Lunedì 4 maggio 2026
La mostra fotografica Ai margini di Roma — Storie di luci e ombre, realizzata dall’Unità di Strada Sul Cammino di Agar, racconta le vite di donne transgender migranti latinoamericane coinvolte nella prostituzione nella zona nord-est di Roma. Attraverso immagini potenti e testimonianze in prima persona, la mostra intende umanizzare, creare empatia e aprire spazi di ascolto e riflessione.
L’esperienza di accompagnamento a queste persone ha portato ad approfondire su questa realtà attraverso un’indagine sociologica condotta tra febbraio e settembre 2025. L’esposizione unisce immagine e parola per dare visibilità a una realtà spesso invisibile, mettendo in luce non solo le ferite dell’esclusione, ma anche la resilienza, la speranza e la ricerca di dignità.
La mostra, composta da 114 fotografie, è itinerante ed è pensata per essere presentata in centri culturali, spazi parrocchiali e comunitari, e richiede una superficie di circa 200 m2. Si propone come un’esperienza contemplativa e trasformativa, invitando lo spettatore a guardare “oltre”, con occhi liberi da pregiudizi, e a riconoscere nell’altro un’umanità comune.
Mostra fotografica dell’Unità di Strada Sul Cammino di Agar
Ai margini di Roma – Storie di luci e ombre
Chi è Sul Cammino di Agar
Sul Cammino di Agar è un’Unità di Strada che opera nella zona nord-est di Roma per accompagnare persone che vivono in situazioni di sfruttamento e marginalità sociale, in particolare donne transgender. È un gruppo di persone consacrate e laici inspirati dalla missione di Gesù cui obiettivo è portare speranza a chi si trova in una condizione non voluta e cerca di uscirne. Il gruppo accompagna circa un centinaio di donne, in gran parte transgender latinoamericane.
L’azione dell’Unità di strada si concentra nella zona nord-est di Roma. Qui si distinguono quattro aree principali: Mattatoio, Collatina, Longoni e Prenestina. Molte donne alternano il lavoro “indoor” (a domicilio) con quello per strada, rendendo il loro accompagnamento complesso e la loro visibilità intermittente.
Dopo oltre quattro anni di esperienza sul campo, Sul Cammino di Agar ha sviluppato un programma di accompagnamento che risponde a bisogni concreti — dal supporto per documenti a quello sanitario — e promuove lo sviluppo personale attraverso laboratori e attività formative. Queste iniziative mirano ad aprire nuovi orizzonti, rafforzare competenze e facilitare l’inserimento lavorativo.
Il corso di italiano, i laboratori di argilla e saponi, sono spazi di crescita integrale, dove è possibile conoscere la realtà di queste donne in modo molto più profondo rispetto agli incontri settimanali per strada. Da questi contesti emergono tematiche che vanno ben oltre la dimensione individuale e toccano questioni sociali, politiche ed esistenziali.
Tuttavia, queste azioni, pur preziose, restano circoscritte a un piano personale con un impatto sociale limitato. Per rispondere alle sfide strutturali che legano prostituzione, identità transgender e migrazione, servono nuove strategie di comunicazione e sensibilizzazione. Da qui nasce l’idea della mostra: far conoscere la realtà con gli occhi di chi la vive, invitando la società a guardare, ascoltare e riconoscere.
Perché una mostra fotografica
La fotografia è uno strumento potente per sensibilizzare e far conoscere la realtà, costruisce un racconto che apre una finestra sul mondo permettendo di parlare sui temi controversi attraverso un altro tipo di linguaggio, quello artistico. Con la mostra fotografica “Ai margini di Roma: storie di luci e ombre” si vuole raccontare una realtà di migrazione, sofferenza, sfruttamento, esclusione, pregiudizi, ma anche di resilienza, forza, coraggio e speranza delle donne transgender, con l’obiettivo anche di promuovere una cultura della cura per una vita degna.
Il titolo Ai margini di Roma — Storie di luci e ombre vuole sottolineare non solo la marginalità geografica, ma quella esistenziale. Le “luci” sono i desideri, i piccoli passi, i sogni di una vita diversa; le “ombre” sono le ferite, le ingiustizie, le costrizioni. Insieme, compongono un ritratto autentico e complesso.
Tra febbraio e settembre 2025, l’Unità di Strada ha realizzato uno studio sulla condizione delle donne transessuali coinvolte nella prostituzione. Da questa ricerca è emersa con forza l’esigenza di portare alla luce questa realtà, per suscitare un cambiamento sociale attraverso due vie complementari: denunciare le ingiustizie e offrire vie concrete per uscirne. La ricerca autentica della giustizia non ha paura di guardare lontano: sa che anche strade ancora inesplorate possono diventare mete raggiungibili.
Questa mostra vuole essere per tanto uno spazio in cui si creano nuove possibilità di dignità, dialogo e rispetto. Solo quando impariamo a guardare con occhi liberi dai pregiudizi, possiamo riconoscere ciò che è profondamente umano nell’altro — e, in quell’altro, riconoscere anche noi stessi.
Oltre alle foto, la mostra contiene testi tratti dalle storie di vita delle persone che hanno come obiettivo aiutare i visitatori a guardare più in profondità questa realtà.
Obiettivi della mostra
Raccontare storie di donne transgender latinoamericane migranti che sono in situazione di sfruttamento e/o fanno un percorso di inserimento sociale. Sensibilizzare sul tema dello sfruttamento e della marginalità sociale. Creare un nuovo linguaggio capace di restituire dignità alla narrazione di queste persone. Mostrare la bellezza, la forza e la speranza che abitano queste vite.
La mostra non intende: fornire dati statistici sul fenomeno della prostituzione trans; educare a una visione predeterminata; emettere giudizi morali sulle persone in prostituzione o sull’identità transgender.
Ciò non significa che Sul cammino di Agar sia neutrale nei confronti del fenomeno della prostituzione, anzi lo denuncia come forma di sfruttamento e lavora per la liberazione delle persone che la subiscono, offrendo loro un percorso alternativo che riaffermi la loro dignità di persone incondizionatamente amate da Dio. Nessuna donna dovrebbe essere costretta a vendersi. Denuncia una società che chiude le porte alle persone con un’identità di genere diversa.
Costruzione della narrativa visuale
La mostra ha una logica che porta lo spettatore dall’ombra alla luce attraverso i seguenti temi:
La strada: i primi tre pannelli si concentrano su fotografie scattate di notte durante l’esercizio della prostituzione. Il primo fa riferimento all’identità transgender, il secondo affronta il tema specifico della solitudine e il terzo presenta la complessa interazione con i clienti.
La vita quotidiana: due pannelli illustrano la normalità della vita di queste donne. Alcune di loro hanno già lasciato la strada e le si vede al lavoro. Si cerca di scoprire il lato personale e intimo.
L’unità di strada: questo pannello è dedicato al gruppo di Sul Cammino di Agar per mostrare il lavoro di accompagnamento che svolge.
Laboratori: a seguire, attraverso due pannelli vengono presentate diverse attività svolte dal gruppo per aprire nuove possibilità. Tra queste figurano le lezioni di italiano, i laboratori di argilla, candele e saponi e anche i workshop di sviluppo umano. Questi pannelli contengono una mensola dove vengono esposti i prodotti fatti dalle loro mani.
Guardare oltre: Gli ultimi due pannelli sono un invito a fare una sintesi personale del percorso compiuto attraverso una storia costruita dall’ascolto della vita di queste donne e con un pannello simbolico incentrato sullo sguardo per invitarci a vedere la realtà in modo diverso.
È preferibile visitare la mostra individualmente piuttosto che in gruppo, in modo che ciascuno possa seguire il proprio ritmo. La musica di sottofondo invita alla contemplazione.
La mostra
La mostra si apre con questa frase: “Essere una donna trans significa vivere in un corpo che non senti tuo...”, E si chiude con quest’altra: “Se Dio ha creato solo l’uomo e la donna, dove mi colloco io? So che lui non fa preferenze. E credo che, quando crediamo in un Dio-Amore, tutte le barriere cadono e diventiamo capaci di amare il prossimo”. Si ritorna al tema dell’identità, ma questa volta con una domanda rivolta a Dio. Lei stessa dà la risposta: la nostra identità si fonda sull’amore di Dio che non ha barriere. L’intera esposizione si muove tra questi due testi. Ora lo spettatore scopre che si tratta anche di una mostra su se stesso. La nostra identità, chi siamo, non si basa su etichette, titoli o opinioni, ma sulla consapevolezza che Dio ci accetta incondizionatamente. Siamo invitati a fare lo stesso.
Il libro Voci dai margini – Storie di donne transgender a Roma
Il libro Voci dai margini – Storie di donne transgender a Roma raccoglie sedici storie di donne transgender. Le loro narrazioni raccontano l’ingiustizia, la solitudine, il pregiudizio vissuto; ma soprattutto la dignità riconquistata attraverso il gesto profondo dell’autoriconoscimento come donne transgender. Le loro parole ripercorrono l’infanzia, l’adolescenza, la migrazione, il lavoro della prostituzione, il tessuto di relazioni che sostiene i loro sogni.
Raccolte da aprile del 2025, sono state rielaborate in forma narrativa, conservando il più possibile la voce originale e rispettando pienamente la verità delle loro esperienze. Ogni narrazione è introdotta da una parola scelta dalla donna stessa, come una stella polare che illumina il suo cammino. Le storie di vita sono un prezioso complemento della mostra fotografica.