In Pace Christi

Buffoni Giuseppe

Buffoni Giuseppe
Data di nascita : 19/03/1930
Luogo di nascita : Valsecca
Voti temporanei : 09/09/1950
Voti perpetui : 09/09/1956
Data ordinazione : 15/06/1957
Data decesso : 07/12/2008
Luogo decesso : Lunzu (MW)

P. Giuseppe Buffoni è passato alla casa del Padre il 7 dicembre 2008 a Lunzu, in Malawi, a causa di un attacco cardiaco. Qualche giorno prima, parlando con un confratello, aveva improvvisamente esclamato: “Sai una cosa? Sono sicuro di fare una morte veloce!”. Deve essere stato un presentimento. Il funerale si è svolto a Limbe, Blantyre, il 9 dicembre. È stato sepolto nel cimitero dell’arcidiocesi, accanto alla tomba di P. Giuseppe Gusmini, il primo comboniano ad andare in Malawi.

P. Giuseppe era nato il 19 marzo a Valsecca, vicino a Bergamo, ultimo di dieci figli. Tre di loro, Alberto, Luigi e Giuseppe, sono diventati sacerdoti comboniani, e una sorella, Maria Teresa, suora comboniana. Nel novembre del 1938 la famiglia andò ad abitare a Selino Basso, a circa quattro chilometri da Valsecca.

Nell’ottobre 1942, mentre infuriava la guerra, Giuseppe entrò nel seminario diocesano di Clusone, dove c’era già suo fratello Luigi. Il cibo era scarso e vi fu un periodo in cui i seminaristi, per continuare gli studi, vennero mandati nelle parrocchie.

Mosso anche dall’esempio del fratello Alberto e della sorella Maria Teresa, Giuseppe decise di diventare Missionario Comboniano. Entrò nel noviziato di Firenze dove emise i primi voti il 9 settembre 1950. Mentre studiava teologia, aiutava come prefetto nella casa di Rebbio, Verona e Pesaro, completando l’ultimo anno a Venegono. Il 9 settembre 1956 emise i voti perpetui e il 15 giugno 1957 fu ordinato sacerdote dal cardinale Giovanni Battista Montini, divenuto poi Papa Paolo VI.

Dopo un mese di vacanze a casa, fu assegnato alla comunità di Troia, vicino a Foggia, dove lavorò come vicerettore, nell’animazione missionaria e nell’economato, per quattro anni.

Assegnato all’Uganda, P. Giuseppe fu mandato nella missione di Moyo, in West Nile, dove giunse nel luglio 1962. Qui trascorse nove anni, all’inizio, impegnandosi nello studio della lingua madi e dell’inglese. Durante il tempo libero, aiutava nel dispensario della missione e nell’orfanotrofio e a preparare una casa per le Suore che fuggivano dal Sudan. Mons. Angelo Tarantino, vescovo di Arua, gli concesse il permesso di rivedere i canti di chiesa in uso a quel tempo e di comporne anche di nuovi. Quella missione, come tutti gli altri posti in cui P. Giuseppe fu mandato, si trasformò in un alveare di attività.

Verso la fine del 1970 gli fu chiesto di spostarsi nella parrocchia di Ajumani e, anche lì, diede inizio a numerose attività e compose, sempre con l’autorizzazione del vescovo, numerosi canti religiosi. Alcuni di questi divennero molto popolari anche fra altri gruppi etnici. Seppure con grande fatica, riuscì a preparare e a stampare libri liturgici e la traduzione del Nuovo Testamento in lingua madi, quest’ultima in cooperazione con altre denominazioni cristiane. Per questo lavoro ebbe la collaborazione di un suo catechista che conosceva bene l’inglese e il madi, di un insegnante delle elementari per i protestanti e di una dattilografa. La traduzione fu approvata dalla Società Biblica di Nairobi.

Riuscì a preparare in lingua madi: Il Messale Quotidiano, Il Catechismo, La Storia della Salvezza, La Storia Sacra (gli avvenimenti principali), La Vita di Cristo e i Lezionari Liturgici.

Nel 1975, dopo il Corso di Rinnovamento a Roma, P. Giuseppe fu destinato al Malawi assieme a suo fratello, P. Alberto. Lavorò in varie missioni, sempre con grande entusiasmo ed energia: all’inizio, a Chiringa e a Lirangwe, poi praticamente costruì le parrocchie di Mthawira e Chipini e per un periodo ebbe l’incarico di economo provinciale.

Nel 1987 dovette tornare in Italia per un doppio bypass. L’anno seguente era di ritorno in Malawi nella missione di Lirangwe. Nel 1994 la parrocchia di Mthawira era pronta per essere consegnata alla diocesi. Lavorò a Chipini e, nel 1998, anche questa missione poté essere consegnata alla diocesi.

Verso la fine del 2001, mentre si trovava a Lirangwe, fu colpito da un ictus. Venne trasportato all’ospedale di Lunzu e poi in Italia, accompagnato da Fr. Luigi Cometti. Sopravvisse per miracolo.

Da Milano passò nella comunità di Rebbio. Nel 2003 P. Giuseppe ritornò in Malawi, ancora pieno di entusiasmo e di gioia di essere missionario in terra di missione. Venne assegnato alla comunità di Lunzu dove continuò, con inalterata dedizione, il suo lavoro. Ha sempre mantenuto i contatti con gli amici, i benefattori e i confratelli della provincia, inviando loro saluti e informazioni in occasioni particolari e non trascurava i genitori e i familiari dei confratelli del Malawi e dello Zambia.

Il 15 maggio 2007 tornò in Italia per celebrare il suo 50° di ordinazione sacerdotale prima a Valsecca, poi a Selino Basso e infine anche a Venegono con la comunità comboniana. Provava quasi un senso di imbarazzo davanti alle numerose persone che volevano salutarlo. Ritornò a Lunzu il 18 agosto 2007. Il viaggio fu lungo ma gli sembrava di tornare a casa, era felice di essere di nuovo nel luogo al quale sentiva di appartenere. Anche in Malawi i confratelli e la gente vollero festeggiare il suo giubileo.

P. Giuseppe rimarrà sempre nel nostro cuore come un grande Missionario Comboniano. Era un uomo di grande energia ed entusiasmo, completamente identificato con la sua vocazione e totalmente dedito al lavoro di evangelizzazione. Con il suo entusiasmo, ha toccato il cuore di tante persone. Aveva una grande devozione verso la Madonna alla quale attribuiva la sua “miracolosa” guarigione dopo l’ictus. Aveva un grande amore per il popolo africano e un cuore compassionevole verso i poveri.

Anche se l’ictus gli impediva di muoversi come avrebbe voluto, non si è mai lasciato prendere dallo scoraggiamento. Ha portato la sua croce con fede e gioia fino all’ultimo momento. Grazie, P. Giuseppe.
Da Mccj Bulletin n. 241 suppl. In Memoriam, luglio 2009, pp. 6-12.