In Pace Christi

Bellini Alfredo

Bellini Alfredo
Data di nascita : 06/11/1921
Luogo di nascita : Verona
Voti temporanei : 07/10/1940
Voti perpetui : 07/10/1945
Data ordinazione : 07/07/1946
Data decesso : 06/08/2011
Luogo decesso : Teresina/Brasil

P. Alfredo Bellini, fondatore del sistema di Comunicazione della Fondazione della Prelatura di Balsas (MA), della Radio e TV Buona Novella, è morto nella notte fra il 6 e il 7 agosto a Teresina (Brasile), all’età di 89 anni, per problemi respiratori. P. Alfredo è stato uno degli ultimi profeti.

Era nato a Verona, in Italia, il 6 novembre 1921 e, fin da giovane, frequentò le scuole dell’Istituto dei Missionari Comboniani. Studiò filosofia a Verona e teologia a Venegono. Nel 1945, ventiquattrenne, consacrò definitivamente la sua vita alla missione. L’anno seguente, il 7 luglio, fu ordinato sacerdote.

Prima tappa del suo apostolato fu il Portogallo (dal 1951 al 1956). Dopo cinque anni, partì per il Mozambico, dove rimase per più di 10 anni.

Di ritorno dal Mozambico, gli fu chiesto di andare di nuovo a lavorare in Portogallo, per oltre nove anni. Sempre attento ai problemi della missione d’oltremare, in particolare del Mozambico, essendo responsabile del seminario comboniano a livello di liceo a Coimbra, non tralasciava di parlare delle ingiustizie commesse dalla dittatura all’estero. Per questo suo atteggiamento un giorno, dopo l’omelia, “fu convocato dalla polizia di Stato di Coimbra (PIDE), fu interrogato e informato che sarebbe stato immediatamente espulso dal paese. L’accusa era che nelle sue prediche P. Alfredo diceva che in Mozambico c’era lo spettro della fame e della miseria. L’ordine di espulsione però fu annullato all’ultimo momento, quando il biglietto di partenza era addirittura già stato fatto. Decisivo era stato l’intervento del compianto Cardinale Antonio Ribeiro, che aveva inviato il suo segretario privato con una lettera al primo ministro Marcelo Caetano. Annullata la sentenza di espulsione, P. Alfredo dovette comunque allontanarsi da Coimbra per un periodo di sei mesi” (cfr. I Missionari Comboniani e il nuovo Stato, Além-Mar, di Carlos Neves Sobrinho).

I superiori ritennero allora opportuno inviarlo alle missioni del Brasile. Destinato alla provincia del Brasile Sud, mostrò subito le sue qualità spirituali come rettore del seminario comboniano della grande città di Vitória (nello stato di Espírito Santo). Artista e professionista nella pittura, P. Alfredo decorò diverse chiese, in uno stile moderno e gradevole, mostrando la realtà della povertà nelle grandi periferie del Brasile. Fu anche eletto direttore e vice-provinciale del Brasile Sud per tre anni. A Vitória, ha lavorato con il vescovo Mons. Luis Fernandes, “incoraggiando la nascita delle Comunità Ecclesiali di Base e sforzandosi di rendere la Chiesa liberante”.

Sempre in movimento, dinamico e creativo, dopo undici anni di ministero lasciò il Brasile Sud per le missioni in Maranhão, nel Nordest. Lì, nella diocesi di Balsas, come scrive Airton Carlos Rocha, direttore del Giornalismo dell’Emittente, rendendosi conto della mancanza della voce della Chiesa nei mass media, lavorò senza sosta fino a quando il governo federale gli concesse l’autorizzazione per una stazione radio, chiamata “Radio Buona Novella”, con una potenza di 10.000 watt, che raggiungeva i quattro stati del Maranhão. “La comunicazione è la liberazione dei popoli più bisognosi” era il motto di P. Alfredo. Motivava la necessità della fondazione della Radio Buona Novella dicendo: “È per difendere i piccoli agricoltori e la popolazione che viene sfrattata dalla propria terra e denunciare la realizzazione di grandi progetti di monocultura”. Per ottenere il permesso, P. Alfredo dovette lottare duramente contro il continuo rifiuto di concedere “una radio a una Chiesa impegnata con i poveri, che denunciava i mali e le ingiustizie”.

Anche secondo il parere di molti giovani, P. Alfredo è stato “senza dubbio uno degli ultimi profeti della diocesi di Balsas, per il suo continuo propugnare la verità con coraggio, per il suo indignarsi di fronte alle ingiustizie del mondo, per la sua lotta a favore degli ultimi, di chi è trattato ingiustamente e dei meno graditi alla società”.
(P. Vincenzo Santangelo)