MONTHLY NEWSLETTER OF THE COMBONI MISSIONARIES OF THE HEART OF JESUS
DIREZIONE GENERALE
Professioni perpetue
|
Fr. Valverde Paredes José Jean |
Nampula/MO |
09.05.2026 |
|
Sc. N’gbolo-Mecko Christ Jordy Larry |
Bangui/RCA |
09.05.2026 |
|
Fr. Kambale Mathwatere Ghislain |
Beni/Busili//CN |
14.05.2026 |
Ordinazioni
|
Muliza Vincent James |
Blanture/MZ |
09.05-2026 |
|
Celso Samuel Pedro |
Nampula/MO |
09.05-2026 |
|
Gil Fernando |
Nampula/MO |
09.05-2026 |
Opera del Redentore
Giugno 01 – 07 ER 08 – 15 LP 16 – 30 P
Luglio 01 – 15 KE 16 – 31 M
Intenzioni di preghiera
Giugno – Di fronte alla crescente polarizzazione sociale e politica, ai conflitti e alle guerre del nostro mondo, il Signore ci aiuti a essere costruttori di ponti e non di muri, affinché l’amore prevalga sulle barriere che cercano di dividerci. Preghiamo.
Luglio – Per le vittime della tratta: perché il Signore spezzi le catene della loro schiavitù e, per intercessione di san Daniele Comboni e di santa Giuseppina Bakhita, tutti noi lottiamo con coraggio e tenacia contro questa piaga. Preghiamo.
Calendario liturgico comboniano
GIUGNO
|
12 |
Sacratissimo Cuore di Gesù, Titolare dell’Istituto |
Solennità (Togo-Ghana-Benin) |
LUGLIO
|
28 |
Beato Giuseppe Abrosoli |
Memoria |
Ricorrenze significative
GIUGNO
|
1 |
Anniversario della fondazione dell’Istituto |
|
|
3 |
San Carlo Lwanga e compagni, martiri |
Uganda |
|
5 |
San Bonifacio, vescovo e martire |
Memoria DSP (Sud Tirolo, Austria, Germania) |
|
13 |
Cuore Immacolato della B. Vergine Maria |
memoria |
|
23 |
Sabato prima di Pentecoste Maria Vergine Regina degli Apostoli |
memoria |
Pubblicazioni
METIN SEDOTE ALEX CANISIUS, Cessez d’étouffer l’Afrique, Éditions Afriquespoir, marzo 2026, Kinshasa.
L’autore è un missionario comboniano, di nazionalità beninese, attualmente impegnato presso il Centro Afriquespoir di Kinshasa. Il titolo del libro è tratto dal discorso di papa Francesco, pronunciato a Kinshasa il 31 gennaio 2023: «Questo Paese e questo Continente meritano di essere rispettati e ascoltati, meritano spazio e attenzione: giù le mani dalla Repubblica Democratica del Congo, giù le mani dall’Africa! Basta soffocare l’Africa: non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare. L’Africa sia protagonista del suo destino!». Queste parole hanno avuto una grande risonanza in tutto il mondo. Accolte con attenzione, hanno alimentato numerosi dibattiti e sono state avvertire come un accorato appello ai poteri politici esterni a un maggiore rispetto e a una migliore cooperazione per lo sviluppo e la pace nel continente; un invito a rivalutare il posto del continente africano nello scenario mondiale. Ma tre anni dopo, quelle parole sembrano ridursi a un discorso storico il cui impatto sarebbe stato solo emotivo.
Con una prefazione del card. Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa, e una postfazione di padre Elias Simdjalim, questo libro nasce dall’esigenza di riappropriarsi del messaggio di Papa Francesco, ormai considerato un’eredità preziosa. Nella sua veste di africano e di sacerdote missiona-rio, l’autore parte dalla realtà di un’Africa assetata di giustizia, pace e sviluppo integrale, per proporre una lettura analitica di tale messaggio. «Lungi dal limitarsi a un semplice commento commemorativo, questo libro propone una rivisitazione critica, teologica e sociopolitica di tale eredità, intrecciata con la lunga storia dell’Africa e con la sua scottante attualità», afferma il cardinale, per il quale «uno dei grandi punti di forza di questo libro risiede nel suo esplicito radicamento nei principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa».
Infatti, è in una sorta di triangolazione metodologica tra il suddetto messaggio, la Dottrina sociale della Chiesa e la prospettiva missionaria di San Daniele Comboni, riassunta nell’espressione “Salvare l’Africa con l’Africa”, che l’autore trova e propone elementi di risposta all’appello del Papa. Smettere di soffocare l’Africa significa salvare l’Africa con l’Africa, essendole solidali e rispettando la dignità della persona, la destinazione universale dei beni e il principio di sussidiarietà.
Inoltre, in un contesto in cui l’Africa è percepita come «un immenso polmone spirituale per un’umanità in piena crisi di fede e di speranza», secondo l’espressione di Papa Benedetto XVI, e considerando che «il mondo ha bisogno dell’Africa», come afferma il card. Pietro Parolin, l’autore conclude la sua opera formulando l’auspicio di un rinnovato impegno della Chiesa in Africa. Se, al di là degli errori del passato, la Chiesa è sempre stata vicina e presente nella vita dei popoli africani, oggi deve continuare a contribuire, grazie alla sua esperienza in umanità, al rinnovamento cui aspira il continente, nel campo sociopolitico ma soprattutto socioculturale.
BRASIL
Santa Rita – Rinnovo dei voti di fratel Jonatan e fratel Riquito
Il 19 aprile 2026, a Santa Rita, nello stato di Paraíba, fratel Jonatan Josué Chajón Gordillo e fratel Riquito Selemane Muaualo Rodrigues hanno rinnovato i loro voti temporanei, al termine di una “tre giorni” di animazione missionaria e vocazionale nelle comunità della parrocchia di Sant’Antonio, con la partecipazione di padre Musonda Cosmas e padre Dofonnou Dodji Eméric Lionel, impegnati in questo ministero.
I primi due incontri si sono svolti nell’area rurale della parrocchia, con giovani e adulti. Per due giorni sono state presentate la vita di San Daniele Comboni, la nostra vita missionaria e religiosa, il significato dei tre voti religiosi e le testimonianze di Riquito e Jonatan. Il terzo giorno è stato dedicato agli adolescenti e ai giovani dell’area urbana, con la testimonianza della vita del padre Dofonnou. La messa del rinnovo dei voti è stata celebrata nella chiesa parrocchiale, presieduta da padre Cosmas Musonda, consigliere provinciale, incaricato di ricevere il rinnovo della professione religiosa. (Fratel Riquito Selemane Rodrigues, mccj).
Boa Viagem – Voti perpetui di fratel Alfredo Monteiro de Sousa
Il 2 maggio 2026, fratel Alfredo Monteiro de Sousa ha emesso i voti perpetui durante una solenne celebrazione svoltasi nella comunità di San Giuseppe, nel distretto di Águas Belas, municipio di Boa Viagem, nello Stato del Ceará. La presenza di familiari, amici e confratelli di altre comunità ha reso ancora più significativa quella che è stata la prima professio-ne perpetua celebrata ad Águas Belas. L’evento è stato preparato da un triduo vocazionale e visite di animazione alle famiglie del luogo.
Alfredo, tornato in Brasile per l’importante evento, farà presto ritorno alla missione di Marsabit, nel nord del Kenya.
Figlio di contadini e cresciuto in una famiglia di sei fratelli, Alfredo imparò fin da piccolo il valore del lavoro nei campi e della vita semplice. Percorreva più di quattro chilometri per partecipare alla messa con la comunità di San Giuseppe. Presto divenne giovane catechista e ministro della Parola. Dopo aver partecipato a un ritiro vocazionale, decise di diventare missionario comboniano. Iniziò la formazione nel 2008 nel Propedeutico di São Luís do Maranhão. Passò poi al Postulandato di Fortaleza, dove seguì gli studi in Servizio sociale e Sociologia. Dopo due anni di noviziato a Xochimilco (Messico), conclusi con la prima professione il 12 maggio 2018, fu destinato al Centro internazionale per Fratelli a Nairobi (Kenya).
A un gruppo di giovani che gli chiedevano come avrebbe riassunto il suo cammino vocazionale, Alfredo laconicamente rispose: «È stato – e continua ad essere – un percorso caratterizzato da fedeltà, lealtà e radicalità nel seguire Gesù Cristo e il carisma di San Daniele Comboni». (Padre Raimundo Rocha, mccj)
São Paulo – Undici scolastici rinnovano i voti
Il 2 maggio 2026, undici giovani comboniani dello Scolasticato “Nostra Signora di Guadalupe”, a São Paulo, hanno rinnovato i loro voti, durante l’Eucaristica celebrata nella parrocchia del “Divino Spirito Santo”, nella zona est della capitale. La liturgia è stata presieduta da padre Francisco de Assis Coqueiro, consigliere provinciale. Durante l’omelia, padre Francisco ha presentato i voti come «profonda risposta alla chiamata di Dio», esplicitando poi la portata di ciascuno dei tre voti.
Gli scolastici si sono preparati al rinnovo dei voti partecipando a un triduo, con momenti di riflessione personale e comunitaria e, infine, a un ritiro spirituale sul tema “chiamati, consacrati e inviati”. Durante la messa, sono stati incoraggiati a essere fedeli ai voti che stavano per rinnovare, a essere obbedienti ai loro superiori e a vivere la loro consacrazione con gioia ed entusiasmo nella missione per il Regno di Dio.
L’Eucaristia è stata concelebrata da sette sacerdoti, di cui un diocesano, un servita e cinque comboniani. Dopo la messa, c’è stato un pranzo comunitario preparato da membri di ben tre parrocchie: Divino Spirito Santo, Santa Maddalena e San Sebastiano.
È stato un bellissimo momento di condivisione della fede e dello spirito missionario, di amore e fiducia, in cui si è sentita la realizzazione del sogno di Comboni: «Io muoio, ma la mia opera non morirà» (Sc. Maximiano Alumakiyo Maganga, mccj)
EGYPT/SUDAN
Lancio della piattaforma della lingua dei segni a Port Sudan
Sabato 9 maggio, presso il Comboni College of Science and Technology (Ccst) di Port Sudan, è stata lanciata una piattaforma web per l’apprendimento della lingua dei segni in dialetto sudanese, destinata alle persone sorde. A presentare la piattaforma sono intervenuti padre Jorge Naranjo, preside del Ccst e presidente del Consiglio di amministrazione, Mohamed Jib Allah Ali Jib Allah, presidente dell’Unione Nazionale delle persone sorde del Sudan, e Amna Abd Al-Qadir, segretaria del Consiglio per le persone con disabilità dello Stato del Mar Rosso.
La piattaforma offre corsi strutturati in due livelli, con verifica finale, e facilita anche l’accesso a traduttori accreditati, favorendo così l’occupazione, l’inclusione sociale e una maggiore disponibilità di servizi di traduzione qualificati.
Il progetto ha una portata nazionale ed è stato accolto con apprezzamento dalle istituzioni e dalle organizzazioni presenti, tra cui enti internazionali e organismi impegnati nel campo della disabilità.
All’evento erano presenti anche rappresentanti dell’UNICEF, dell’Autorità federale per la regolamentazione delle telecomunicazioni, della Direzione dell’Educazione Speciale del Ministero dell’Istruzione Generale dello Stato del Mar Rosso, di diverse organizzazioni di persone con disabilità, delle scuole comboniane, della Chiesa cattolica e della Chiesa episcopale, nonché i gruppi dell’Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli (Aispo) e del Ccst coinvolti nel progetto. Il cantante non vedente Ameen Omer Hamid ha concluso la cerimonia con un brano speciale, composto per l’occasione.
L’iniziativa è stata finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e realizzata da Aispo, dal Ccst e dall’Unione Nazionale Sudanese delle Persone Sorde, che contribuirà a diffonderne l’utilizzo in tutta la nazione. (Padre dott. Jorge C. Naranjo Alcaide, mccj)
ESPAÑA
Incontri con i familiari dei comboniani e gli “Amici della missione”
Come da tradizione, anche quest’anno la comunità della sede provinciale di Madrid ha organizzato due attesissimi incontri annuali: il giorno 17 maggio, con circa 40 familiari dei confratelli della zona centrale della Spagna, accolti nella “Sala Farè”, e il giorno 29, con oltre 60 “Amici della missione”, nella più ampia “Sala delle esposizioni” della rivista Mundo Negro.
Ad animare ambedue gli incontri è stato il missionario comboniano madrileno padre Rafael Armada, di recente rientrato dal Sudafrica, dopo avervi trascorso 20 anni di missione. Sia al primo che al secondo gruppo, padre Rafeal ha narrato in maniera avvincente la sua esperienza nel paese africano.
In apertura dei due eventi, padre Rafael ha voluto proiettare una clip con il canto Nkosi Sikelel’ iAfrika (“Dio benedica l’Africa”), l’inno nazionale sudafricano del periodo post-apartheid. Ha spiegato: «Quest’inno è una vera e propria preghiera, ed è sempre usato per iniziare qualsiasi evento importante nel paese di Nelson Mandela».
Padre Rafael ha ripercorso alcune delle esperienze più significative che hanno segnato i suoi anni in Sudafrica, in particolare ad Acornhoek e Waterval, dove arrivò nel 2001, poco dopo la sua ordinazione sacerdotale. «Furono anni di intensa attività pastorale, in un contesto segnato dalla diffusione dell’HIV/Aids. Mi sono subito trovato coinvolto nell’accompagnamento di gruppi di sostegno nelle cliniche, soprattutto gruppi di donne, nel visitare le persone infette e nell’organizzare laboratori di sensibilizzazione sulla sieropositività», ha ricordato.
Rientrato in Spagna nel 2010, vi rimase sei anni, impegnato per lo più negli studi di giornalismo, per poi tornare in Sudafrica, destinato al Centro pastorale diocesano di Lydenburg, in équipe con altri operatori pastorali e leader di diverse associazioni della diocesi di Witbank.
Un altro aspetto importante della sua esperienza missionaria è stata l’animazione missionaria a Silverton, nella diffusione della rivista comboniana Worldwide, della quale è stato direttore per oltre cinque anni. Ha ricordato: «Nei fine settimana, uscivo assieme a due laici per l’animazione missionaria nella zona di Pretoria e Johannesburg».
Dal 1° maggio 2026, padre Rafael Armada è membro della provincia di Spagna. Nato a Madrid in una famiglia numerosa di dieci figli – cinque maschi e cinque femmine – è entrato nel postulandato comboniano di Granada nel 1992. Ha fatto il noviziato a Santarém, in Portogallo, e, dopo aver professato i primi voti nel 1996, è stato destinato allo scolasticato internazionale di Nairobi, in Kenya. (Padre Gbama Nsusu Boniface, mcci)
Fiere del libro
Nel corso del 2026 i libri e le pubblicazioni della Casa Editrice Mundo Negro saranno presenti in nove fiere del libro in tutta la Spagna. La prima si è svolta a Granada.
Con il motto “Un impegno per l’Africa e la Missione”, i missionari comboniani sono presenti nelle piazze e nelle strade di diverse città che ospitano questi eventi culturali, che per noi rappresentano anche un’occa-sione di animazione missionaria qualificata. Le nostre pubblicazioni raggiungono un pubblico eterogeneo che va oltre i cristiani praticanti, e questo fa parte del nostro carisma missionario.
Finora, oltre a Granada, siamo stati a Valencia, Salamanca e León. Prossimamente saremo nella Plaza Mayor di Valladolid e alla grande Fiera del Libro di Madrid, senza dubbio la più importante per durata, affluenza e vendite.
Verso la fine dell’estate, la Casa Editrice Mundo Negro parteciperà alle fiere del libro di Palencia, El Casar (Guadalajara) e Murcia. Se la vendita di libri per far conoscere l’Africa e mostrare il nostro impegno nella missione è importante, altrettanto importante è poter salutare gli abbonati alle riviste Mundo Negro e Aguiluchos, come pure i tanti amici, familiari e conoscenti che visitano i nostri stand.
ITALIA
Convegno Fratelli 2026 – “Riuniti per andare oltre, insieme”
Il Convegno dei Fratelli Comboniani della provincia italiana si è tenuto dal 28 aprile al 1° maggio 2026 presso la casa della curia generalizia a Roma e ha affrontato il tema dell’“Andare oltre”, riprendendo l’invito che fu rivolto dal compianto Papa Francesco ai confratelli capitolari nel 2022 ed è stato al centro anche di una recente Lettera del consiglio generale sulla Missione indirizzata all’intero Istituto.
L’incontro ha visto la partecipazione di oltre 20 fratelli della provincia italiana, della curia, e di altre province europee già presenti nella casa generalizia per l’incontro dei responsabili dei media comboniani in Europa.
Il programma del convegno ha permesso di alternare momenti di ascolto, meditazione, confronto con realtà che ci interpella, e di fraternità.
Tutti i partecipanti sono arrivati nella serata del 28 aprile. La giornata del 29 è stata dedicata all’ascolto di tre testimonianze missionarie: fratel Alberto Degan ha presentato la sua esperienza con gli afro-ecuadoriani a Guayaquil; fratel Simone Bauce ha condiviso la sua esperienza con due popoli indigeni nell’Amazzonia brasiliana; fratel Pablo Ostos ha raccontato la propria storia vocazionale, soffermandosi sull’esperienza vissuta in Mozambico.
Nel pomeriggio, si è avuto un momento di incontro con il Cammino di Agar, un’associazione che fa parte del coordinamento diocesano di Roma, impegnata nella lotta contro la tratta e nel sostegno a donne e bambini in situazioni di vulnerabilità, ispirandosi alla figura biblica di Agar, la schiava egiziana di Sara, divenuta moglie di Abramo ma allontanata con il figlio Ismaele per garantire l’eredità al figlio avuto con Sara. Agar, disperata nel deserto, viene soccorsa da un angelo, che le promette che il figlio Ismaele diventerà padre di una grande nazione. Figura di sofferenza e di esclusione, Agar è pur sempre una donna cercata e amata da Dio, da cui riceve protezione e dignità.
Al significativo servizio offerto dall’associazione collaborano anche tre fratelli della Curia. Sono state ascoltate due testimonianze molto toccanti di persone transgender, ed è stata visitata la mostra Voci dai margini – storie e immagini di donne transgender a Roma, allestita in un salone. La giornata si è conclusa con una pizza insieme.
La mattinata del 30 è stata dedicata all’approfondimento biblico. Fratel Giandomenico Placentino, monaco e responsabile della Comunità di Bose, a Ostuni (Brindisi), ha proposto un percorso sul tema “Andare oltre”, a partire da quattro testi degli Atti degli Apostoli:
È seguito un tempo di silenzio e approfondimento personale. Prima della conclusione, è stato possibile rivolgere alcune domande a fratel Giandomenico e condividere con lui alcune riflessioni.
Il pomeriggio è stato dedicato alla visita di due realtà presenti da anni nella città di Roma. La prima è stata l’Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Profughi (ACSE), opera iniziata da padre Renato Bresciani (1914–1985), comboniano, e ancora oggi affidata all’Istituto. A breve, l’associazione diventerà Opera Comboniana di Promozione Umana (OCPU) e avrà una funzione di riferimento nel continente europeo.
La seconda è stata Spin Time, che è oggi, a tutti gli effetti, un modello di autorecupero ed esempio di rigenerazione urbana, uno spazio polifunzionale la cui governance è condivisa tra i diversi attori che ne compongono l’ecosistema e le cui porte sono di fatto sempre aperte alla città. È una bussola nella discussione sul diritto all’abitazione e un punto di riferimento per il quartiere Esquilino. Nata nell’ottobre 2013 con l’occupazione di un palazzo di 10 piani (21.000 mq) nel rione Esquilino di Roma da parte del movimento per il diritto all’abitare “Action”, Spin Time rappresenta un’offerta sociale e culturale di servizi accessibili, un luogo che continua a rimettersi in discussione e a darsi nuovi stimoli e obiettivi.
La giornata del 1° maggio, festa di san Giuseppe Lavoratore, patrono dei fratelli, è stata dedicata agli input di padre Luigi Codianni e di fratel Alberto Lamana, rispettivamente superiore generale e consigliere generale. Si è riflettuto su diversi temi che preoccupano e impegnano l’Istituto: il processo di accorpamento delle circoscrizioni; la rilettura del carisma comboniano in chiave non eurocentrica; la sostenibilità economica; le riviste comboniane nel mondo e i Centri di Animazione Missionaria (CAM); l’evangelizzazione come Famiglia Comboniana; la presenza dei fratelli nelle pastorali specifiche e nella OCPU. L’incontro si è concluso con la celebrazione eucaristica, alla quale è seguito il pranzo.
Durante il convegno si è respirato un clima “di famiglia”. Anche se non tutti i fratelli si conoscevano, dopo i primi momenti di convivenza ci si è sentiti a proprio agio, grazie alla fraternità e alla comunione manifestate da tutti i partecipanti.
Si è rinnovato l’impegno a proseguire con questo appuntamento annuale. Il prossimo anno sarà organizzato a livello europeo, sempre in prossimità del 1° maggio. (Fratel Simone Bauce, mccj)
Brescia – In ricordo di mons. Giovanni Migliorati (1942-2016)
Una serata “missionaria” molto intensa quella vissuta la sera del 12 maggio a Bassano Bresciano, un paese della Bassa bresciana, dove la comunità cristiana, assieme alla comunità comboniana di Brescia, ha ricordato il decimo anniversario della morte di mons. Giovanni Migliorati, vescovo di Hawassa (Etiopia), originario di questo paese, dove vivono i suoi fratelli e familiari.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da padre Giovanni Baccanelli, compagno di mons. Giovanni sia nelle prime tappe della formazione che nella missione in Etiopia. Nell’omelia, oltre a far memoria degli anni vissuti insieme, ha sottolineato — partendo da una frase di Papa Francesco in Evangelii Gaudium («Io sono una missione su questa terra», 273) — proprio questo aspetto incarnato nella vita missionaria del vescovo: «La missione è stata il cuore della sua personalità, della sua spiritualità e della sua azione pastorale».
Dopo la celebrazione, c’è stato un momento conviviale fraterno, seguito dalla recita del rosario nel cortile dell’oratorio per la pace nel mondo e per la missione comboniana. Successivamente, ci si è riuniti nella nuova sala parrocchiale per un incontro-testimonianza in ricordo del vescovo, con la partecipazione di padre Giuseppe Cavallini, direttore della rivista Nigrizia e a lungo missionario in Etiopia, dove ha collaborato con mons. Migliorati.
Padre Giuseppe ha aiutato i presenti a cogliere la realtà dell’Etiopia nei diversi periodi della sua storia recente. È in questo contesto che mons. Giovanni, prima come sacerdote missionario e poi come vescovo, ha vissuto e operato. «È stato un uomo deciso, totalmente dedito a costruire, a collaborare e a far crescere la Chiesa locale. Conoscitore della cultura e di diverse lingue locali, ha saputo unire saggezza e impegno per inculturare il Vangelo nel cuore della gente. Potremmo dire – facendo uso del nuovo paradigma della missione che caratterizza l’odierna riflessione comboniana – che mons. Giovanni ha davvero vissuto e si è impegnato per una “missione decoloniale”, che mira a smantellare le gerarchie razziali, culturali ed economiche ereditate dal colonialismo».
Mons. Migliorati è morto a Brescia all’età di 73 anni, come “servo buono e fedele”, e il suo intenso impegno sta ancora portando buoni frutti.
(Padre Girolamo Miante, mccj)
Padova – “Festa degli amici”
La comunità comboniana di Padova ha celebrato, domenica 10 maggio 2026, la “Festa degli amici”, dopo un anno di pausa dovuto ai lavori di ristrutturazione della casa, per fare spazio alla nuova residenza universitaria. All’incontro hanno partecipato circa cinquanta tra amici, volontari e collaboratori, uniti dallo spirito comboniano.
Dopo un momento dedicato all’accoglienza, padre Gaetano Montresor ha presentato i membri della comunità, ricordando anche confratelli defunti o trasferiti, e illustrando le attività locali – tra cui le “Feste dei Popoli” –, iniziative missionarie e percorsi formativi ispirati alla Laudato si’.
Padre David Costa Domingues, vicario generale, ha approfondito i valori della missione comboniana, richiamando il carisma di Daniele Comboni e sottolineando l’impegno verso gli ultimi. Ha inoltre presentato alcune esperienze missionarie internazionali e offerto uno sguardo sulla situazione attuale dell’Istituto, evidenziando il forte dinamismo delle vocazioni africane. La giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica e un momento conviviale, in un clima di fraternità, gioia e condivisione.
Firenze – Gemellaggio tra l’Oasi Laudato Si’ di Firenze e il Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo
Il 16 maggio 2026 sarà ricordata come una data speciale per il territorio fiorentino e la sua comunità ecclesiale. In una giornata caratterizzata da un’alternanza tra pioggia rigenerante e luminosi sprazzi di sole, l’Oasi Laudato Si’ di Firenze ha celebrato il gemellaggio con il Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo, progetto fortemente voluto da Papa Francesco come laboratorio concreto di conversione ecologica e fraternità universale. La cerimonia del gemellaggio si è svolta in un clima di profonda gioia. Sull’esempio del Borgo Laudato Si’, anche l’Oasi Laudato Si’ di Firenze diventa un laboratorio vivente di conversione ecologica e di pace.
A coordinare e moderare con maestria l’intera giornata è stato Lorenzo Orioli, presidente dell’Associazione Oasi Laudato Si’ Firenze ETS, che ha saputo tessere le fila dei vari interventi, sottolineando come l’Oasi sia nata proprio per tradurre in gesti concreti le encicliche di Papa Francesco, Laudato si’ e Fratelli tutti.
Il saluto di benvenuto è stato affidato a padre Pietro Ciuciulla, superiore provinciale dei missionari comboniani in Italia. Le sue parole hanno toccato corde profonde, ricordando come, per il nostro Istituto, la cura del creato non sia un tema accessorio, ma una componente essenziale della missione. Padre Pietro ha ribadito l’impegno instancabile dei comboniani nei campi della giustizia, della pace e dell’integrità del creato, evidenziando come la difesa dell’ambiente sia indissolubilmente legata alla dignità dei popoli più vulnerabili.
Il cuore dell’evento è stata la visita guidata curata da Paolo Luzzi, terziario francescano e un botanico illustre. Il percorso esperienziale dell’Oasi si articola in sette spazi, che invitano alla riflessione: il Giardino dei Popoli, l’Orto di San Francesco e l’Aiuola di Santa Ildegarda, il Giardino dei Frutti, il Giardino degli Olivi – dedicato alla olivoterapia –, la Stanza delle Farfalle e delle Api, il Giardino dell’Accoglienza e il Malbes di San Daniele Comboni.
Il momento più solenne ha visto il cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, piantare un ulivo proveniente dai Giardini Vaticani, simbolo del legame tra Firenze e il Vaticano. In risposta, l’Oasi ha donato un raro esemplare di iris florentina, l’iris primigenio da cui deriva il giglio di Firenze, simbolo di una bellezza fragile che richiede custodia e amore.
Il gemellaggio tra l’Oasi Laudato si’ di Firenze e il Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo rappresenta oggi un importante segno di speranza. In un tempo segnato da crisi ambientali, guerre e divisioni sociali, questa iniziativa testimonia che è possibile costruire percorsi di pace, sostenibilità e fraternità attraverso la collaborazione tra comunità ecclesiali e realtà territoriali.
Prima di concludere la mattinata, l’attenzione si è spostata sulla presentazione approfondita del libro Racconti di alberi e fede (Tau Editrice, 2025) di Paolo Luzzi, un’opera preziosa arricchita dalla prefazione dello stesso cardinale Baggio. Luzzi propone un viaggio affascinante che lega la botanica alla spiritualità, mettendo in luce come gli alberi siano stati protagonisti della tradizione biblica e simboli di fede. Durante il dibattito è emerso con forza che la crisi ecologica non può essere risolta soltanto con la tecnologia, ma richiede una conversione del cuore. Gli alberi, nel loro silenzioso protendersi verso l’alto, diventano maestri di questa nuova postura interiore nei confronti di Dio e della Terra.
La giornata si è conclusa con un’agape fraterna, durante la quale i partecipanti hanno condiviso il cibo e la gioia dell’incontro. Sotto il cielo di Firenze, tra il prato bagnato dalla pioggia e il calore del sole ritrovato, il gemellaggio ha confermato una certezza: la cura della casa comune è una missione che, se vissuta insieme, può davvero generare speranza per il futuro.
Roma – Assemblea ACSE
Domenica 17 maggio si è svolta nella sede Acse l’assemblea dei soci. In generale, si può dire che l’anno 2025 è stato positivo per la continuità e la molteplicità dei servizi, con una grande partecipazione dei soci, dei membri del Consiglio direttivo, dei responsabili dei servizi e dei numerosi volontari (oltre 80) nelle diverse attività.
Il Consiglio direttivo e i responsabili dei servizi si sono riuniti regolarmente per valutare le situazioni e prendere le opportune decisioni. A questi incontri si aggiungono quelli dei singoli settori e i numerosi incontri informali e personali, atti a garantire una conduzione serena e partecipata delle attività, con grande beneficio per i migranti.
I migranti che usufruivano dei servizi Acse (cure odontoiatriche, corsi di italiano, distribuzione viveri, ecc.) alla fine del 2025 erano 1.094. Al 15 maggio 2026 erano 1.315. Le nazionalità dei migranti assistiti sono 71.
I vari servizi – I corsi di italiano sono 13, di cui 7 in presenza e 6 online. Le borse di studio per migranti universitari sono 39. Nel 2025 sono state fatte 53 distribuzioni di viveri e altro materiale, per un totale di 3.850 pacchi e oltre 80 tonnellate tra viveri e materiale per l’igiene. Durante l’assemblea sono stati presentati i fratelli Antonio Soffiantini e Pablo Ostos Hunoc della comunità “Opera comboniana promozione umana” (OCUP).
L’Assemblea, oltre a offrire la possibilità di individuare eventuali nuovi consiglieri, ha prorogato all’unanimità l’attuale Consiglio direttivo fino alla fine del 2026, con l’impegno di convocare un’assemblea straordinaria per l’elezione del nuovo Consiglio direttivo nel gennaio 2027.
Padova – nel solco della laudato si’. accogliere i limiti – Cura della persona e salvaguardia dell’ambiente in ottica “One Health”
La quarta e ultima serata del percorso Nel solco della Laudato si’ – Accogliere i limiti, dedicata al tema Cura della persona e salvaguardia dell’ambiente in ottica “One Health”, si è svolta il 22 maggio 2026 a Padova, nella Sala Comboni della casa comboniana.
Il primo intervento, della dottoressa Vitalia Murgia, dell’Associazione Medici per l’Ambiente, ha avuto come titolo: Usare i farmaci e i prodotti per la cura della persona rispettando l’ambiente. È seguito l’intervento del professor Fabrizio Bianchi, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa, sul tema: Verso una sanità verde: meno impatto delle cure su persone e ambiente.
Le antropologhe Amalia Campagna, dell’Università Statale di Milano, e Viola Di Tullio, della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Guido Carli e dell’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) di Pavia, hanno poi dialogato sul tema: Cura dell’ambiente e ambiente della cura. Un dialogo tra antropologia medica e ambientale.
È stato un appuntamento di riflessione e divulgazione volto a sostenere che il limite accolto non è privazione, ma una risorsa verso un benessere diverso, autentico, sostenibile e accessibile a tutti. Il limite può rappresentare la via più sicura per affrontare «quella sola e complessa crisi socio-ambientale» (LS 139) di cui tutti soffriamo, soprattutto i più poveri e vulnerabili.
Occorre, infatti, raggiungere un equilibrio all’interno del sistema ambientale e sociale che eviti il dramma di una società “a somma zero”, nella quale, da un lato, si produce malattia e, dall’altro, si curano le patologie derivanti da politiche sbagliate. Papa Francesco, mentre confermava che è sempre possibile sperare, invitava a sviluppare una «amorevole consapevolezza» riguardo a questa casa comune – la creazione – nella quale vivono tutti gli esseri, compreso quello umano; una casa condivisa, in cui si agisce in base ai valori che ci stanno a cuore (LS 220).
Seguendo l’impostazione della Laudato si’, è sulla base delle «tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra» che nasce l’impegno a mettersi in cammino «su una rotta che ha bisogno di cambiare» (LS 66, 202). Un impegno ad abbracciare il giusto posto nell’ordine e nel dinamismo che il Creatore ha stabilito e a intraprendere urgentemente nuovi modi di vivere con «creatività ed entusiasmo» (LS 220, 221).
Quirinale – Presentazione del Mondiario al presidente Sergio Mattarella
Mercoledì 27 maggio, una delegazione di confratelli, capeggiata dal provinciale d’Italia, padre Pietro Ciuciulla, e accompagnata dal superiore generale, padre Luigi Codianni, è stata ricevuta al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella a cui è stata consegnata copia del Mondiario 2026-27, il diario scolastico per ragazze e ragazzi della scuola primaria. La delegazione era formata anche da fratel Antonio Soffientini, all’origine dell’iniziativa di coinvolgere il presidente Mattarella, Jessica Cugini, redattrice del Il Piccolo Missionario (PM) e autrice principale del Mondiario, dai padri Dario Bossi e Aurelio Boscaini, direttore del PM, e dal giornalista romano Brando Ricci, redattore di Nigrizia.
Un simpaticissimo incontro quello con Mattarella (gentile anche tutto il personale di servizio al Quirinale) per presentargli, appunto, il Mondiario dedicato agli 80 anni del voto alle donne in Italia, alla Costituente, con particolare attenzione al valore aggiunto rappresentato dalle 21 “madri costituenti”, in primis dall’apporto delle 5 che facevano parte del gruppo dei 75 incaricati di redigere materialmente la Costituzione, e alla nascita della Repubblica (2 giugno 1946).
Jessica, nella sua presentazione del lavoro, ha sottolineato l’importanza pedagogico-didattica del conoscere com’è nata la nostra Repubblica e del fatto che anche le nuove generazioni, originarie di paesi lontani, entrino a far parte consapevolmente della vita del paese che li ha accolti, lasciandosi coinvolgere nella sua storia democratica.
Al presidente, profittando dell’occasione, abbiamo voluto ricordare il conflitto in corso da più di 3 anni in quel paese caro al cuore di ognuno di noi, il Sudan. Brando Ricci, nel presentare la situazione drammatica che il paese di san Daniele Comboni vive, ha ricordato l’intreccio di interessi delle potenze straniere nel conflitto. Padre Codianni è intervenuto per auspicare che l’ambasciatore italiano possa presto far ritorno nel paese.
Nel rispondere a braccio, il presidente ha detto di essere a conoscenza di quanto avviene in Sudan, definendo come la più grave crisi umanitaria degli ultimi anni quanto il Sudan sta vivendo. Ha ringraziato i comboniani (non ha lesinato… elogi) per il lavoro che svolgono in tanti paesi del mondo, anche tramite le loro riviste (Nigrizia, il PM, quindi informazione e formazione), e con il loro restare tra la gente che soffre (garantendo scuola e salute…), così da non far mai mancare la speranza. Anche qui in Italia tra i migranti (a cui i comboniani in Italia sono particolarmente attenti e a cui dedicano tante energie). L’Italia, il popolo italiano, ha tenuto a sottolineare il presidente, è frutto dell’amalgama dei tanti apporti, a volte di intere etnie (e oggi dei milioni di migranti), di quanti sono approdati, fin dai tempi dei romani, sul nostro territorio.
Al presidente Mattarella tutto il nostro grazie più sincero per l’attenzione che ha voluto accordarci.
MALAWI-ZAMBIA
Ordinazione sacerdotale e prime professioni
Il 2 maggio 2026, i missionari comboniani della provincia di Malawi-Zambia hanno vissuto la gioia dell’ordinazione sacerdotale di Vincent James Muliza, missionario comboniano originario del Malawi. La celebrazione eucaristica si è svolta presso la parrocchia di San Kizito a Lisungwi, nell’arcidiocesi di Blantyre (Malawi). A presiedere il rito è stato l’arcivescovo Thomas Luke Msusa, ordinario del luogo, alla presenza di oltre mille persone provenienti da diversi contesti di vita.
Tra i presenti vi erano padre Andrew Bwalya, superiore provinciale, membri della famiglia comboniana, sacerdoti diocesani, religiosi e religiose, nonché numerosi di fedeli. Anche autorità civili e tradizionali hanno preso parte alla colorata cerimonia.
La celebrazione è stata vivace e profondamente comunitaria, caratterizzata da canti, trilli di gioia e danze, espressione della grande letizia dell’evento. Nell’omelia, a partire dalle letture del giorno, mons. Msusa ha ricordato all’assemblea la voce silenziosa di Dio che continua a chiamare le persone a partecipare al suo disegno di salvezza. Ha affermato: «Come Abramo nella prima lettura, Dio cerca persone attraverso le quali poter benedire il suo popolo». Rivolgendosi ai giovani presenti, li ha esortati a imparare ad ascoltare la voce silenziosa di Dio in mezzo alle tante voci forti che incontrano ogni giorno. Li ha quindi incoraggiati ad avere il coraggio di uscire dalle proprie zone di comfort e ad accogliere il progetto di Dio per la loro vita, come fece Abramo.
Rivolgendosi all’ordinando, l’arcivescovo Msusa lo ha invitato a modellare la sua vocazione sacerdotale e missionaria su Gesù, che, come proclamato nel Vangelo del giorno, «non aveva dove posare il capo». Lo ha esortato ad abbracciare i voti religiosi con fede e a riconoscere la propria vocazione come mistero e dono.
Per quanto riguarda la missione, l’arcivescovo ha evidenziato tre dimensioni fondamentali. Anzitutto, ha invitato il diacono Vincent a essere profetico, annunciando il Vangelo sia che venga accolto sia che venga rifiutato, e denunciando con coraggio il peccato e il male, anche a costo della persecuzione.
In secondo luogo, lo ha esortato a rimanere vicino alla gente, specialmente ai poveri e ai più abbandonati, nello spirito di san Daniele Comboni. Infine, lo ha incoraggiato a santificare la Chiesa e il popolo di Dio mediante la celebrazione dei sacramenti.
Al termine della celebrazione eucaristica, padre Andrew ha ringraziato Dio per il dono di padre Vincent all’Istituto e alla Chiesa. Ha poi espresso la sua gratitudine all’arcivescovo per aver ordinato padre Vincent nella sua parrocchia di origine, e ai genitori del neo-ordinato per aver offerto il loro figlio alla Chiesa e all’Istituto comboniano. Richiamando la vivida immagine di san Daniele Comboni, secondo cui il missionario deve avere «le ginocchia di un cammello e lo stomaco di un maiale», padre Andrew ha incoraggiato padre Vincent a essere un sacerdote, religioso e missionario contraddistinto dalla preghiera e dallo zelo.
Indossando gli abiti con simboli e scritte comboniani, diversi gruppi provenienti dalla parrocchia e da altre comunità hanno offerto doni a padre Vincent in segno di gratitudine e apprezzamento per la sua generosa risposta alla chiamata di Dio. La celebrazione si è conclusa con un momento conviviale.
È stata una doppia benedizione per la provincia Malawi-Zambia, poiché nello stesso giorno, a Namugongo, Kampala (Uganda), quattro novizi della nostra provincia hanno emesso la loro prima professione religiosa. Non potendo beneficiare del dono della bilocazione, il superiore provinciale è rimasto in Malawi per l’ordinazione sacerdotale.
I neo-professi e le rispettive destinazioni per lo scolasticato sono: Michael Mwambila Sakala (Kinshasa), Fiskani Juweka Gondwe (Graz), David Phiri (Lima) e Damianal Steven (Nairobi). Il neo-ordinato, padre Vincent James Muliza, è stato destinato in Costa Rica per il suo primo incarico missionario.
La provincia di Malawi-Zambia rende grazie a Dio per il dono di questi confratelli e augura loro un ministero fecondo nelle rispettive destinazioni. (Padre Andrew Bwalya, mccj)
MESSICO
Prima professione religiosa di tre novizi a Xochimilco
Lo scorso 16 maggio tre novizi hanno professato i loro primi voti temporanei presso il noviziato continentale di Xochimilco, a Città del Messico. César Adrián Avitud Guerrero, Aristóteles Hegel Ortega Trinidad (entrambi messicani) e Luis Enrique Fuentes Mejía (originario di El Salvador) si sono consacrati a Dio per la missione nel nostro istituto. Erano presenti familiari, amici e numerosi comboniani e comboniane che hanno voluto essere loro vicini in questo primo passo di un cammino che li porterà a donare la loro vita all’annuncio del Vangelo.
La celebrazione è stata presieduta da padre Mario Alberto Pacheco, superiore provinciale. A concelebrare con lui c’erano padre Enrique Sán-chez, provinciale dell’America Centrale, i formatori del noviziato, i padri Leonardo Leandro e Abel Torres, e padre Elías Arroyo, che sarà il nuovo maestro dei novizi.
Nella sua omelia, padre Mario ha invitato i tre neo-professi a seguire le orme di San Daniele Comboni nel dono di sé a Dio per il servizio missionario e a imitare la disponibilità di Abramo nel lasciare la propria terra per aprirsi ad altre culture, ovunque saranno inviati, perché «la vita religiosa consiste nella ricerca di Dio per poi portarlo agli altri». Al termine della messa, padre Enrique li ha esortati a donarsi completamente: «Oggi l’istituto ha bisogno di voi. Venite a dare il meglio di voi stessi».
César Adrián continuerà i suoi studi presso lo scolasticato internazionale di Lima, in Perù; Luis Enrique Fuentes è stato destinato allo scolasticato internazionale di Casavatore, in Italia; Aristóteles Hegel andrà allo scolasticato internazionale di Pietermaritzburg, in Sudafrica.
MOZAMBICO
Professione perpetua di Ronaldo Mateus Mulima
Lo scolastico mozambicano Ronaldo Mateus Mulima ha emesso i voti perpetui il 26 aprile, IV domenica di Pasqua, detta “domenica del Buon Pastore”, giorno in cui Chiesa celebra la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. La cerimonia ha avuto luogo nella la parrocchia di San Giovanni XXIII, a Chitima, diocesi di Tete. Mulima è originario di Meti, una delle comunità della parrocchia di Lalaua, assistita dai comboniani, nell’arcidiocesi di Nampula.
L’Eucaristia domenicale è stata presieduta da padre José Joaquim Luís Pedro, superiore provinciale. Alla cerimonia hanno partecipato anche i padri Juan Arenas, parroco di “San Giovanni XXIII”, James Kasitomu, Moisés Daniel, Crespim Baraja, Jonasse Seventine e Josef Abebayehu, nonché lo scolastico Felizardo Azevedo.
Nell’omelia, padre José Joaquim ha sottolineato l’importanza e l’esigenza della consacrazione perpetua, evidenziando che si tratta di una decisione libera, frutto di un lungo discernimento, che impegna il religioso missionario a vivere con fedeltà i voti di povertà, castità e obbedienza per tutta la vita. Ha inoltre ricordato che questo incarico non può essere compiuto con ipocrisia, ma con responsabilità e serietà davanti a Dio e all’Istituto.
Il celebrante ha anche evidenziato il valore testimoniale della professione perpetua, che sfida i giovani e gli adolescenti a considerare la vita consacrata e missionaria come una scelta di vita. Ispirandosi a San Daniele Comboni, ha ricordato che la missione si realizza anche in mezzo a sofferenze e incomprensioni, e che il consacrato è chiamato a guidare le pecore verso l’unica porta che è Cristo.
La celebrazione ha assunto un significato speciale in quanto si è svolta nell'anno in cui i comboniani festeggiano gli 80 anni di presenza in Mozambico, una tappa storica che rafforza l’impegno dell’Istituto nell’opera di evangelizzazione e di servizio missionario alle comunità cristiane locali. «Questa professione perpetua del nostro confratello Mulima ci mostra come la consacrazione a Dio sia un dono e, allo stesso tempo, un segno di speranza, perché garantisce la continuità della nostra missione comboniana in Mozambico», ha concluso il superiore provinciale.
Quattro giovani rafforzano le file comboniane in Mozambico
Il carisma di San Daniele Comboni continua a essere vivo e a portare frutti sul suolo mozambicano. Prova di ciò sono le ordinazioni sacerdotali di Celso Samuel Pedro e Gil Fernando, l’ordinazione diaconale di Ronaldo Mateus Mulima, e i voti perpetui di fratel José Jean Valverde Paredes. Tutto è avvenuto nella stessa celebrazione svoltasi sabato scorso, 9 maggio, nella parrocchia di Santa Cruz, a Muahivire, città di Nampula.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Inácio Saúre, arcivescovo metropolita di Nampula e presidente della Conferenza episcopale del Mozambico (Cem). Erano presenti anche padre José Joaquim Luís Pedro, superiore provinciale, e padre José de Jesús Villaseñor Gálvez, segretario generale della formazione, giunto da Roma. Numerosi confratelli, sacerdoti, religiosi e religiose, assieme a una moltitudine di fedeli, erano presenti alla festa. I canti liturgici hanno espresso il senso profondo della celebrazione: lode e rendimento di grazie a Dio per il dono vocazionale di questi quattro giovani. In verità, la bontà di Dio non cessa di operare meraviglie!
La missione esige santità – Nell’omelia, l’arcivescovo Saúre ha insistito sul fatto che «la missione esige santità e testimonianza di vita». Ha inoltre sottolineato che il sacerdozio non deve essere visto come un traguardo, bensì come una tappa importante verso il vero obiettivo: «essere un buon discepolo di Gesù Cristo al servizio del Regno di Dio».
Tenendo presente la giovinezza degli ordinandi, il presule, dopo aver ricordato le parole di Papa Francesco – «I giovani sono l’adesso di Dio» –, li ha anche invitati a saper valorizzare la saggezza e l’esperienza degli anziani. Ha quindi aggiunto: «Questi nostri fratelli non sono ordinati per risolvere tutti i problemi sociali delle famiglie, sia le loro che quelle altrui», perché il vero scopo della missione è l’evangelizzazione, che include le dimensioni spirituale, umana e comunitaria.
Gioia e impegno – L’assemblea ha intonato con entusiasmo, in lingua macua, il canto Elulu yopiwe nathapele Apwiya Muluku anira sottikiniha! (“Acclamate con grida di gioia, lodando il Signore Dio che ha fatto meraviglie!”). Le famiglie dei nuovi ordinati hanno espresso particolare gratitudine a Dio, che chiama, accoglie e consacra, e si sono impegnate a continuare a pregare per questi loro familiari. A loro hanno detto: «Nei giorni di stanchezza, non dimenticatevi che c’è una famiglia che prega per voi».
«Andate dove nessuno vuole andare» – Anche padre José de Jesús ha voluto esprimere la sua gioia nel vedere che Dio continua a chiamare tanti giovani, nonostante le loro fragilità, perché vadano ad annunciare il Vangelo a tutti i popoli della terra. Ha incoraggiato i quattro giovani confratelli a non dimenticare l’importanza di questo giorno e a mantenersi disponibili per la missione, seguendo le orme del nostro Fondatore, San Daniele Comboni, soprattutto tra i più poveri e abbandonati: «Oggi il Signore ha posto nelle vostre mani il calice e il pane... Non dimenticate mai questo giorno. Non abbiate timore di andare là dove nessuno vuole andare». Ha infine ricordato loro che la missione non è opera individuale, ma va vissuta sempre in comunione con gli altri e con tutta la Chiesa: «Non siete mai soli. Comboni e tutta la Chiesa camminano con voi». (Padre Sérgio Vilanculo, mccj
PORTUGAL
Padre Manuel nominato direttore nazionale delle POM
Padre Manuel Augusto Lopes Ferreira è stato nominato direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Portogallo per un mandato di cinque anni, incarico che ha accettato con disponibilità e senso di servizio ecclesiale. Intervistato dall’Agenzia Ecclesia, a Fátima, il nuovo direttore ha sottolineato il rischio che l’idea di una “Chiesa in uscita” rimanga solo uno slogan, senza tradursi in iniziative concrete capaci di rinnovare lo slancio missionario delle comunità.
Secondo padre Manuel, le POM devono avere il compito di animare e sostenere la vita missionaria della Chiesa, a partire da momenti significativi come la Giornata Missionaria Mondiale, ma anche attraverso una più ampia rete di iniziative che favoriscano la comunione tra le Chiese locali e il Papa. Per lui, la missione non può ridursi al contesto locale, ma deve mantenere uno sguardo universale, in sintonia con la Chiesa che è “cattolica”.
Pur riconoscendo che il Portogallo ha una grande tradizione missionaria, padre Manuel osserva che oggi le sfide pastorali sono diverse e più impegnative, e rischiano di assorbire molte energie. Per questo insiste sulla necessità di non perdere la dimensione missionaria globale e di sostenere concretamente chi sceglie di partire per esperienze missionarie, compresi sacerdoti diocesani e di istituti religiosi.
Il nuovo direttore ha anche espresso apprezzamento per la disponibilità di sacerdoti che desiderano vivere esperienze missionarie fuori dalle proprie diocesi, considerandolo un segno positivo da incoraggiare. Le POM, ha concluso, devono contribuire a far percepire la missione come parte integrante della vita della Chiesa, sostenendo le comunità e rafforzando il legame con la missione universale.
Rinnovo dei voti degli scolastici – I cinque scolastici della comunità formativa di Maia – Américo Mutepa (Mozambico), Cédrique Beninga (Repubblica Centrafricana), Charles Phiri (Zambia), Domingos Caetano (Mozambico) e Stephen Kwesiga (Uganda) – hanno rinnovato i loro voti nella nostra casa di Famalicão il 1° maggio scorso, memoria di San Giuseppe Lavoratore, durante l’incontro annuale dei Cenacoli di Preghiera Missionaria. La celebrazione è stata presieduta da padre José Rebelo, superiore provinciale, il quale, nell’omelia, ha sottolineato, tra gli altri aspetti, che «la sfida più grande che affrontiamo è l’identificazione con Cristo, con i suoi atteggiamenti di spogliazione e di servizio agli altri. I voti religiosi di castità, povertà e obbedienza sono un modo concreto di plasmare il nostro cuore e la nostra vita a immagine di Cristo. È la proposta di uno stile di vita orientato al distacco».
Padre José Rebelo ha concluso la sua riflessione invocando l'intercessione di San Giuseppe, «affinché passiamo sempre più dalla logica del sacrificio alla logica del dono di noi stessi, e sperimentiamo la bellezza e la gioia di donarci per amore».
Riunione annuale degli ex alunni – Il 2 maggio scorso, la comunità di Viseu ha ospitato l’incontro annuale dei nostri ex alunni comboniani. L’evento ha riunito circa 60 persone, compresi i confratelli presenti. Al mattino c’è stato un incontro durante il quale il superiore provinciale ha presentato la situazione di una trentina di comboniani portoghesi sparsi in quattro continenti. L’Eucaristia è stata presieduta da padre Manuel Augusto L. Ferreira, che fu l’iniziatore di questi incontri. Uno dei temi discussi è stata la necessità di rinnovare gli organi direttivi dell’Associazione degli ex alunni, rimasti in carica fin dalla sua fondazione nel 1996.
Ritiro provinciale – Dal 18 al 23 maggio si sono svolti gli esercizi spirituali presso la “Casa Diocesana” di Aveiro, ad Albergaria-a-Velha. Il corso, che si tiene ogni due anni, ha registrato la partecipazione di 25 confratelli, due dei quali provenienti dalla provincia di Spagna, e sono stati guidati dal sacerdote gesuita padre Hermínio Rico. I 6 giorni di raccoglimento sono stati un significativo momento di preghiera e di crescita spirituale.
PREGHIAMO PER I NOSTRI DEFUNTI
IL PADRE: Roman, di padre Chwaliszewski Wojciech (PO-M)
LA MADRE: Gidena Kasai Fusuhm, di padre Mehari Abraha Iskias (M); Eugenie Adjobli, di padre Hakpa Komlatsé Aimé (MZ)
IL FRATELLO di fratel Ramos González Armando (EC); João, di padre Alexandre Ferreira (KE)
LA SORELLA: Ana María, di padre Guirao Casanova Antonio (E)
LO ZIO: Albereto, di padre Marcelo Oliviera (P)
IL COGNATO: Fernando, di padre Horácio Ribeiro Rossas (P)
LE SUORE COMBONIANE: Sr. Sara Saleh Takla Aboelmessih (EG); Sr. Mostes M. Patrizia (I); Sr. Albrigi Maddalena (I); Sr. M. Esperanza Rosillo Jiménez /I); Sr. Schenato Josepha (I)