Venerdì 25 settembre 2026
“Migranti. Risorsa o problema?” è il titolo dell’incontro organizzato dall’Ufficio Migrantes delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca, venerdì 18 settembre. L’iniziativa ha coinvolto sacerdoti e diaconi nella prima sessione di confronto e dialogo, e sindaci, associazioni e cittadini nella seconda, entrambe ospitate presso il Salone del Seminario di Teano.
Al centro della riflessione, come sottolineato dal vescovo mons. Giacomo Cirulli in apertura, “l’interesse a capire, nei territori delle nostre diocesi, quale situazione viviamo rispetto alla presenza e condizioni di vita dei migranti che arrivano, risiedono o talvolta vivono nell’ombra”.
I numeri sono stati uno degli elementi centrali dell’incontro: un censimento realizzato nelle tre Diocesi dell’Alto Casertano, in collaborazione con i 51 Comuni che ne fanno parte, per fare il punto sulle nazionalità, sulla formazione scolastica e sull’impiego lavorativo dei migranti censiti. Alla luce dei dati, si è riflettuto su come la presenza dello “straniero” possa rappresentare una risorsa e non un problema, superando letture distorte del fenomeno migratorio e allarmismi, ferme restando le situazioni in cui emergono questioni di ordine pubblico, sfruttamento, delinquenza o evasione scolastica.
A parlarne, insieme al Vescovo, padre Daniele Moschetti, missionario comboniano e direttore dell’Ufficio Migrantes interdiocesano; mons. Giancarlo Perego, vescovo di Ferrara-Comacchio e già presidente della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana; Annamaria Gregorio, responsabile dello Sportello Immigrati nella Diocesi di Alife-Caiazzo e responsabile del censimento presentato; Francesco Lavanga, sindaco di Mondragone, il Comune dell’Alto Casertano con il maggior numero di migranti residenti.
Come il Vangelo e, ancor di più, la Sacra Scrittura nella sua ricchezza ci chiedano di concepire e accogliere lo “straniero”, e come tale condizione sociale riguardi popoli e nazioni in ogni epoca: lo ha sottolineato padre Moschetti nel suo intervento introduttivo.
Lavoro, diritti e integrazione: la sfida per il futuro delle comunità
A mons. Perego la responsabilità di raccontare numeri, fenomeni e scelte politiche: dati Istat, istituti di ricerca statali ed ecclesiastici, esperienze e testimonianze restituiscono la fotografia di un’Italia che non attrae più né lo straniero né i suoi stessi figli, come dimostrano le partenze verso altre mete europee.
Cosa manca? Servizi, possibilità di integrazione sociale e professionale, lavoro equamente retribuito, il riconoscimento di diritti essenziali, una burocrazia snella e chiara. Eppure sono proprio i migranti, che offrono soprattutto la loro forza lavoro, a garantire la manodopera in comparti che hanno progressivamente perduto lavoratori italiani.
Sono europei gli stranieri presenti nei territori delle tre Diocesi, per lo più rumeni e bulgari, con i primi maggiormente integrati rispetto ai secondi. Seguono le comunità africane e asiatiche.
Il sindaco di Mondragone, Francesco Lavanga, ha confermato il disagio sociale e umanitario riscontrato, sottolineando l’importanza di uno Stato presente con progetti, leggi, garanzie e risorse per realizzare l’integrazione, garantire diritti e favorire la permanenza di chi arriva e si pone quale tassello determinante per la crescita produttiva e civile delle comunità, anche in risposta allo spopolamento delle aree interne.
La consapevolezza che, insieme a noi, rappresentino il futuro delle nostre comunità: così ha concluso il primo cittadino di Mondragone, invitando a guardare al fenomeno con meno preoccupazione e più idee.
Al termine degli incontri è stato distribuito un libro contenente gli interventi dei relatori e il censimento dei migranti nell’Alto Casertano.
Grazia Biasi