Lunedì 10 novembre 2025
La parrocchia Nostra Signora del Buon Soccorso, a Bibia, quartiere di Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, ha celebrato il suo Giubileo d’Argento il 26 ottobre 2025. Il tema dato alla giornata è stato: “Una storia di grazia e di speranza”. La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Clet-Clay Mamvemba, segretario-cancelliere e rappresentante del cardinale Fridolin Ambongo, arcivescovo di Kinshasa, concelebrata da una quindicina di sacerdoti, alla presenza di diverse centinaia di fedeli.

Nell’omelia, a nome dell’arcivescovo, don Clet-Clay si è felicitato con la comunità parrocchiale per il cammino compiuto e per il suo impegno, e l’ha incoraggiata a proseguire con la stessa fervente dedizione l’opera di evangelizzazione in uno spirito di comunione, nell’amore di Cristo e al servizio dei più poveri. Ha inoltre ringraziato i missionari comboniani e le altre congregazioni religiose operanti nella parrocchia per il loro impegno missionario. Don Clet-Clay ha, quindi, esortato i cristiani a vivere il Giubileo in rendimento di grazie per le meraviglie compiute dal Signore in questi 25 anni, percorrendo un cammino di conversione e di riconciliazione tra i membri della comunità parrocchiale.

Ha invitato, infine, la comunità a guardare al futuro con speranza: «Dopo questi 25 anni, guardiamo al nostro futuro senza paura e procediamo insieme nella speranza per rendere la nostra vita parrocchia sempre migliore».

Nata come comunità cristiana nel 1992 grazie agli sforzi pastorali dei missionari saveriani e del clero locale, la parrocchia è stata ufficialmente eretta il 22 ottobre 2000 e affidata ai missionari comboniani. Il primo parroco fu padre Antonio Aparicio. In quella data memorabile, mons. Daniel Landu, di venerata memoria, celebrò l’Eucaristia alla presenza degli alunni della scuola locale, dei cristiani di Bibwa, di Wungu e di altre parrocchie vicine: Sant’Angela, Santa Lucia, San Matteo e San Giacomo.

Secondo la testimonianza del signor Macaire Eyupar, vicecoordinatore del comitato organizzatore del giubileo, la comunità è molto soddisfatta del lavoro svolto dai missionari comboniani: «Sono arrivati qui quando il luogo era privo di tutto. Il buon lavoro che hanno fatto a Bibwa è oggi davanti gli occhi di tutti: la costruzione della chiesa e delle strutture parrocchiali, l’accompagnamento della comunità cristiana, la costruzione della scuola, lo scavo di pozzi, l’assistenza ai bambini malnutriti, e tanto altro».

La parrocchia di Bibwa è cresciuta al punto da dare origine a tre nuove parrocchie: San Paolo VI e la Beata Pauline Jaricot, affidate ai missionari comboniani, e Santi Pietro e Paolo, affidata al clero diocesano.

Fin dalla sua erezione, la comunità parrocchiale si sente in cammino, ispirata dalle parole del cardinale Joseph-Albert Malula (1917–1989), di venerata memoria: «La vostra fede diventerà adulta quando si esprimerà in atti concreti di carità, sostenuti dalla speranza in Dio, che non può sbagliarsi né ingannarci. Vi esorto a partecipare attivamente alla vita delle vostre parrocchie, vivendo la comunione ecclesiale all’interno delle vostre comunità di base, partecipando alla celebrazione eucaristica, che è il centro di ogni autentica vita cristiana, e compiendo i compiti pastorali che la nostra Madre Chiesa vi affida».

L’abate Clet-Clay ha invitato la comunità parrocchiale di Bibwa a dare una risposta coraggiosa alle molte sfide che si trovano davanti: dotandosi di buone infrastrutture parrocchiali, scolastiche e sanitarie; accrescendo il senso di appartenenza e comunione; vivendo la sinodalità e privilegiare la formazione permanente; diminuendo la povertà presente nella maggioranza della popolazione, e ponendo fine alla situazione di insicurezza causata dai giovani delinquenti del quartiere (chiamati kuluna).

Padre Séraphin Adobo, parroco della parrocchia, è fiducioso che, con la grazia di Dio, la comunità saprà affrontare queste sfide attraverso la preghiera e l’intensificazione della formazione dei giovani e dei membri dei diversi gruppi e commissioni.

La celebrazione eucaristica si è conclusa con la benedizione della nuova statua della Vergine Maria, dei nuovi servizi igienici e del nuovo podio, finanziati interamente grazie ai contributi dei fedeli. 

Fr. Kakule Silusawa Lwanga, mccj