P. Anton aveva una personalità notevole. Già a causa della sua voce potente non poteva passare inosservato. Era nato l’8 luglio 1934 nel paesino di Rabenstein/Corvara in Passiria, diocesi di Bolzano/Bressanone, secondo di 14 figli. Nel 1947 fu accolto come alunno nella casa missionaria di Milland, facendo così parte del primo gruppo di studenti con cui il seminario Xaverianum aveva riaperto un anno prima, dopo la Seconda guerra mondiale. Ogni giorno il gruppo si metteva in cammino verso il seminario diocesano Vinzentinum per frequentare il ginnasio/liceo. Essendo un ragazzo intellettualmente dotato, Anton terminò gli studi con l’esame di maturità nel 1955. Passò poi al noviziato di Bamberg/Germania che concluse con i primi voti il 29 settembre 1957.
Tornò subito a Bressanone per iniziare nel seminario maggiore diocesano gli studi di teologia. Il 25 dicembre 1960 si consacrò a Dio e alla missione con i voti perpetui. Il 29 giugno 1961, il vescovo Josef Gargitter lo ordinò sacerdote nella cattedrale della stessa città.
In Sudafrica
Un anno dopo, P. Anton partì per la missione del Sudafrica. A quel tempo, la diocesi di Witbank era l’unico campo di lavoro dei comboniani in quel paese. Iniziò a studiare la lingua inglese a Middleburg e poi la lingua Northern Sotho a Glen Cowie. Lavorò in quella missione fino al 1967. Sin dall’inizio, P. Anton s’interessò alla cultura e alla lingua dei Bapedi che imparò molto bene grazie ai suoi contatti quotidiani con la gente.
Nel 1967 frequentò un corso di sei mesi presso il Lumko Missiological Research and Training Institute nella diocesi di Queenstown, in vista di un ministero pastorale inculturato. L’Istituto Lumko era diventato un’istituzione molto nota in Africa. I suoi fondatori e direttori erano sacerdoti Fidei Donum della diocesi di Ratisbona/Germania. Quattro di loro furono più tardi nominati vescovi in Sudafrica.
Dopo il corso, P. Anton fu assegnato alla vasta parrocchia di Acornhoek, vicino al confine con il Kruger National Park. Doveva anche imparare una nuova lingua: lo Shangaan. Presto iniziò un progetto di tessitura. In questo fu aiutato da Sr. Cassiani Theiss, missionaria di Mariannhill, esperta di questi progetti. Molte donne trovarono lavoro come tessitrici ed ebbero la possibilità di guadagnarsi da vivere per le loro famiglie. Il suo compagno di missione ad Acornhoek era P. Angelo Matordes, del gruppo dei missionari comboniani italiani. Questo fatto costituì una buona preparazione alla riunione dei due Istituti, nel 1979. La missione di Acornhoek soffrì sotto le conseguenze della guerra civile in Mozambico che era scoppiata qualche anno prima. Molta gente fuggì dal paese trovando accoglienza e aiuto ad Acornhoek e in tanti altri luoghi del Sudafrica.
Nel 1975 fu fondato e aperto il Pastoral Centre di Maria Trost. P. Anton fu il primo direttore. Il centro si sviluppò rapidamente e bene e funziona tuttora portando avanti molte attività e corsi. La sorella di P. Anton, Sr. Marianne Graf, delle Francescane austriache, assunse più tardi la direzione del centro.
Nel 1980 P. Anton fu assegnato alla DSP e incaricato dell’animazione missionaria nella zona di Mellatz. Successivamente fu nominato superiore della comunità.
Impegnato in varie attività
Nel 1987 ritornò in Sudafrica e assunse la parrocchia di Schoonoord. Qui P. Anton costruì la chiesa parrocchiale, un centro per la formazione di laici cristiani, una cereria per non vedenti e una falegnameria. Vari volontari laici tedeschi (MaZ) collaborarono con lui in quei progetti.
Nel 2001 P. Graf si ritirò a Silverton per una specie di anno sabbatico. Durante questo tempo entrò in contatto con persone e professori a livello universitario e si occupò principalmente della cultura sudafricana attraverso letture, corsi e seminari. Come segretario del Segretariato per l’Evangelizzazione cercò di condividere la sua esperienza attraverso seminari e altre iniziative, non solo per i missionari comboniani, ma anche per un pubblico più vasto. Si era aspettato più incoraggiamento e partecipazione da parte dei confratelli. Un po’ deluso, assunse perciò l’anno seguente il servizio parrocchiale della comunità cattolica di lingua tedesca a Pretoria e quello di cappellano al Technikon di Pretoria West.
Alla fine di luglio 2003, accettò l’invito del vescovo Paul Mogale Nkhumishe di Pietersburg/Polokwane, già vescovo di Witbank, di costruire nella sua diocesi il “Mater Dei Pastoral Centre”, sullo stile di Maria Trost. Dopo aver completato con successo quel progetto, nel 2008 s’incaricò della parrocchia di Sovenga, lavorando allo stesso tempo come cappellano all’Università di Turflopp (ora University of Limpopo). Lì celebrò nel 2011 il suo Giubileo d’oro sacerdotale. Un anno dopo, il vescovo Paul Nkhumishe morì e P. Anton tornò nella diocesi di Witbank.
Dopo qualche anno di solitudine nella missione di Apél/Sekhukhune, si trasferì come cappellano a Gugulethu, Elukwatini, non lontano dal confine con lo Swaziland. P. Karl Kuppelwieser, suo compagno di seminario, aveva costruito in quel luogo una casa di riposo, gestita dalle Suore Benedettine di St. Alban. P. Anton offrì alle Suore e agli anziani i suoi servizi sacerdotali.
Gli ultimi anni nella DSP
Intanto P. Anton aveva raggiunto l’età di 84 anni e si presentarono vari problemi di salute. Perciò nel 2018 tornò nella DSP, al Centro dei confratelli anziani e ammalati di Ellwangen ma ancora con la speranza di tornare in Sudafrica. Interrompendo per qualche settimana i controlli medici, partì per il suo paese, per far visita ai membri della sua famiglia. Durante quel soggiorno subì un grave ictus dal quale non si è più ripreso. È deceduto nella Marienklinik di Bolzano il 7 dicembre 2019 all’età di 85 anni. Riposa nel cimitero di Rabenstein, suo paese natale.
Da Mccj Bulletin n. 282 Suppl. In Memoriam, gennaio 2020 pp. 125-129.