Giovedì 05 novembre 2026
A cinque anni dal suo lancio, la Piattaforma Laudato Si’ entra in una nuova fase, è stato annunciato in una conferenza stampa tenutasi il 4 novembre per presentare i risultati dei suoi primi cinque anni di attività. Lo spazio digitale mette a disposizione delle istituzioni e delle organizzazioni cattoliche gli strumenti necessari per progredire verso la sostenibilità, nello spirito dell’enciclica Laudato si’.
La Piattaforma Laudato Si’ promossa dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, offre risorse concrete per proteggere la nostra casa comune, in collaborazione operativa con il Movimento Laudato Si’.
A cinque anni dal varo della Piattaforma, oltre 13.000 partecipanti, di cui 6.200 sono istituzioni, si sono impegnati nel carico di avviare una conversione ecologica globale, attraverso un cammino circolare di riflessione, programmazione, azione e verifica.
«Si tratta di passare dai discorsi – ha affermato Sr. Alessandra Smerilli, prefetto del Dicastero – ad una conversione dello stile di vita, ad un ritorno al cuore ed a seguire Gesù attraverso la cura del Creato e dei poveri. Come ci comunica il libro della Genesi, il coltivare e custodire la creazione e i fratelli e sorelle è una vocazione centrale all’esperienza cristiana».
Il bilancio dopo cinque anni è incoraggiante, con migliaia di azioni per l’ecologia integrale attuate in tutto il mondo, i frutti della conversione ecologica.
Eppure la Piattaforma ha fatto anche emergere una consapevolezza: non basta invitare comunità, gruppi e istituzioni a partecipare; è fondamentale poi accompagnare chi si assume l’impegno.
La Piattaforma di iniziative Laudato Si’ rende visibile l’impegno della Chiesa, ma invita ora a pensare anche se sta cambiando il modo in cui le nostre istituzioni prendono decisioni e si rinnovano con riferimento alla conversione ecologica.
«Ciò che ha caratterizzato i primi cinque anni – ha affermato Lorna Gold, presidente del Movimento Laudato Si’ – è stata la volontà della Chiesa a rispondere alla chiamata alla conversione ecologica; nei prossimi cinque anni la sfida sarà quella di dimostrarsi aperta al cambiamento istituzionale».
Priorità per il quinquennio
«Se nei primi cinque anni la Piattaforma ha incoraggiato comunità ed istituzioni ad impegnarsi, ora l’obiettivo è quello di far incontrare i partecipanti per un crescita reciproca» – ha sottolineato Alonso de Llanes, direttore della Piattaforma di azione Laudato si’.
Di qui sorgono quattro priorità per i prossimi cinque anni:
1. L’Atlante digitale: questo progetto riunisce molti tipi di dati ambientali, sociali ed ecclesiali condivisi sulla Piattaforma per aiutare a rivelare le diverse realtà che plasmano un luogo. I dati che sui trovano sulla mappa aiutano a comprendere i diversi livelli di azione, come si collegano agli Obiettivi della Laudato Si’ e dove una questione inizia a intersecarsi con un’altra. Diventa così più facile informarsi su ciò che avviene nei territori e trovare opportunità per collaborazioni e sinergie.
2. Rimuovere gli ostacoli alla partecipazione: sarà possibile avere accesso alla Piattaforma anche in modalità offline, sarà più semplice interagire e ci sarà anche un nuovo centro per la condivisione di materiali, esperienze e conoscenze.
3. L’introduzione di strumenti appropriati di intelligenza artificiale per facilitare l’apprendimento e l’azione.
4. La creazione di una rete globale di missionari digitali, volontari formati per abitare il «continente digitale» non come semplici creatori di contenuti, ma come testimoni che usano la comunicazione per accompagnare le persone e promuovere la cura della casa comune.
In conclusione, la sfida è quella di formare un movimento che possa creare sinergie e promuovere non solo cambiamenti a livello locale, ma una versa trasformazione sistemica.
Fr. Alberto Parise, mccj