Giovedì 22 gennaio 2026
Dal 12 al 18 gennaio 2026, il noviziato di Bauleni-Lusaka ha accolto padre Opargiw John Baptist Keraryo, missionario comboniano ugandese, superiore provinciale del Sudafrica e coordinatore dell’APDESAM. La comunità del noviziato è composta da 17 novizi di nove nazionalità diverse, e due formatori: padre Kiwanuka Achilles Kasozi, maestro dei novizi, e padre Fene-Fene Santime Augustin, formatore e socius.

La visita di padre Opargiw si inserisce nel processo di formazione integrale in corso, volto ad approfondire la comprensione del carisma comboniano e a rafforzare la conoscenza del Codice Deontologico quale strumento fondamentale per la vita missionaria odierna. La visita è stata strutturata attorno a tre momenti formativi principali – un ritiro spirituale, una riflessione sul carisma comboniano e un workshop sul Codice Deontologico – integrati da momenti di incontro e dialogo con la comunità di formazione.

Padre Achilles Kiwanuka, maestro dei novizi, il novizio Achenaf, e padre Augustin Fene-Fene, formatore e socius.

Ritiro incentrato sulla consapevolezza e sulla verità interiore

La mattina di martedì 13 gennaio, padre Opargiw ha animato un ritiro spirituale, invitando i novizi a un processo di autocoscienza e verità interiore, sottolineando che l’autentica crescita spirituale inizia con l’onestà davanti a Dio e a sé stessi. È stata prestata attenzione ai sentimenti personali, ai moti interiori, alle motivazioni, alle relazioni e agli atteggiamenti apostolici. Attraverso una riflessione guidata, i novizi sono stati incoraggiati a esaminare il loro stato interiore, la qualità della loro preghiera, la maturità emotiva, l’uso del tempo, il comportamento interpersonale e la capacità di vivere responsabilmente in comunità.

Due testi biblici hanno fatto da cornice al ritiro: l'invito di Gesù ai discepoli: «Andate in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'» (Mc 6,30-32), e la domanda di Dio ad Adamo: «Dove sei?» (Gen 3,9). Questi testi sono diventati inviti al silenzio, all’interiorità e alla disponibilità alla presenza trasformante di Dio.

Padre Opargiw ha sottolineato che la vita spirituale non è plasmata da esperienze straordinarie, ma dalla fedeltà quotidiana, dall'attenzione alla presenza di Dio e da una crescente passione per Cristo e per le persone. Il ritiro è stato accolto con apertura e gratitudine, come uno spazio di radicamento, discernimento e rinnovata consapevolezza vocazionale.

Approfondimento dell’assimilazione del carisma comboniano

Il pomeriggio dello stesso giorno è stato dedicato a una condivisione sul carisma comboniano. Presentato come un dono vivo dello Spirito, il carisma è stato descritto come un'esperienza vissuta prima da San Daniele Comboni e continuamente incarnata nella storia. Il noviziato è stato definito come uno spazio teologico e spirituale privilegiato durante il quale questo carisma deve essere profondamente radicato e interiorizzato.

Padre Opargiw ha ricordato gli elementi essenziali del carisma comboniano: la dedizione totale a Dio; l’orientamento missionario ad gentes, ad pauperes e ad vitam; e l’esperienza del Cenacolo di Apostoli, inteso come scuola di fraternità, preghiera, responsabilità condivisa e disponibilità alla missione. Al centro di tutto ciò c'è la dimensione cristologica del carisma, radicata nell'apertura contemplativa a Dio ed espressa nell'impegno missionario attivo. Il Cuore di Gesù è stato presentato come fonte di compassione, disponibilità e amore donante.

Particolare enfasi è stata posta sulla dimensione relazionale dell'identità missionaria. Riferendosi all’esperienza del “Cenacolo di Apostoli”, padre Opargiw ha sottolineato il passaggio dal cartesiano "Cogito, ergo sum" (penso, quindi sono) alla saggezza africana "Cognatus, ergo sum" - sono imparentato, quindi sono. Ha sottolineato che l’identità missionaria è fondamentalmente relazionale, vissuta in comunione con Dio, la comunità e le persone alle quali si è inviati, in particolare quelle che vivono nelle frontiere e nelle periferie esistenziali. I novizi hanno accolto con interesse questa riflessione, riconoscendo la sfida e la ricchezza di vivere il carisma comboniano come vocazione comunitaria, interculturale e missionaria.

Padre John Baptist K. Opargiw, missionario comboniano dell’Uganda.

Il Codice Deontologico come percorso di conversione e credibilità missionaria

Mercoledì 14 gennaio è stato dedicato a un workshop sul Codice Deontologico, con la partecipazione sia dei novizi che dei confratelli della zona di Lusaka. Padre Opargiw ha presentato lo sviluppo storico del Codice, sottolineando come la sua evoluzione dal 1997 alla revisione del 2025 rifletta la crescente consapevolezza dell’Istituto della responsabilità etica, pastorale e istituzionale. Ha aggiunto che il documento non è stato solo un insieme di norme, bensì un percorso di conversione, fedeltà al Vangelo e integrità nel ministero. I suoi obiettivi mirano a promuovere una cultura missionaria responsabile, a favorire la cura reciproca e a garantire risposte giuste e trasparenti a situazioni di abuso, cattiva condotta o scandalo.

Il workshop ha messo in evidenza i fondamenti teologici, spirituali e canonici del Codice, radicati nel Vangelo, nel Diritto Canonico e nella nostra Regola di Vita. È stata prestata attenzione alle relazioni come missione, alle politiche di salvaguardia, alle misure disciplinari e ai valori di integrità, responsabilità, onestà e trasparenza. Sia i novizi che i confratelli hanno espresso apprezzamento per la chiarezza e il realismo della presentazione, riconoscendo il Codice Deontologico come uno strumento essenziale per la responsabilità personale, una vita comunitaria sana e una testimonianza missionaria credibile oggi.

Al termine del seminario, i quattro missionari comboniani presenti (i padri Achilles Kiwanuka, Augustin Fene-Fene, Simon Agede e lo scolastico Phiri Charles) hanno formalmente firmato il modulo di accettazione del Codice Deontologico. I documenti firmati sono stati consegnati a padre Simon Agede, consigliere provinciale responsabile della zona di Lusaka, che li trasmetterà successivamente al superiore provinciale, affinché siano inseriti nei rispettivi fascicoli personali di ciascun confratello, secondo le procedure del’Istituto.

P. Augustin Fene-Fene Santime, mccj