Tre Nuovi Inni per la Liturgia delle Ore di san Daniele Comboni

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Attraverso citazioni letterali di frasi del Comboni, introduce l'orante a cogliere lo spirito che soggiace ai tre Nuovi Inni che sono stati composti per la Liturgia delle Ore. Il richiamo letterale al pensiero del Comboni attraverso l'innario, ci permette di entrare in comunione con i valori portanti del carisma comboniano e di comunicarli ad altri. 

 LITURGIA DELLE ORE 

INNO DEI I E II VESPRI 

 

1. All'ombra di questo tramonto
vestito di luce gloriosa
 
[1-2] "In paradiso saremo più liberi" (S. 5815). "[.] ma noi sappiamo per fede che v'è un Paradiso; e là si riuniscono tutti i veri figliuoli di Dio; là s'incontrano le preghiere degli uomini, che s'innalzano da tutti gli angoli della terra; per cui quantunque voi siate in una parte del mondo, ed io in un'altra, siamo e sarem sempre uniti, perché congiunti ad un solo punto, Dio; che è centro di comunicazione fra me e voi" (S. 303). 

ancora, Daniele, tu additi
audaci frontiere al Vangelo.
 
[3-4] "[.] è d'uopo deviare dal sentiero fino ad ora seguito, mutare l'antico sistema, e creare un nuovo piano che guidi più efficacemente al desiato fine" (S. 2752). "Questo piano io l'ho messo in iscritto e sottoposto a Propaganda. Esso non si limita soltanto alla vecchia missione dell'Africa Centrale, ma si estende a tutta la grande famiglia dei neri e abbraccia così tutta l'Africa" (S. 909). "…e spiegando in tal guisa tutte le forze del Cattolicesimo a favore dell'Africa, la sua azione sarà feconda di nuove idee, di nuovi lumi, di nuove istituzioni, di nuovi piani atti a sviluppare più ampiamente ed efficacemente il ministero evangelico nelle vaste ed inesplorate regioni dell'intera Nigrizia" (S. 2788). 

2. Del dolce paese natio
[5] ’[…] dite a' Limonesi che li ho abbandonati colla persona, ma giammai collo spirito. Non si può sentir tanto la dolcezza della memoria della patria, se non da chi è lontano" (S. 309).

riflesso nell’onda del lago
[6] ’[…] ho bisogno di essere ricordato nel gran Sacrifizio, quando sotto gli scrosci di Limone nella chiesa di S. Benedetto innalza l'ostia pacifica della consolazione" (S. 11, anche 10, 16, 17, 73, 91, 92). 

gli affetti più cari lasciasti
[7] "[.] lasciando quant’eravi per me di più caro al mondo, venni, or sono sedici anni in queste contrade" (S. 3156). "Addio miei cari genitori; vi ringrazio vivamente d'avermi dato il generoso assenso di percorrere la carriera della Missione [.]. Io v'amo e vi stimo poi gran cosa, perché sapeste fare un'opera eroica" (S. 156-157).

attento alla voce di Dio.
[8] "O quanto mi affligge il sacrifizio che questi due poveretti fanno per separarsi da me! Ma fummi assicurato che Dio mi chiama; ed io vo sicuro. [.] per questo io non voglio lasciare di seguire la mia vocazione" (S. 15, anche 13, 9, 7). 

3. Il Cuore di Cristo Pastore
sorgente di amore divino,
apostolo ardente ti rese
nell’ardua missione alle genti.
[9-12] "Allora, trasportato egli dall'impeto di quella carità accesa con divina vampa sulla pendice del Golgota, ed uscita dal costato del Crocifisso per abbracciare tutta l’umana famiglia, sentì battere più frequenti i palpiti del suo cuore; e una virtù divina parve che lo spingesse a quelle barbare terre, per istringere tra le braccia e dare il bacio di pace e di amore a quegl'infelici suoi fratelli" (S. 2742). "Il Sacro Cuore di Gesù ha palpitato anche per i popoli neri dell'Africa Centrale e Gesù Cristo è morto anche per gli Africani. Anche l'Africa Centrale verrà accolta da Gesù Cristo, il Buon Pastore, nell'ovile, e il missionario apostolico non può percorrere che la via della Croce del divin Maestro, cosparsa di spine e di fatiche di ogni genere. "Non pervenitur ad magna praemia nisi per magnos laboris". Il vero apostolo quindi non può aver paura di nessuna difficoltà e nemmeno della morte. La croce e il martirio sono il suo trionfo" (S. 5647).

sorgente di amore divino,
[10] "[.] tener sempre gli occhi fissi in Gesù Cristo, amandolo teneramente, e procurando di intendere ognora meglio cosa vuol dire un Dio morto in croce per la salvezza delle anime" (S. 2721). 

apostolo ardente ti rese
[11] ’Bisogna accenderli di carità, che abbia la sua sorgente da Dio, e dall'amore di Cristo; e quando si ama davvero Cristo, allora sono dolcezze le privazioni, i patimenti, il martirio" (S. 6656). 

nell’ardua missione alle genti.
[12] "Debole avanzo nell'ardua Missione dell'Africa Centrale, e disposto a sacrificare mille volte la vita pei cento e più milioni di negri, che in quelle infuocate regioni dormono ancora nelle tenebre del paganesimo" (S. 2409). 

4. Profeta tenace e sapiente,
[13] "Se il Papa, la Propaganda e tutti i Vescovi del mondo mi fossero contrari, abbasserei la testa per un anno, e poi presenterei un nuovo piano: ma desistere dal pensare all'Africa, mai, mai“ (S. 1071). "Sei tu, divina Madre, che mi hai ispirato il nuovo piano per la rigenerazione dell'Africa centrale, che il Vicario di Cristo e molti Vescovi hanno approvato come il più saggio e il più opportuno“ (S. 1639). 

dell’Africa l’Ora annunciasti,
[14] "È suonata l'ora della redenzione della Nigrizia, ed uno dei contrassegni che quest'ora è scoccata è la presente tribolazione ch'opprime il mio Vicariato, il quale è il più vasto, il più laborioso, il più popolato dell'universo" (S. 5153, anche 6406). 

lanciando un appello alla Chiesa:
[15] ".sono persuaso di aver colto un’occasione meravigliosa per presentarmi davanti a voi e abbracciare i vostri piedi raccomandando a voi che siete i Padri e i Maestri di tutti ipopoli la causa gravissima dei neri e scongiurando la vostra protezione e misericordia in favore dei popoli dell’Africa i quali sono i più infelici di tutti e da tutti abbandonati" (S. 2303). "Vi supplico di far risuonare più fortemente la vostra voce apostolica nel Sacrosanto Concilio Vaticano per sostenere efficacemente la causa dei Neri dell’Africa Centrale, per suscitare nella Chiesa di Dio lo spirito dell’Apostolato, per invitare la Nigrizia alla fede" (S. 2305). 

"Con l’Africa l’Africa salva!".
[16] "Nell'anno 1864 il 18 settembre, mentre mi trovavo a Roma e nella basilica di S. Pietro assistevo alla beatificazione di S. Margherita Maria Alacoque, come un lampo mi balenò il pensiero di proporre un nuovo Piano per la cristianizzazione dei poveri popoli neri, i cui singoli punti mi vennero dall'alto come un'ispirazione. In seguito esso ottenne il beneplacito di Sua Santità il Papa Pio IX, che lo fece rimettere alla S. Congregazione di Propaganda Fide" (S. 4799). "Il mio Piano combatte il sistema d'entrare di colpo nel centro, come si pratica nelle altre Missioni, e stabilisce invece il principio: rigenerazione dell'Africa coll'Africa“ (S. 968, anche 2571). 

5. La croce scegliesti qual sposa
[17] "Già vedo e comprendo che la croce mi è talmente amica, e mi è sempre sì vicina, che l'ho eletta da qualche tempo per mia sposa indivisibile ed eterna. E colla croce per isposa diletta e maestra sapientissima di prudenza e sagacità, con Maria mia madre carissima, e con Gesù mio tutto, non temo, o E.mo Principe, né le procelle di Roma, né le tempeste d'Egitto, né i torbidi di Verona, né le nuvole di Lione e Parigi; e certo a passo lento e sicuro camminando sulle spine arriverò ad iniziare stabilmente e piantare l'Opera ideata della Rigenerazione della Nigrizia centrale, che tanti hanno abbandonata, e che è l'opera più difficile e scabrosa dell'apostolato cattolico" (S. 1710). 

che genera vita e trionfo, 
[18] "È mai possibile che il cuore di un vero apostolo possa abbattersi e intimorirsi per tutti questi ostacoli e straordinarie difficoltà? No, questo non è possibile, giammai! Solo nella Croce sta il trionfo“ (S. 5646). "È appiè del Calvario, ove sta tutta la forza della Chiesa, e delle opere di Dio: dall'alto della Croce di Gesù Cristo esce quella forza prodigiosa e quella virtù divina, che dee schiantare nella Nigrizia il regno di Satanasso, per sostituirvi l'impero della verità, e della legge di amore, che alla Chiesa conquisteranno le sterminate genti dell'Africa Centrale" (S. 4291).

sigilla le opere sante 
[19] ’Ma le opere del Signore, e specialmente quella dell'Apostolato, devono nascere e crescere alle falde del Calvario, e la loro storia è compendiata in queste due parole: Croce e Martirio; la croce, la via regia, per cui convien passare a chi vuol pervenire al trionfo!" (S. 5873). "Che avvenga pure tutto quello che Dio vorrà. Dio non abbandona mai chi in lui confida. Egli è il protettore dell'innocenza ed il vindice della giustizia. Io sono felice nella croce, che portata volentieri per amore di Dio genera il trionfo e la vita eterna" (S. 7246).

e spinge ai confini del mondo. 
[20] ’[…] sono pronto a tutto soffrire per la salvezza delle Nazioni affidatemi, convinto che la croce è il suggello delle opere divine" (S. 3136).

Già splende la perla preziosa
dell’Africa bruna ed amata;
si aggiunge alla ricca corona
che adorna la Chiesa di Cristo.
 
[21-24] "L'Apostolato cattolico ha fatto ripetutamente in ogni tempo degli sforzi grandissimi per far entrare l’Africa nella vera Chiesa di Gesù Cristo“ (S. 2311). "Possa l’Africa Centrale partecipare alla gioia solenne del prossimo trionfo della Chiesa. Che nel diadema ornato di gemme celesti, di cui è cinto il capo augusto della Vittoriosa e Immacolata Madre di Dio, risplenda il popolo dei Neri, ormai conquistato a Cristo, come una perla bruna" (S. 2314).

  


 

  

INNO ALL’UFFICIO DELLE LETTURE

 

Nel coro dei santi, Daniele,
[1] "Quando poi saremo in Paradiso (e ci vogliamo andare viva Noè!), allora colle nostre incessanti preghiere metteremo in Croce Gesù e Maria, e lo pregheremo tanto fino a che o per amore o per .... sia costretto a fare dei miracoli e suscitare degli Apostoli Paoli, e dei Xaveri; fino a che quanto prima sieno convertiti alla fede i cento milioni dell'infelice Nigrizia" (S. 2459). 

araldo tu sei del Vangelo
[2] "Il missionario e la missionaria devono andare in paradiso accompagnati dalle anime salvate (S. 6655). "[.] l'idea delle Missioni è la mia vera vocazione" (S. 13). "Io non vivo e non son mai vissuto se non per salvar le anime" (S. 7141). "Quello che mi importa è unicamente (e questa è stata l'unica e vera passione della mia vita intera, e lo sarà fino alla morte, e non ne arrossisco per nulla) che si converta la Nigrizia" (S. 6987).

che i piccoli e i poveri aduna
nell’unico ovile di Cristo.
[3-4] "[.] due dei principali momenti della vita del Divin Redentore, che ci scoprono due lati sublimi del suo carattere: Gesù Cristo che si fa piccolo coi piccoli e che li invita a sé: "Sinite parvulos venire ad me", e Gesù Cristo che dà ai suoi primi apostoli la missione di predicare il Vangelo al mondo "Euntes in mundum universum praedicate Evangelium omni creaturae"" (S. 1551). "Pregheremo per voi specialmente, o Pastor dei Pastori, perché nell'Ecume-nico imminente Concilio esaudisca il Cielo il pietoso vostro desiderio di veder riunite tutte le agnelle di Cristo in un solo ovile sotto un solo Pastore“ (S. 1877). "[…] questa santa impresa destinata a ricondurre nell’ovile di Gesù Cristo la parte del mondo più disgraziata e abbandonata" (S. 2028). 

2. L'abbraccio di pace hai donato
[5] "Noi venimmo qua col bacio della pace, allo scopo di portar loro il più gran bene che vi sia, la Religione" (S. 297). 

a un popolo solo e lontano
[6] "la razza dei neri è la più infelice del mondo" (S. 1105). "[.] la salvezza di quelle anime, che sono le più infelici, le più bisognose, e le più derelitte del mondo" (S. 2876). "...a secondare l'impulso di quella sovrumana carità [la carità di Gesù Cristo] e per dileguare per sempre dal filantropo cattolico il desolante pensiero di abbandonare avvolte nell'infedeltà e nella barbarie quelle vaste e popolate regioni, che sono senza dubbio le più necessitose e le più derelitte del mondo, è d'uopo deviare dal sentiero fino ad ora seguito[.]" (S. 2752).

che oppresso da mali e ingiustizie
[7] "[.] questa infelicissima Nigrizia la quale, immersa nelle tenebre cade smarrita nei precipizi, senza guida, senza luce, senza fede" (S. 2304). "[.] infelicissime vittime della più spietata barbarie, che sono nostri dilettissimi Figli e preziosa nostra eredità, e che non mancano di quelli, che ne fanno acquisto per venderli ad altri, e di quelli che li maltrattano con disumane percosse fino al sangue, e di quelli che illegittimamente li maritano e poi ne vendono la prole, oppure vendono separatamente la moglie dal marito e dai figli" (S. 3349). 

la luce di Cristo anelava.
[8] "Solamente Colui, che col suo sacrificio glorioso sul Golgota volle che fosse estirpata per sempre dalla terra la schiavitù, Egli che annunciò agli uomini la vera libertà, chiamando tutte le nazioni e ogni singolo essere umano alla figliolanza di Dio, al quale l'uomo rigenerato con la vera fede può dire Abba Pater, solamente Lui potrà liberare l'Africa dalla macchia della schiavitù. Solamente il Cattolicesimo potrà ridonare la piena libertà a una gran parte della famiglia umana, che ancora sospira sotto il giogo vergognoso della più crudele schiavitù. Proprio in questo consiste l'alta importanza della nostra santa Opera per la rigenerazione dell'Africa" (S. 1820). 

Esempio di forza e coraggio,
[9] ’…nessuna pena mi scuote, nessuna fatica mi scoraggia, nessuna difficoltà mi arresta, perfino la morte mi sarebbe cara ove potesse essere di qualche utilità ai neri" (S. 1105). "Dovremo affaticare, sudare, morire; ma il pensiero che si suda, e si muore per amore di Gesù Cristo, e per la salute delle anime le più abbandonate del mondo, è troppo dolce per isgomentarci alla grande impresa" (S. 297). 

d’indomita fede e speranza,
[10] ".presto l'Africa Centrale troverà il suo Salvatore Gesù“ (S. 3998). "Gli apostoli, che marceranno a quella grande conquista, non porteranno all'Europa le spoglie dei vinti; ma ai vinti recheranno il tesoro della fede cattolica e della civiltà europea: non soggiogheranno quei popoli a guisa di terreni conquistatori; ma ad imitazione del Divin Pastore, dalle spine ond'erano avviluppate, e dalla oppressione nella quale giacevano, toglieranno sopra le loro spalle quelle misere pecorelle, menandole in trionfo ai liberi ed ubertosi pascoli della Chiesa; sì che i conquistati non già vinti dalla forza, ma vincitori di se medesimi e della loro natura, avranno conquistato col battesimo la vera religione, e il gran benefizio della vita civile" (S. 2791). 

annunci per tutti salvezza,
[11] ’…la protezione del S. Cuore di Gesù consoliderà l'opera santa, umanitaria, importantissima di questo Ap.lico Vicariato, e porterà un colpo terribile a poco a poco, se non mortale, alla tratta dei Negri" (S. 3421)

accendi negli animi zelo.
[12] "Vorrei avere a mia disposizione cento lingue e cento cuori per raccomandare la povera Africa, che è la parte del mondo meno nota, e più abbandonata, la più difficile per conseguenza ad essere evangelizzata" (S. 1215). "Ma lo zelo apostolico, che attinge la sua forza dall'alto dei cieli ed appiè della croce, non si sgomenta dei turbini e delle procelle. Questo campo sublime, benché irto di tante spine, doveva essere occupato da una falange di veri apostoli, che ricevettero da Dio la missione legittima di coltivarlo" (S. 6297). 

4. Fedeli al tuo sogno di padre
si associano a te mille vite,
pregevoli pietre nascoste
del nuovo edificio di Dio.

13. 15. 16] ’In una parola il Missionario della Nigrizia dee sovente riflettere e meditare, che egli lavora in un'opera di altissimo merito sí, ma sommamente ardua e laboriosa, per essere una pietra nascosta sotterra, che forse non verrà mai alla luce, e che entra a far parte del fondamento di un nuovo e colossale edificio, che solo i posteri vedranno spuntare dal suolo ed elevarsi a poco a poco sulle rovine del feticismo, e giganteggiare, per accogliere poi nel suo seno i cento e più milioni della sventurata stirpe dei Camiti" (S. 2701). "Diverremo non dispregevoli pietre del fondamento della Chiesa africana" (S. 6172). 

si associano a te mille vite,
[14] "Io non ho che la vita per consacrare alla salute di quell'anime: ne vorrei aver mille per consumarle a tale scopo" (S. 2271).

Si accenda nei cuori la fede
[17] "Gesù Cristo solo è via, verità e vita; e la fede di Gesù Cristo, le sue massime, i suoi insegnamenti, e la sua morale divina sono il principio della vera civiltà, la sorgente della vita, il fondamento della grandezza e prosperità di tutti i popoli, e di tutte le nazioni dell'universo" (S. 6334). 

si espanda nel mondo l’amore,
[18] "Quando il Missionario della Nigrizia ha caldo il cuore di puro amore di Dio, e collo sguardo della fede contempla il sommo vantaggio e la grandezza e sublimità dell'Opera, per cui s'affatica, tutte le privazioni, gli stenti continui, i più duri travagli diventano al suo cuore un paradiso in terra, e la morte stessa, ed il più crudo martirio è il più caro e desiato guiderdone [ricompensa] ai suoi sacrifici" (S. 2705). Il Piano "troverà un'eco di approvazione, ed un appoggio di favore e di aiuto nel cuore dei cattolici di tutto il mondo investiti e compresi dallo spirito di quella sovrumana carità, che abbraccia l'immensa vastità dell'universo, e che il divin Salvatore è venuto a portar sulla terra: ignem veni mittere in terram et quid volo nisi ut accendatur?" (S. 843). 

ritorni la dolce speranza
[19] "La mia Opera sortita illesa da questa furibonda tempesta e da questa colossale cospirazione tentata con tutti i mezzi diabolici su tutta la linea dal fondo dell'Africa sino a Colonia per abbattermi e distruggermi per sempre, risorgerà più forte e prosperosa, e continuerà il suo corso attraverso dei secoli, illuminando della luce del Vangelo la vasta Nigrizia, per arrestarsi al porto dell'eternità colla Chiesa gloriosa di Cristo. Ne sia lode a Gesù" (S. 4380). 

che vince il peccato e la morte.
[20] "Orsù andiamo a distruggere in mezzo a que' popoli l'impero di Satana, e ad impiantarvi il trionfale vessillo della croce, e allo splendore di questo segno quei popoli vedranno la luce. Andiamo a innaffiare coi nostri sudori, colle acque di vita eterna quelle aride ed infuocate regioni, ed esse germoglieranno al Creatore nuovo popolo di fedeli adoratori“ (S. 3128).

 

 

 


 

  

INNO DELLE LODI MATTUTINE

 

All’alba di questo mattino
la Chiesa saluta festante
la luce del Cristo Risorto
che splende nel cuore dei santi.
[4] "È d'uopo correre a gran passi nelle vie di Dio e nella santità, per non arrestarsi che in paradiso“ (S. 2375). "Ad ogni modo tutto succede per disposizione adorabile di Dio; amiamolo dunque di cuore, e tutta la nostra fiducia sia in Lui; e lei coraggio e avanti, che canteremo un giorno in paradiso le divine glorie, perché, benché indegni, ci ha fatto strumenti della redenzione dei negri, che sono le anime più abbandonate dell'universo" (S. 6987). "Oh! in paradiso solo vi sarà il pieno contento; e spero che vi andremo tutti“ (S. 6829).

Daniele, tra gioie e fatiche,
[5] "La nostra vita, la vita del Missionario è un misto di dolore e godimenti, di affanni e speranze, di patimenti e conforti: si lavora colle mani, e colla testa, si viaggia coi piedi e colle piroghe; si studia, si suda, si soffre, si gode; ecco quanto che da noi vuole la Provvidenza" (S. 314). 

un nuovo cammino hai tracciato;
[6] "Questo novello piano quindi non si limiterebbe soltanto agli antichi confini tracciati della missione dell'Africa centrale, che abbiamo veduta riuscire infelicemente per le ragioni suesposte; ma abbraccerebbe tutta intera la stirpe dei negri: e perciò spiegherebbe e distenderebbe la sua attività su quasi tutta l'Africa, i cui paesi sono abitati dalla razza etiope" (S. 2756). 

la notte ed il giorno hai vegliato
[7] Il giorno e la notte, il sole e la pioggia, mi troveranno egualmente e sempre pronto ai vostri spirituali bisogni: il ricco e il povero, il sano e l'infermo, il giovane e il vecchio, il padrone e il servo avranno sempre eguale accesso al mio cuore. Il vostro bene sarà il mio, e le vostre pene saranno pure le mie" (S. 3158). 

pastore dal cuore ferito.
[8] "L'Africa e i poveri neri si sono impadroniti del mio cuore che vive soltanto per loro" (S. 941). "Ma ci sarà perdonato, se l’impeto del cuore, dove protestiamo di sentir forte il grido della misurazione, che verso di tutti noi mandano quegl'infelici figliuoli di Adamo e nostri fratelli, spingesse la mente fuor della linea della verità e della certezza" (S. 2754). "Non ignoro punto la gravezza del peso che mi indosso, mentre come pastore, maestro e medico delle anime vostre, io dovrò vegliarvi, istruirvi e correggervi: difendere gli oppressi senza nuocere agli oppressori, riprovare l'errore senza avversare gli erranti, gridare allo scandalo e al peccato senza lasciar di compatire i peccatori" (S. 3159).

3. A nuove speranze ci chiami
[9] "Benché mi vedessi dinanzi ostacoli quasi insormontabili e difficoltà enormi contro le quali avrei dovuto lottare sia in Europa come in Africa, nondimeno confidai sempre nel Cuore divino, che patì anche per l'infelice Nigrizia. Non mi lasciò un istante la speranza nell'esito finale del mio così grande e sublime compito" (S. 4801). "Il missionario deve riportar sovente la speranza del frutto ad un futuro remoto ed incerto: deve talvolta contentarsi di spargere con infiniti sudori in mezzo a mille privazioni e pericoli una semente, che solo darà qualche prodotto ai missionari successori: deve considerarsi come un individuo inosservato in una serie di operai, i quali hanno da attendere i risultati non tanto dell'Opera loro personale, quanto da un concorso e da una continuazione di lavori misteriosamente maneggiati ed utilizzati dalla Provvidenza“ (S. 2700). 

e inviti a far "causa comune" 
[10] "Io prendo a far causa comune con ognuno di voi, e il più felice de' miei giorni sarà quello, in cui potrò dare la vita per voi" (S. 3159). 

coi poveri d’ogni frontiera 
[11] "È increscioso vedere […] come si trattano questi poveri schiavi senza che nessuno pensi che chi è sottoposto a tutto ciò è suo fratello e sua sorella!" (S. 2067). "[.] l'infame traffico di umana carne, opera indegna che avvilisce e degrada l'umanità, e che riduce umane creature fornite come noi del lume dell'intelligenza, che è un raggio medesimo della divinità, ed una forma emula dell'Augustissima Trinità, alla vil condizione dei bruti" (S. 500). "[.] l'influenza reale della Missione cattolica, e le prudenti e ben ponderate misure che io sto pigliando con il governo locale, e colla autorità consolare austro-ungarica contribuiranno ad asciugare molte lagrime ed a ferire l’infame traffico degli schiavi, in pro dell'umanità e della Chiesa cattolica" (S. 3415).

eredi del Regno dei cieli. 
[12] ’…il Sangue di Gesù Cristo li ha riscattati e [.] Tu, o Maria, li hai anche adottati come figli sul Calvario" (S. 1639). "Gesù Cristo è morto anche pei sessanta e più milioni di anime del mio Vicariato" (S. 5443). "È tuttavia di grande conforto per me il pensare e ripensare che essi già da diciotto secoli sono stati liberati, per mezzo del sangue di Cristo [.] e che con il suo stesso sangue Cristo li ha acquistati come propria eredità, lui per il quale è stato detto: Dominerà dall'uno all'altro mare, e dal fiume fino all'estremità della terra: dinnanzi a Lui si prostreranno gli Etiopi. (Salmo 71)“ (S. 2300).

4. La Buona Notizia hai recato 
[13] "Abbiamo la consolazione di vedere le basi della nostra Opera solidamente piantate per riuscire nel nostro scopo, di vedere lo stendardo della Croce brillare là dove la Parola del Vangelo non è mai stata ascoltata, grazie alla Propagazione della Fede e alle opere che ci hanno aiutato" (S. 4049).

a popoli oppressi in attesa;
[14] ’Sono 27 anni e 62 giorni che ho giurato di morire per l'Africa centrale: ho attraversato le più grandi difficoltà, ho sopportato le fatiche più enormi, ho più volte visto la morte vicino a me e, malgrado tante privazioni e difficoltà, il Cuore di Gesù ha conservato nel mio spirito e nel cuore dei miei Missionari e delle mie buone Suore di S. Giuseppe dell'Apparizione, la perseveranza, in modo tale che il nostro grido di guerra sarà fino alla morte questo: "O Nigrizia o Morte!"" (S. 4049). 

le antiche ferite hai lenito 
[15] "Il vostro bene sarà il mio, e le vostre pene saranno pure le mie“ (S. 3158). "Convenimmo di corrispondere insieme usque ad mortem sul fine umanitario suddetto [l’abolizione della tratta]" (S. 3151). "Tutti i pascià e negozianti di schiavi ci temono e cercano di sfuggire ai nostri sguardi. Io ho dichiarato ai pascià di Khartum e di Cordofan che quanti schiavi trovo in città o fuori legati ecc., tutti li faccio condurre alla missione e non li restituisco più; tutti poi quelli che si presentano alla missione per denunciare i maltrattamenti che ricevono dai loro padroni, constatata la verità, li trattengo e non li restituisco" (S. 3241). 

col vino e con l’olio che sana. 
[16] "Miei figli, io vi commetto tutti in questo giorno solenne alla pietà del Cuor di Gesù e di Maria, e nell'atto di offrire per voi il più accettevole dei sacrifici all'Altissimo Iddio, lo prego umilmente di versare sulle anime vostre il sangue della redenzione, per rigenerarle, per risanarle, per abbellirle a seconda dei vostri bisogni" (S. 3164). "Parimenti la novella missione del Cordofan è dotata di un collegio di mori, alcuni dei quali s'avviano allo stato ecclesiastico, di un Istituto di Suore di S. Giuseppe con sale d'asilo per le schiave, educandato di more, ed orfanotrofio, oltre ad un'infermeria per gli schiavi proietti. Quando uno schiavo è malato, e si prevede che non potrà abbastanza servire, lo si getta via tante volte al pasto della iena e dei cani" (S. 3638). 

5. All'Africa, terra diletta, 
[17] "No, non allignò mai nel mio cuore nessuna passione, fuorché quella dell'Africa“ (S. 6983). "[…] deve sapere che l'Africa e i poveri neri si sono impadroniti del mio cuore, che vive soltanto per loro" (S. 941). 

ridoni il canto e la danza,
[18] ’Il primo amore della mia giovinezza fu per l'infelice Nigrizia […] tra voi lasciai il mio cuore, e riavutomi come a Dio piacque, i miei pensieri ed i miei passi furono sempre per voi" (S. 3156). "Ed oggi finalmente ricupero il mio cuore ritornando fra voi per dischiuderlo in vostra presenza al sublime e religioso sentimento della spirituale paternità, di cui volle Iddio che fossi rivestito or fa un anno, dal supremo Gerarca della Chiesa Cattolica, nostro Signore il Papa Pio IX. Sì, io sono di già il vostro Padre, e voi siete i miei figli, e come tali, la prima volta vi abbraccio e vi stringo al mio cuore" (S. 3157). 

le infondi beata speranza
[19] "Se il nero fin dall'infanzia ricevesse quella educazione che riceve il bianco, ne trarrebbe forse più profitto; soltanto grande pazienza, molta carità e una soda istruzione cattolica e con questi fanciulli si può ottenere quello che si vuole" (S. 1537). 

di un fulgido e lieto avvenire.
[20] ".gli indigeni di ambo i sessi si sarebbero potuti istruire per diventare essi stessi apostoli della fede e della civiltà tra i loro connazionali. Questo dalla Chiesa è sempre stato ritenuto come il mezzo più efficace per portare un popolo alla vera fede e per compiere così nel modo migliore la missione dell'Uomo-Dio, cioè la conversione al cristianesimo" (S. 2472). "Tutti i miei sforzi sono per ben fortificare queste due missioni [Khartoum, El-Obeid] dove prepariamo dei buoni soggetti indigeni delle tribù centrali, affinché essi divengano apostoli di fede e di civiltà nella loro patria“ (S. 3293).

’…quando il Nome di Gesù risuonerà sulle labbra dei figli di Cam, allora un inno di gioia e di gratitudine si eleverà da tutti i petti" (S. 3999). "Possa l'Africa Centrale partecipare alla gioia solenne del prossimo trionfo della Chiesa" (S. 2314). "Coraggio per il presente, ma soprattutto per il futuro" [Annali del Buon Pastore 27 (1881) 65].

"[.] coraggio e avanti, che canteremo un giorno in paradiso le divine glorie" (S. 6987).