P. Luis era nato il 10 luglio 1948 a Los Reyes, Michoacán (Messico). Prima ancora di finire le elementari entrò nel seminario comboniano di Sahuayo, dove iniziò la sua formazione sacerdotale e missionaria e proseguì la scuola. Nel 1968 entrò nel noviziato di Tepepan, dove fece la prima professione religiosa l’8 dicembre 1970. Fu poi mandato a Elstree, Inghilterra, per lo scolasticato e gli studi di teologia. Alla fine di questo periodo emise la professione perpetua l’8 dicembre 1974 e fu ordinato sacerdote il 17 maggio 1975.
Subito dopo l’ordinazione fu destinato al seminario minore di San Francisco del Rincón, Gto., dove si occupò della formazione dei giovani aspiranti ed ebbe anche l’incarico di superiore della comunità. Questa esperienza durò fino al 1981. Nel 1982 fu destinato al Sudafrica, dove lavorò nella pastorale e fu anche rettore del seminario diocesano di Luchau. La missione del Sudafrica fu quella alla quale rimase legato per tutta la vita. Visse lì i suoi anni migliori, con grandi soddisfazioni, anche se non mancarono sfide e difficoltà.
Nel 1989 ritornò in Messico, nuovamente destinato alla formazione, questa volta con il compito di seguire un numeroso gruppo di postulanti a Xochimilco. P. Luis aveva un carattere forte ma anche un gran cuore e una capacità di empatia che gli consentiva di instaurare rapporti di amicizia e coltivarli. Con i giovani che accompagnava era capace di stabilire rapporti fraterni e familiari: sapeva dare loro fiducia e motivarli aiutandoli a crescere responsabilmente nei valori.
Nel 1993 P. Luis accettò di aiutare la provincia nel lavoro pastorale che veniva portato avanti nella Valle del Chalco, una parrocchia immensa alla periferia di Città del Messico, affidata ai Comboniani da pochi anni, servizio fra i più esigenti, che richiedeva una capacità di sacrificio non indifferente. E P. Luis ha sempre avuto una grande disponibilità ad accettare qualsiasi servizio gli venisse chiesto.
Nel 1996 ritornò in Sudafrica dove si dedicò al ministero in varie parrocchie, fece parte del consiglio provinciale e fu anche vice-provinciale. Dopo un periodo di vacanza in Messico e un tempo sabbatico di alcuni mesi negli Stati Uniti, nel 2004 ritornò in Messico, nella comunità del postulato, per dare una mano nella formazione e, nel 2005, per un breve periodo, in Sudafrica, a Waterval come parroco. Nel 2006 fu destinato alla NAP, dove rimase cinque anni, prima nell’animazione missionaria a La Grange Park e poi nel ministero, nelle parrocchie di Santa Cruz e di Santa Cecilia a Los Angeles, California.
Nel 2013 rientrò in Messico dove si dedicò per alcuni anni all’animazione missionaria come superiore della casa provinciale. Nel 2017 andò a Roma per il Corso di Rinnovamento che seguì con grande interesse ed entusiasmo. Al suo rientro in provincia, prese con gioia la strada che lo portava a Metlatónoc, altra missione difficile nel servizio ai mixtechi. Da Metlatónoc passò alla comunità di Cochoapa.
Il 16 marzo 2020 giunse a Città del Messico per accompagnare i pellegrini della diocesi di Tlapa al santuario della Madonna di Guadalupe. La mattina partecipò alla celebrazione e nel pomeriggio venne alla casa provinciale dove stavano iniziando gli esercizi spirituali ai quali si era iscritto per partecipare.
Era sereno e contento e già pensava al suo ritorno alla missione dove, nei giorni seguenti, lo aspettavano le tante celebrazioni della Settimana Santa che si avvicinava. Mercoledì 18 disse di non sentirsi bene ma pensava di aver preso freddo perché aveva dormito con la finestra aperta. È stato l’inizio di quella che, dopo varie visite mediche e test, è stata diagnosticata come una polmonite da influenza H1N1. P. Luis, ricoverato già da alcuni giorni, è stato anche intubato per insufficienza respiratoria, ma senza miglioramenti. Lunedì 30 marzo ha avuto un arresto respiratorio ed è stato rianimato; il 31 marzo, alle 18.50, il superiore provinciale ha ricevuto la comunicazione che P. Luis era appena deceduto.
La notte del 31 marzo è stato possibile vegliarlo nella cappella del noviziato di Xochimilco: erano presenti i suoi fratelli, le cognate, alcuni nipoti, i novizi, i padri maestri e quelli che erano in quarantena nella casa provinciale a causa del coronavirus.
(P. Enrique Sánchez González, mccj)