lotta contro la schiavitù (ancora presente in forme moderne, quali il neocolonialismo economico, nella sottolineatura di padre John Baptist), e la fiducia negli africani… sono alcuni degli aspetti della riflessione offerti ai partecipanti che, per la prima volta, hanno potuto apprezzare, in sintesi, la ricchezza del carisma comboniano.

La presentazione, in powerpoint, preparata da padre Rafael Armada e padre Efrem Tresoldi, ha illustrato le principali tappe e luoghi del nostro ‘secolare’ servizio in Sudafrica, soffermandosi sull’impegno per lo sviluppo umano della parrocchia di San Carlo Lwanga, che da anni porta avanti una scuola tecnica e un progetto di doposcuola a favore di oltre un centinaio di bambini con difficoltà di apprendimento.

Nella sua testimonianza, un parrocchiano, noto per il suo lavoro in ambito di giustizia e pace e custodia del creato, ha lanciato una sfida alla comunità cristiana affinché, seguendo l’esempio di San Daniele Comboni, alfiere della comunione fraterna, metta fine a ogni tipo di discriminazione, a cominciare dall’abitudine di distinguere sudafricani da immigrati africani.

La celebrazione eucaristica, presieduta dal vicario per la vita consacrata dell’arcidiocesi di Johannesburg, è stata concelebrata da quindici sacerdoti. Accanto ai nostri confratelli, vi hanno preso parte francescani e Missionari d’Africa che sono stati i fondatori della parrocchia. Il coro parrocchiale ha animato la messa, coinvolgendo con il suo entusiasmo l’assemblea con canti accompagnati dal suono di tamburi.

Il pranzo, preparato per tutti i parrocchiani dall’associazione delle donne cattoliche, ha concluso la festosa giornata. (Padre Efrem Tresoldi, mccj)

TCHAD

Visita di padre Elias Sindjalim alla Delegazione

Ascoltare, conoscere e accompagnare. Ecco i tre verbi che hanno ispirato padre Elias Sindjalim Essognimam nella sua prima visita ufficiale alla delegazione del Ciad, dal 1° al 28 febbraio 2024, in veste di assistente generale incaricato dell’Africa francofona.

Padre Elias ha potuto visitare tutte le comunità e incontrare non solo i confratelli ma anche i vescovi, le Suore Comboniane, i responsabili di settore, i catechisti e il «popolo di Dio con cui condividono la quotidianità della missione».

Ascoltare – «Sono venuto innanzitutto – scrive nella sua lettera dopo la visita – per ascoltare voi, miei confratelli, la vostra storia, la bellezza di quanto state vivendo, le difficoltà incontrate e tutto ciò che avete da dire al Consiglio Generale e all’Istituto».

Conoscere – La visita è stata per padre Elias un’occasione per conoscere i confratelli nelle loro realtà personali e comunitarie: «Una cosa è leggere i verbali, un’altra cosa è toccare con mano la realtà concreta della missione in Tchad, una realtà bella con una presenza comboniana molto feconda. Ho visto i confratelli giovani con molto entusiasmo missionario, pronti a portare avanti la missione, nonostante le difficoltà legate al caldo e alle distanze».

Accompagnare – «Sono venuto per incoraggiarvi, per dirvi che non siete soli e che il Consiglio Generale ha a cuore la nostra missione comboniana in Tchad. Per questo è importante valutare come possiamo, in quanto Consiglio Generale, camminare assieme a voi e accompagnare la missione che portate avanti».

I confratelli della delegazione si sono detti profondamente grati della vicinanza del Consiglio Generale espressa attraverso la presenza di padre Elias. La visita è stata per tutti un momento di revisione e di riflessione, che ha accresciuto il comune desiderio di ripartire con rinnovato slancio missionario, nella consapevolezza di essere sempre “accompagnati” dall’intero Istituto.

PREGHIAMO PER I NOSTRI DEFUNTI

LA MADRE: Weronika, dello Sc. Miroslaw Kalinowski (†); Margareth, di padre Patrick Burns (†).

IL FRATELLO: Gregory, di padre Kenneth John James Gerth (NAP).

LA SORELLA: Rita, di padre Josef Gerner (DSP).

LE SUORE COMBONIANE: Suor Tsewaehab Hagos Ghebrewold, suor Maria de las Mercedes Montero Pérez, suor M. Francesca Galbiati, suor Virginia Soso, suor M. Primina De Guidi.