Martedì 2 giugno 2026
Lo sport sia scuola di fraternità, strumento di pace e spazio di incontro. È la preghiera elevata da Leone XIV nel video con l’intenzione per il mese di giugno, diffuso oggi, martedì 2, attraverso la Rete mondiale di preghiera del Papa, in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione.
Mediante la campagna multimediale «Prega con il Papa», il Pontefice eleva la sua supplica al «Signore della vita», rendendo grazie per il dono dello sport, soprattutto per quanti «glorificano Dio con l’esercizio del corpo, per le amicizie che nascono sul campo e per la gioia di giocare in squadra».
Il Vescovo di Roma chiede dunque che la pratica sportiva sia sempre «una scuola di fraternità e non di sterile rivalità, uno spazio d’incontro e non d’esclusione, una via di pace e non di violenza». Lo sport, infatti, possiede «un linguaggio universale che avvicina le culture, unisce i popoli e semina rispetto, solidarietà e crescita personale».
Infine, il Papa si rivolge a Dio: «Non ci manchi mai il tuo Spirito — è la sua supplica —, che ci rende un’unica squadra, unita a Te, per costruire comunione e fraternità nella storia».
L’orazione del Pontefice arriva in un mese ricco di appuntamenti sportivi, come il Grande Slam del tennis, sport di cui lo stesso Leone XIV è appassionato: domenica prossima, 7 giugno, si concluderà il torneo parigino del Roland Garros, mentre dal 29 giugno al 12 luglio Londra ospiterà le gare di Wimbledon. Il mondo calcistico, inoltre, si prepara a scendere in campo per la coppa del mondo Fifa che per oltre un mese — dall’11 giugno al 19 luglio — si disputerà in sedici stadi di tre diversi Paesi americani: Stati Uniti, Canada e Messico.
«Lo sport è uno di quegli spazi unici in cui l’umanità si incontra davvero — afferma il direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, il gesuita Cristóbal Fones —. È un ponte di dialogo che trascende frontiere, lingue e ideologie. In campo, in pista, in piscina, persone di culture e nazioni diverse condividono lo sforzo, il sacrificio, la gioia della vittoria e il dolore della sconfitta». Costanza, disciplina, «il valore del lavoro ben fatto, l’umiltà davanti ai propri limiti», prosegue il religioso, sono i valori trasmessi dallo sport, insieme a qualcosa che, forse, è ancora «più bello»: ricordarsi che «nessuno vince davvero da solo. Abbiamo bisogno dell’altro».
L’invito del Papa alla preghiera, dunque, esprime la speranza che questi «valori così umani — il rispetto, la solidarietà, la crescita personale — non restino confinati al campo di gioco, ma trasformino il nostro modo di vivere insieme nel mondo».
Non è la prima volta che Leone XIV riflette sul mondo sportivo: basti ricordare la Lettera La vita in abbondanza, pubblicata il 6 febbraio in occasione dell’apertura dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. In tale documento, il Pontefice metteva in guardia dalla dittatura della performance che può indurre al doping, dalla strumentalizzazione politica dello sport e dal considerarlo un videogame.
Rilanciando inoltre il valore dell’incontro, della relazione e dell’accoglienza, «espressioni più semplici e più profonde di umanità riconciliata», Leone XIV incoraggiava «vivamente» tutte le Nazioni a riscoprire e a rispettare la Tregua olimpica quale strumento di speranza, simbolo e profezia di un mondo riconciliato.
Successivamente, lo scorso aprile, ricevendo gli atleti che avevano gareggiato a Milano-Cortina, Leone XIV aveva ribadito questa stessa visione: «Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che sfociano in guerre devastanti — aveva detto —, il vostro impegno assume un valore ancora maggiore: lo sport può e deve diventare davvero uno spazio di incontro! Non un’esibizione di forza, ma un esercizio di relazione».
Non si può, infine, non citare il Giubileo degli sportivi, celebrato a Roma nel giugno 2025, nell’ambito dell’Anno Santo della speranza. Anche in quell’occasione Leone XIV aveva affermato che «lo sport è una via per costruire la pace, perché è una scuola di rispetto e di lealtà, che fa crescere la cultura dell’incontro e della fratellanza». «In una società segnata dalla solitudine, in cui l’individualismo esasperato ha spostato il baricentro dal noi all’io, finendo per ignorare l’altro — aveva concluso — lo sport, specialmente quando è di squadra, insegna il valore della collaborazione, del camminare insieme», divenendo così un importante strumento di ricomposizione e di incontro tra i popoli.
Opera Pontificia affidata alla Compagnia di Gesù, la Rete Mondiale di Preghiera del Papa è presente in oltre 90 Paesi e riunisce una comunità spirituale di più di 22 milioni di persone, impegnate a vivere ogni giorno con disponibilità a collaborare alla missione di Cristo.