Rodolfo nasce a Cese di Avezzano, in provincia dell’Aquila, il 27 gennaio 1941. Nel 1952 entra nella Scuola Apostolica dei missionari comboniani di Troia, per poi frequentare il ginnasio a Sulmona. Nell’ottobre 1957 inizia il noviziato a Gozzano, frequenta il secondo anno a Sunningdale (Inghilterra), dove emette i primi voti il 9 settembre 1959. Subito dopo, torna in Italia per iniziare il liceo a Carraia (Lucca). Nel 1962, inizia lo scolasticato a Verona, ma è subito assegnato come prefetto alla Scuola apostolica di Padova. Il 9 settembre 1965 fa la professione perpetua e il 26 marzo 1966 è ordinato sacerdote nella Basilica di Sant’Antonio da Padova, per le mani del vescovo Girolamo Bartolomeo Bortignon.
I superiori lo assegnano alla Scuola apostolica di Sulmona come formatore e promotore vocazionale. Nel 1969 gli arriva la destinazione all’Etiopia. A luglio, padre Rodolfo è già ad Addis Abeba per iniziare il corso di amarico. L’anno successivo, è assegnato alla missione di Teticha, come direttore delle scuole della missione. Due anni dopo, è nominato parroco di Teticha. Nel 1977 è ad Hawassa, come parroco. Da luglio 1983 a giugno 1984 è ad Arramo per lo studio di una nuova lingua locale: arriverà a parlare perfettamente l’amarico, il sidamo e il gedeo. Dal 1984 al 1986 è parroco della parrocchia-missione di Fullasa.
Ma arriva il momento della rotazione anche per lui. A luglio 1986 è a Bari, addetto all’animazione missionaria e, l’anno successivo, è nominato superiore del Centro di Animazione Missionaria.
In Etiopia i confratelli lo richiedono con insistenza e i superiori acconsentono che padre Rodolfo torni in Etiopia: in luglio 1990, infatti, è già impegnato nel ministero pastorale ad Arramo. Due anni dopo, torna a Safinna. Nel 1993 è ad Hawassa come parroco: ci rimane fino al 1999, quando è nominato superiore locale di Fullasa.
Nel 2005, si sposta ad Arosa. Nel 2007, torna a Fullasa. Nel 2013, va a Dongora per due anni. Non si ferma mai: padrone delle lingue locali, non dice di no a nessuna destinazione: ed eccolo ancora a Teticha (2014-15), a Daye (2015) e ad Hawassa (2016-18).
A ottobre 2018, è costretto a tornare in Italia per cure e l’8 dicembre viene assegnato alla provincia italiana.
Nel settembre 2023 padre Rodolfo viene trasferito al Centro “Fr. Alfredo Fiorini” di Castel d’Azzano. Il 29 dicembre, dopo un breve ricovero d’urgenza per un’insufficienza cardiaca e un peggioramento generale, si spegne serenamente all’ospedale Borgo Roma, a Verona, accudito dal personale ospedaliero, dalla comunità di Castel d’Azzano e dai familiari.
Il 2 gennaio 2024, padre Renzo Piazza, superiore del Centro di Castel d’Azzano, presiede la messa funebre e, durante l’omelia, ricorda le testimonianze dei compagni di missione di padre Rodolfo che lo presentano come un uomo molto amato da tutti; «anche qui a Castel d’Azzano, nei pochi mesi che ha trascorso con noi, si è fatto voler bene».
Il funerale è stato celebrato mercoledì 3 gennaio al suo paese natale, alla presenza del superiore generale, padre Tesfaye Tadesse, e dell’assistente generale, padre Luigi Codianni. Dalle testimonianze pervenute dall’Etiopia è emersa la gratitudine per il suo grande impegno, la totale dedizione al lavoro pastorale, la sua affabilità e tolleranza, il suo approccio affettuoso alla gente, il suo senso dell’umorismo…». (Padre Franco Moretti, mccj)