In Pace Christi

Fabián Caicedo Minda Rodolfo

Fabián Caicedo Minda Rodolfo
Data di nascita : 10/12/1970
Luogo di nascita : Ibarra/Ecuador
Voti temporanei : 01/05/1995
Voti perpetui : 12/07/2000
Data ordinazione : 24/02/2001
Data decesso : 22/12/2019
Luogo decesso : Quito/Ecuador

Rodolfo Fabián era nato il 10 dicembre 1970 a Ibarra (Ecuador) in una famiglia semplice e dai profondi valori cristiani, di cui Rodolfo è sempre stato molto fiero così come della sua cultura afro. Conobbe i Missionari Comboniani quando faceva parte del gruppo giovanile “Un camino llamado Amistad”. Fu accolto nel Postulato poco prima di compiere 18 anni. Fece gli studi di Propedeutica e Filosofia alla Pontificia Università Cattolica dell’Ecuador non senza difficoltà nell’affrontare alcune materie più astratte. I suoi formatori, pur giudicandolo buono, generoso, servizievole e dotato di zelo apostolico, gli consigliarono, prima del noviziato, un periodo fuori dal seminario per mettere alla prova il suo modo un po’ troppo idealistico di considerare la vocazione missionaria e migliorare alcuni aspetti pratici nelle relazioni comunitarie.

Alla fine questa pausa risultò positiva e Rodolfo entrò nel noviziato di Huánuco (Perú). Dopo la prima professione, il 1 maggio 1995, andò a Roma per gli studi di Teologia e ancor prima della professione perpetua fu destinato al Mozambico, dove poté esprimere il suo entusiasmo di neomissionario soprattutto nell’accompagnamento dei giovani e nella formazione dei catechisti.

Seguiamo, a questo punto, la testimonianza di P. Claudio Zendrón, che fu suo superiore provinciale e che lo ha seguito poi per diversi anni con la sua amicizia: “Dopo l’esperienza del primo periodo tre anni di missione in Mozambico, P. Enea Mauri lo destinò a El Carmen (Manabí, Ecuador) per assistere pastoralmente le numerose comunità cristiane di contadini. Pur avendo un carattere a volte intransigente, era molto generoso e fedele nella sua dedizione verso le persone. Incline al lavoro manuale, voleva che le cappelle fossero sempre ben sistemate come pure i centri di evangelizzazione, per i quali sollecitava le autorità locali e perfino il sindaco a collaborare con le comunità. La gente gli voleva bene e, anche se a volte c’erano state delle discussioni, è stata profondamente colpita dalla sua morte.

P. Rodolfo ha lottato a favore dei poveri e si è schierato con loro anche quando invasero terreni abbandonati per costruire case per i più bisognosi. Comunità come Puerta de Oro, Unidad de Palma Sola e Paraíso Pita gli sono grate ancora oggi per il suo impegno. Da El Carmen, P. Rodolfo fu trasferito nella missione di San Lorenzo (Esmeraldas), dove si dedicò in particolare alla cura delle cappelle di periferia, fra casupole di legno fatiscenti, impiegando parte del suo tempo per aiutare adolescenti e giovani che non frequentavano la scuola ad imparare almeno le conoscenze di base e un mestiere, in particolare la falegnameria.

A questo scopo, si mise egli stesso a studiare meccanica automotrice per poter guidare altri in questo settore... Quando dal Brasile tornava in Ecuador per le vacanze, faceva visita alle famiglie delle sue vecchie missioni e si fermava anche alcune settimane per preparare i bambini a ricevere i Sacramenti. Ricordo un fatto che mi aveva confidato: dopo il diploma aveva vinto una borsa di studio per andare a studiare medicina a Cuba. Tuttavia, il desiderio della missione e l’invito ricevuto da P. Raffaello Savoia a coinvolgersi nella pastorale del suo popolo Afro, lo portarono a decidersi per la vocazione comboniana”.
È morto a Quito, quasi improvvisamente, a causa di un’embolia polmonare, a 49 anni di età, il 22 dicembre 2019.
Da Mccj Bulletin n. 282 Suppl. In Memoriam, gennaio 2020 pp. 136-139.